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Alla pillola del giorno dopo è stato riconosciuto il ruolo di contraccettivo

febbraio 19, 2014 9:30 am

Non più abortiva, ma contraccettiva: viene definita così la pillola del giorno dopo a base di levonorgestrel. E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova classificazione da parte dell’AIFA.

Ha diviso per anni il mondo scientifico e quello della bioetica, visto che è stata definita senza mezzi termini – farmaco abortivo. Adesso alla pillola a base di levonorgestrel, nota come – pillola del giorno dopo- ha avuto la sua riabilitazione: in base alla nuova classificazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco viene definita contraccettiva. All’inizio di febbraio infatti la Gazzetta Ufficiale ha recepito e pubblicato la revisione dell’AIFA sulla scheda tecnica del contraccettivo d’emergenza a base di levonorgestrel.

Una nuova definizione per un uso corretto
Da oggi il foglietto illustrativo della pillola del giorno dopo riporterà la dicitura – inibisce o ritarda l’ovulazione – a sostituzione di – il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto. Una correzione che equipara levonorgestrel all’upistral acetato, più comunemente noto come pillola dei cinque giorni dopo, cui già nel 2011 la comunità scientifica ha riconosciuto lo status di contraccettivo. Secondo gli esperti della Società Italiana della Contraccezione – SIC – la correzione apportata dall’AIFA, allinea il nostro Paese al resto del mondo. Già nel 2010 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base di numerosi studi clinici, aveva espresso la propria posizione in materia: la pillola del giorno dopo non interferisce in alcun modo su un’ipotetica gravidanza già in atto. È quindi importante che i ginecologi ne parlino con la donna ed il suo partner, evidenziando l’importanza di una corretta contraccezione stabile.

Pillola del giorno dopo – PGD: di che cosa si tratta
La PGD è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione di emergenza dopo un rapporto sessuale a rischio, per esempio quando si rompe il preservativo e gli spermatozoi possono raggiungere le vie riproduttive della donna. La fecondazione però raramente avviene durante il rapporto sessuale: spesso si verifica qualche ora o addirittura qualche giorno dopo l’ovulazione e l’incontro degli spermatozoi con la cellula uovo. La pillola del giorno dopo agisce proprio in questo lasso di tempo e l’efficacia si riduce man mano che passa il tempo. Il levonorgestrel è studiato per essere assunto fino a 72 ore, pari a tre giorni dopo, anche se mantiene un’efficacia decrescente fino a 120 ore – cioè circa 5 giorni. Il meccanismo chimico agisce interferendo con l’ovulazione, impedendo quindi l’incontro tra lo spermatozoo e la cellula uovo. Non è corretto affermare, come spesso succede, che si tratta di pillole che impediscono l’impianto o l’annidamento dell’ovulo fecondato. Non hanno effetti sull’impianto e non sono quindi in alcun modo farmaci abortivi. E la nuova definizione dell’AIFA lo ha confermato.

Un farmaco adatto quasi a tutte
Gli effetti secondari della pillola del giorno dopo sono mal di testa, nausea, dolori addominali, definiti da leggeri a moderati, ma spesso è la tensione nervosa del momento, assolutamente comprensibile, a provocare questi disturbi. A secondo della fase del ciclo ovarico, si possono verificare perdite di sangue o irregolarità mestruali, ma di solito il flusso si verifica regolarmente. Nel dubbio, è opportuno eseguire al più presto un test di gravidanza. Questo si acquista in farmacia senza ricetta e anche nei supermercati, nel reparto dei dispositivi medico-sanitari. Quasi tutte le donne possono assumere la pillola con levonorgestrel. Le controindicazioni assolute sono le allergie ai componenti e la porfiria, una malattia del sangue ereditaria ma rarissima. La contraccezione di emergenza può essere prescritta anche alle minorenni, senza l’obbligo di avvertire i genitori. In definitiva ogni donna farebbe meglio ad assumerla piuttosto che rischiare una gravidanza, assumendola al più presto, entro 12 ore, per rischiare meno. È però importante ribadire che la pillola del giorno dopo è un farmaco di emergenza, da usare quindi appunto solo nei casi di emergenza. L’ideale sarebbe pianificare un corretto metodo contraccettivo, che metta al riparo da qualsiasi rischio.

Giorgia Andretti

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