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Una delle cause della sterilità potrebbe riguardare le cisti ovariche

dicembre 2, 2013 12:06 pm

Le cisti ovariche spesso non danno sintomi e la loro scoperta è solo casuale. Alcune volte possono causare dolori e talvolta creano problemi nel restare incinte o nel portare avanti con serenità la gravidanza.

Le masse ovariche sono formazioni tondeggianti che compaiono sulla superficie o nei tessuti interni dell’ovaio. La loro formazione è quasi sempre dovuta a uno squilibrio degli ormoni che regolano il funzionamento delle ovaie stesse. A seconda del modo in cui si formano, le cisti possono essere di diversi tipi.

Cisti follicolai e luteiniche
Le cisti follicolari si formano quando il follicolo ovarico, la struttura cava che contiene la cellula uovo in maturazione e che si rompe quando questa è matura, non si apre a causa di uno squilibrio ormonale. Il follicolo non si rompe ma si ingrossa e si riempie di siero, trasformandosi in una ciste. Le cisti follicolari, se sono di piccole dimensioni, in genere non danno disturbi. Se sono più grosse possono comparire dolori al basso ventre, che si intensificano durante i rapporti sessuali. Inoltre si possono verificare irregolarità mestruali. Le cisti luteiniche sono dovute alla trasformazione in ciste del corpo luteo, una struttura che resta sulla superficie dell’ovaio dopo che il follicolo si è rotto ed è destinata ad atrofizzarsi fino a scomparire, per l’eccessiva produzione dell’ormone luteinizzante – Lh. Solitamente si forma una sola ciste luteinica, del diametro di circa cinque centimetri, che può causare irregolarità mestruali, dolori e pesantezza al basso ventre.

Quando le cisti sono piccole e numerose
Molte piccole cisti costituiscono la cosiddetta policistosi ovarica o sindrome dell’ovaio policistico – micropolicistico, un disturbo che può causare problemi alla fertilità di una donna. Consiste in un aumento delle dimensioni dell’ovaio, accompagnato dalla formazione di tante piccole cisti sulla superficie interna ed esterna dell’ovaio stesso. Le cisti, con dimensioni variabili tra i quattro e i dieci millimetri di diametro, sono la conseguenza della mancata maturazione dei follicoli. Le cause che portano alla comparsa del problema sono ancora in parte sconosciute, anche se si pensa che sia responsabile una certa famigliarità. La presenza delle microcisti è accompagnata da un aumento degli ormoni androgeni, soprattutto del testosterone e della gonadotropina LH, un ormone che controlla l’attività delle ovaie. Inoltre risulta modificato anche il rapporto tra l’ormone Lh e l’ormone Fsh – l’ormone follicolo stimolante, stimola l’ovulazione. A causa di tutti questi squilibri, il lavoro delle ovaie viene rallentato. Esse non riescono quindi a portare a termine la ciclica maturazione delle cellule uovo. Di conseguenza le mestruazioni sono poco frequenti, in questo casi si parla di oligomenorrea, oppure del tutto assenti, amenorrea. L’assenza o la scarsa frequenza delle mestruazioni è collegata alla mancanza di ovulazione, quindi anche le possibilità di andare incontro a una gravidanza è ridotta.

Ci vuole la visita ginecologica
Il riscontro di una ciste ovarica in mancanza di sintomi spesso avviene nel corso di una visita ginecologica. Inoltre è necessario effettuare un esame del sangue con dosaggio ormonale per valutare i livelli di ormone follicolo stimolante – Fsh, estradiolo, ormone luteinizzante – Lh, progesterone e testosterone. L’ecografia è necessaria per valutare la conformazione e il volume delle ovaie, oltre che per rilevare la presenza delle cisti stesse. Una volta che si è diagnosticata la presenza di una o più cisti ovariche, è possibile procedere a seconda della natura della ciste stessa. Se la ciste è di tipo funzionale, se cioè non crea problemi all’ovaio o alla fertilità, il ginecologo si limita a controllare la donna dopo qualche settimana, per vedere se le cisti stanno scomparendo. Se le cisti provocano disfunzioni ovariche e irregolarità mestruali, come nel caso della sindrome della policistosi ovarica, è necessario assumere per qualche tempo farmaci a base di ormoni. Quando la donna cerca una maternità il ginecologo prescrive farmaci in grado di favorire l’ovulazione come il clomifene citrato, una sostanza che stimola un’alta produzione di ormone Fsh, che stimola a sua volte le ovaie e favorisce l’ovulazione. È anche possibile utilizzare gonadotropine Fsh, in fiale per iniezione. Le iniezioni sono sottocutanee e vanno eseguite ogni giorno dalla fase mestruale fino alla fase ovulatoria. Il ginecologo deve monitorare la cura con ecografie periodiche.

Lina Rossi

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