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Le perdite ematiche

agosto 29, 2000 12:00 pm

Il sanguinamento vaginale in una neonata non sempre deve allarmare, ma nelle età successive va controllato. Le emorragie nei bambini rappresentano una fonte di ansia nei genitori paragonabile solo alla febbre alta ed al connesso, per quanto raro, rischio di convulsioni. Infatti, specie nell’età del lattante, le mamme ispezionano il pannolino per valutare la qualità…

Il sanguinamento vaginale in una neonata non sempre deve allarmare, ma nelle età successive va controllato.

Le emorragie nei bambini rappresentano una fonte di ansia nei genitori paragonabile solo alla febbre alta ed al connesso, per quanto raro, rischio di convulsioni. Infatti, specie nell’età del lattante, le mamme ispezionano il pannolino per valutare la qualità delle feci, che rappresenta, per loro, un importante indicatore di salute generale.
Se si ritrovano delle macchie di sangue nel pannolino di una neonata non bisogna allarmarsi perchè la provenienza di quel sangue è quasi certamente uterina; infatti, durante la gravidanza, l’utero può essere stimolato dagli estrogeni materni a produrre una mucosa che, con la fine della stimolazione seguita alla nascita, va incontro ad una vera e propria mestruazione. Nelle età successive, invece, qualsiasi sanguinamento vaginale va considerato con attenzione perché può essere una spia di patologie sistemiche o locali.

Tra le patologie sistemiche, che interessano l’organismo in generale, la più frequente è la pubertà precoce (75% delle emorragie vaginali in età prepuberale) dovuta all’attivazione anticipata dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi che va curata dall’endocrinologo pediatra. Un altro gruppo di malattie da considerare è quello delle malattie emorragiche che comprendono i disturbi della coagulazione (emofilia, epatopatie, etc.) e della produzione di piastrine (leucemia, malattie autoimmunitarie o congenite, etc.).

Tra le patologie locali, che originano cioè dai genitali della bambina vanno ricordati i traumi, le vulvovaginiti, i tumori ed il prolasso dell’uretra.

I traumi sono la causa più frequente e sono, in genere, accidentali, legati cioè ad infortuni sportivi (caduta dalla bicicletta o dal cavallo) o nei giochi (caduta su corpi contundenti o appuntiti); all’esame obbiettivo la vulva appare tumefatta e con un ematoma ma il sanguinamento è scarso; è sufficiente effettuare degli impacchi freddi per risolvere il problema. Se invece sono evidenti delle lacerazioni profonde bisogna visitare la bambina in anestesia generale ed effettuare una vaginoscopia per scongiurare lesioni agli organi interni. Anche se è un’evenienza rara, bisogna considerare l’abuso sessuale come causa di sanguinamento in una bambina di 11-13 anni.
Le vulvovaginiti sono molto comuni nelle bambine che presentano una condizione favorente nella atrofia della mucosa vaginale, nell’alcalinità del pH vaginale e nella mancata protezione da parte delle grandi labbra. Di solito le vaginiti non provocano sanguinamento tranne che in 2 casi e cioè in corso di infestazione da ossiuri (vermi bianchi, piccoli 0,5cm circa) od in presenza di un corpo estraneo in vagina.
Nel primo caso la bambina presenta prurito intenso, ricorrente, prevalentemente notturno con lesioni da grattamento nella cute perineale e la secrezione vaginale può essere sierosa, sanguinolenta o bruna. Gli ossiuri vanno ricercati nelle feci e possono essere curati con l’albendazolo.
Il fenomeno dell’introduzione dei corpi estranei in vagina è piuttosto sconosciuto ma abbastanza frequente, infatti è responsabile del 4% delle vaginiti. L’età più colpita è tra i 3 e gli 8 anni ed in genere si ritrovano forcine, spille da balia, cappucci di penna, tamponi di cotone, piccole biglie. Sono presenti sanguinamenti ed infiammazione vulvare. La rimozione deve avvenire in anestesia generale e deve comprendere un lavaggio vaginale con antisettici.
Altra causa di sanguinamento sono i tumori ed in particolare il sarcoma botrioide della vagina che ha una rapida crescita, emette dei frustoli di tessuto con sangue e talvolta si affaccia dall’imene con l’aspetto di un grappolo d’uva.
Infine ricordiamo il prolasso dell’uretra che provoca sanguinamento e dolore nella minzione ed appare come una massa violacea che può occludere completamente l’orificio vulvare. La terapia è chirurgica.

 

Prof. Luigi Tarani

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