prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Papilloma virus – HPV disponibile il vaccino anche per adulti

ottobre 24, 2018 10:00 am

Dagli USA arriva la raccomandazione a effettuare il vaccino per il papilloma virus anche per gli adulti. Tra i 25 e i 47 anni protegge da tumori al collo dell’utero e nella zona genitale

Negli USA, la Food and Drug Administration ha approvato il vaccino per l’HPV anche per la somministrazione a persone, sia maschi che femmine, tra i 27 e i 45 anni. Il vaccino per l’HPV è fortemente raccomandato nei più giovani perché prima viene effettuato maggiore sarà la protezione dalla malattia. Si sono però rivelati confortanti i risultati di uno studio su 3200 donne seguite per tre anni e mezzo, ha infatti rivelato un’efficacia dell’88% nella prevenzione delle infezioni persistenti, delle lesioni genitali, delle lesioni precancerose vulvari e vaginali e dei tumori cervicali causati dall’HPV. È quindi opportuno, se si è ancora nelle fascia di età considerata a rischio, parlare con il proprio ginecologo o con l’andrologo, per capire le modalità per accedere a questa importante vaccinazione.

 

HPV, il parere dei ginecologi italiani

Anche le maggiori società scientifiche in ginecologia e ostetricia, assieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità si schierano a favore dell’importanza della vaccinazione contro il papilloma virus per la prevenzione del cancro del collo dell’utero e delle malattie che gravitano nell’area ano-genitale. Il tumore del collo dell’utero – carcinoma cervicale o cervicocarcinoma, riveste grande importanza in ambito oncologico, non solo perché è il terzo tumore più frequente nella donna, ma anche perché è l’unico che può essere prevenuto grazie allo screening Pap test e HPV test,  nonché la prima neoplasia non ematologica a esser stata direttamente correlata a un’infezione virale: l’infezione da papillomavirus umano – HPV in particolare rispetto a 13 sottotipi ad alto rischio. Screening e vaccinazione, insieme a corretti stili di vita, rappresentano la vera prevenzione primaria del carcinoma cervicale e di tutte le altre neoplasie correlate all’HPV a carico di vagina, vulva, ano e oro- faringe, nonché delle lesioni condilomatose a carico dell’apparato anogenitale.

 

HPV, vaccino efficace e sicuro

I vaccini anti HPV attualmente disponibili, coprono fino a nove sottotipi del virus – 16, 18, 6, 11, 31, 33, 45, 52 e 58 –  rappresentando un’arma straordinaria di prevenzione verso l’infezione persistente da HPV, delle lesioni pre-cancerose da questa causate e dei tumori ad essa correlate. I vaccini anti HPV, la cui efficacia e sicurezza sono state confermate dalle autorità regolatorie internazionali, sono raccomandati a tutti gli adolescenti prima dell’esposizione sessuale. In Italia, la vaccinazione anti HPV è offerta attivamente e gratuitamente a tutti i dodicenni.  Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-19 ha inserito la vaccinazione anti HPV nel calendario vaccinale per tutti gli adolescenti di sesso femminile e maschile, da effettuarsi nel corso del 12° anno di età. Le autorità competenti di tutto il mondo hanno raccomandato e raccomandano l’implementazione di programmi vaccinali contro l’HPV e ne sottolineano l’importanza, la sicurezza e l’efficacia. I dati di efficacia dei vaccini anti HPV sono il risultato di oltre 10 anni di studi clinici e ricerca che hanno preceduto la loro immissione in commercio. Il profilo di sicurezza è stato valutato attraverso studi di fase III che hanno coinvolto decine di migliaia di soggetti di ambo i sessi. Per quanto concerne possibili effetti secondari della vaccinazione, nella quasi totalità dei casi sono stati riscontrati effetti passeggeri di lieve e modesta entità.

 

Perché vaccinarsi per l’HPV

Il raggiungimento e il mantenimento nel tempo di un’adeguata copertura vaccinale sono fondamentali per l’efficacia di un programma di vaccinazione attivo e per la sua sostenibilità economica. Il tasso di copertura nazionale delle dodicenni, si è stabilizzato negli ultimi anni intorno al 70%, e recentemente calato a meno del 60%. Le ragioni di questa difficoltà a comunicare in modo appropriato i benefici della prevenzione vaccinale alla popolazione sono molteplici ma soprattutto: disinformazione e pregiudizi sui vaccini. Il virus interessa esclusivamente cute e mucose e non causa viremia e conseguente produzione anticorpale. In alcuni casi, l’organismo non riesce ad eliminare il virus, specie i sottotipi ad alto rischio e a potenziale oncogeno, riuscendo a persistere e ad integrarsi nel genoma dell’ospite, innescando il meccanismo della trasformazione tumorale. Ecco perché il vaccino è necessario anche si è superata l’adolescenza da un po’ di anni.

 

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI