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Carne rossa aumenta il rischio di Endometriosi

luglio 11, 2018 10:00 am

Trovata una nuova possibile causa per l’endometriosi, la crescita benigna ma dolorosa di tessuto uterino: sembra esserci un legame con l’eccessivo consumo di carne rossa

Gli esperti definiscono l’endometriosi una malattia benigna, ma le numerose donne che ne soffrono sanno quanto questa malattia può essere dolorosa e invalidante. Stiamo parlando del disturbo che ha alla base la crescita di tessuto uterino al di fuori di quest’organo, quindi in vagina, attorno alle ovaie, all’intestino e nel retto. Questo tessuto, ovviamente, è soggetto alle stimolazioni ormonali mensili, quindi mestrua esattamente come quello che si trova in sede naturale. Il risultato sono dolori insopportabili, difficoltà nei rapporti sessuali, infertilità e disagio nella vita di tutti i giorni. Un inferno, dicono le donne che ne sono vittima, proprio come una malattia di tipo maligno.

 

Carne rossa in eccesso tra le cause

Non si sa ancora con certezza per quale motivo alcune donne siano colpite dal problema e altre non lo siano. Esisterebbe una predisposizione genetica a soffrire del problema tra le donne della stessa famiglia: nonne, madri, figlie, sorelle, come dimostra uno studio condotto a Oxford che ha individuato una serie di alterazioni genetiche nelle donne colpite da questa malattia. Anche le difese immunitarie troppo efficienti causerebbero una produzione eccessiva di fattori responsabili di infiammazioni che provocherebbero l’endometriosi e altri disturbi di natura infiammatoria. Infine, gli inquinanti ambientali  giocano un ruolo essenziale: se ingeriti, inalati o assorbiti attraverso la pelle si comporterebbero come gli estrogeni, provocando quindi una stimolazione ormonale. Secondo una indagine, anche un elevato consumo di carne rossa può aumentare il rischio di endometriosi. Secondo il Fred Hutchinson Cancer Research Center, a Washington negli Usa, consumando carne rossa due volte al giorno aumenta il rischio del 56% rispetto a chi la mangia una volta alla settimana. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 81.908 donne non in menopausa negli Stati Uniti tra il 1991 e il 2013. La colpa sarebbe riferibile agli ormoni che sono presenti in elevate quantità in questo alimento: stimolerebbero l’organismo femminile a produrre a sua volta ormoni, con crescita di tessuto endometriosico.

 

Che cosa succede con l’endometriosi

Nell’endometriosi le cellule che costituiscono la mucosa uterina, l’endometrio, migrano al di fuori dell’utero stesso, creando focolai di tessuto negli organi del basso ventre, cioè nelle ovaie, nell’intestino e nella vescica. L’endometrio, all’incirca una volta al mese, subisce modificazioni dovute all’influsso degli ormoni femminili. Esso si ispessisce e si arricchisce di vasi sanguigni per poter accogliere una cellula uovo eventualmente fecondata e dare quindi inizio alla gravidanza. Se poi la fecondazione non avviene, l’endometrio si sfalda e viene espulso attraverso la vagina, dando luogo al flusso mestruale. Questo evento può essere accompagnato da dolori al basso ventre dovuto alle contrazioni uterine che espellono il tessuto, cefalea e malessere generalizzato. Le parti di endometrio che si trovano al di fuori dell’utero reagiscono nello stesso modo: rispondono alle stimolazioni ormonali, diventando più spesse e vascolarizzate. Se poi la gravidanza non avviene, anche queste parti si sfaldano per essere eliminate. I dolori legati all’endometriosi costituiscono già da soli un problema serio perché possono impedire alla donna di condurre una vita normale e serena. Si tratta di un problema che non va sottovalutato tanto è vero che come patologia è stata inserita nei LEA:  la scoperta dei ricercatori Usa comunque può fornire qualche indicazione in più: è meglio non esagerare con il consumo di carne rossa, limitandosi a due volte la settimana. Pesce, pollame e uova non sono ritenuti responsabili.

Sahalima Giovannini

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