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IUD, contraccettivo intrauterino: rischi e benefici

giugno 28, 2018 10:00 am

Tra i contraccettivi a disposizione lo IUD non opera a livello ormonale, ma attraverso il filamento in rame o argento e rame, impedendo l’attecchimento dell’ovulo fecondato

L’Intra Uterine Device – IUD meglio conosciuto come spirale, è un dispositivo metallico a base di rame o di rame combinato con l’argento, deve essere inserito dal ginecologo nel corso della visita. Il suo effetto è duplice: ostacola la motilità degli spermatozoi, la cavità uterina, infatti, è resa inadatta alla loro sopravvivenza attraverso gli ioni rame rilasciati mentre l’aderenza meccanica alla mucosa intrauterina fa sì che l’endometrio non sia adatto ad ospitare l’ovulo fecondato.

 

Lo IUD o spirale, chi può utilizzarlo

La ricerca ha iniziato ad occuparsi della spirale circa cento anni fa per contrastare gravidanze non desiderate, ha quindi una lunga storia fino ad arrivare all’attuale strumento oggi a disposizione.  Lo IUD è il secondo metodo contracettivo utilizzato in Europa dopo la pillola. Il rischio di una gravidanza è tra l’uno e il due percento, è quindi un metodo abbastanza sicuro. La spirale può essere posizionata nella cavità uterina solo dopo aver partorito, questo perché il canale uterino, essendo stato esteso da un parto, è morbido alla dilatazione al punto da far inserire il device. Questo meccanismo fisiologico non rende lo IUD disponibile alle donne che non hanno già avuto una gravidanza, quindi non è adatto alle adolescenti né alle donne che non hanno mai partorito.

 

Rischi e beneficio dello IUD

Negli USA, il device non è largamente utilizzato a causa dell’eventuale effetto collaterale: perforazione uterina. Uno studio pubblicato di recente dalla GEDEON RICHTER PLC in accordo con l’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA – ha dimostrato che la percentuale di perforazione intrauterina con IUD si è verificata una sola volta su mille inserimenti.  Inoltre, il fattore di rischio più elevato si è verificato solo nelle donne in allattamento e nelle trentasei settimane successive al parto.  Tra gli effetti collaterali si possono verificare: sanguinamento dopo l’inserimento per qualche settimana, dolore durante i rapporti sessuali e cambiamenti delle caratteristiche delle mestruazioni,  può esservi un flusso più abbiadante. Una raccomandazione viene sempre ricordata dallo specialista: controllare la presenza del filo che fuoriesce dal canale uterino, in caso di non presenza, sarà necessario un controllo.  Il beneficio ovviamente è che in assenza di assunzione di ormone l’efficacia della contraccezione è buona, quindi i benefici superano di gran lunga i rischi connessi. Vale la pena ricordare che lo IUD è un contraccettivo puro e non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra, psicologo, psicoterapeuta

Resp. Scientifico Guidagenitori.it

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