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Incontinenza, due casi su tre senza diagnosi

maggio 10, 2018 10:00 am

Sono tante le donne che soffrono di incontinenza urinaria ma troppe non ricevono diagnosi e cure adeguate: così il disagio rovina la quotidianità e il piacere di stare con partner e amici

Non è un disturbo che mette a rischio la vita, ma ha ripercussioni anche serie sul benessere e sulla serenità di una persona avanti con l’età. Stiamo parlando dell’incontinenza urinaria, un problema, che, stando alle stime degli esperti, riguarda oggi almeno tre milioni di donne in Italia. L’incontinenza urinaria consiste nella perdita involontaria e inaspettata di alcune gocce di urina con effetti negativi sulla serenità. Chi ne è soggetto, infatti, per l’imbarazzo e il disagio tende progressivamente a isolarsi, a rinunciare a viaggi, a stringere nuove amicizie, a spostarsi con i mezzi pubblici. Soffrirne significa quindi rinunciare al piacere di una vita piena in un periodo in cui si avrebbero ancora le capacità e la volontà di godersi momenti piacevoli con il partner, gli amici o i nipotini.

 

Incontinenza femminile, solo 1 caso su 3 viene diagnosticato

Per superare questa barriera l’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico – AIUG –  scende in campo a favore del benessere femminile e promuove la nuova edizione della campagna – Donna = Disagio? Mai Più! – A partire dal mese di maggio un apposito camper girerà per tutta la Penisola, in particolare nelle città di Firenze, Massa, Lucca e Pisa per incontrare le italiane. Gli specialisti dell’AIUG, insieme alla Federazione Nazionale Collegi Ostetriche – FNOPO – andranno nei mercati Coldiretti di tutta Italia, nei supermercati e nelle piazze, di volta in volta segnalate sul sito www.aiug.eu. In ogni tappa terranno speciali lezioni di salute e distribuiranno opuscoli e altro materiale informativo.

 

Incontinenza urinaria, due tipi diversi

Per incontinenza urinaria si intende la perdita involontaria e incontrollabile di urina. Colpisce soprattutto le persone dopo i quarant’anni e in modo particolare le donne. Viene generalmente suddivisa in: incontinenza da stress e incontinenza da vescica iperattiva. L’incontinenza da stress colpisce soprattutto le donne ed è dovuta a un parto impegnativo, che ha comportato, uno stress, appunto, dei muscoli del pavimento pelvico risultando così indeboliti e quindi non costituiscono più un valido supporto per la vescica e per l’uretra. Gli anni e un eventuale sovrappeso rendono poi più serio il problema. L’incontinenza da iperattività della vescica, è causata da una contrazione involontaria della vescica, dovuta a diverse cause. La donna è generalmente più soggetta al problema proprio a causa del passare degli anni. Infatti, dopo la menopausa diminuisce il livello di estrogeni in circolo, situazione che rende i muscoli che circondano la vescica ancora più cedevoli. Anche gli uomini anziani però possono avere problemi anche  con landropausa. In genere sono legati a problemi alla prostata, la ghiandola situata al di sotto della vescica e attorno alla prima parte dell’uretra, come ipertrofia prostatica.

 

Come è possibile intervenire

L’incontinenza può essere trattata con la ginnastica del perineo oppure con elettrostimolazione, biofeedback, kinesiterapia o stimolazione magnetica perineale. Si tratta di tecniche che hanno la funzione di rinforzare esercitare i muscoli che circondano la vescica e l’uretra, per favorire la ripresa del tono. L’incontinenza da iperattività in genere viene affrontata con farmaci anticolinergici, che inibiscono la contrattilità della vescica. L’intervento chirurgico può essere risolutivo per la donna quando l’incontinenza è dovuta a un indebolimento molto accentuato delle strutture muscolari, retto e utero, che reggono la vescica: in anestesia generale è possibile effettuare una plastica oppure applicare sostegni. Nell’uomo, l’intervento è finalizzato alla rimozione della prostata ingrossata, che preme sulla vescica. Di recente sono state messe a punto tecniche che prevedono l’inserimento di una sorta di palloncino in materiale anallergico a supporto dell’uretra.

 

Sahalima Giovannini

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