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La prevenzione allontana il rischio del cancro al seno

marzo 2, 2017 10:00 am

Non solo sana alimentazione, allattamento al seno e gravidanze ma anche attività fisica moderata, svolta tutti i giorni della settimana è di aiuto nella prevenzione del cancro al seno.

Ha colpito, nei giorni scorsi, la storia di una giovane mamma inglese. Ogni volta che cercava di attaccare il piccolo al seno destro, il bambino piangeva disperato e si rifiutava di poppare. Al contrario, il bimbo si attaccava senza problemi alla mammella sinistra. Di conseguenza la mamma, Diane, di 26 anni, ha deciso di rivolgersi al medico per farsi esaminare il seno, per capire se ci fosse qualcosa che non andava. Ha così scoperto di essere affetta da un tumore al seno: forse il latte aveva un sapore alterato. In ogni caso Diane deve proprio al bimbo la vita, perché  il nodulo è stato asportato, ha subito un ciclo di chemioterapia e adesso sta bene e si prepara a crescere il proprio piccolo.

 

Diagnosi in aumento tra le giovani

La donna, nella indubbia sfortuna, è stata fortunata”perché si è accorta della malattia e ha potuto curarsi. Infatti, alla sua età il tumore del seno è raro, quindi è difficile sottoporsi regolarmente a controlli. In realtà, oggi è importante pensare per tempo alla salute del proprio seno, perché le neoplasie, un tempo frequenti soprattutto dalla menopausa in poi, oggi vengono scoperte sempre più spesso in donne giovani, di età inferiore a 40 anni. Queste ultime sono più a rischio perché non esistono programmi di screening mirati per questa età, quindi un nodulo viene scoperto quando è abbastanza voluminoso e quindi più difficile da trattare. È importante iniziare fin da subito a palpare il proprio seno, prima di tutto con l’autopalpazione e poi facendosi visitare dal proprio ginecologo, da un senologo o rivolgendosi ad un centro di senologia.  In caso di individuazione di un nodulo sospetto, si può effettuare l’ecografia mammaria, strumento che ben rileva la natura delle lesioni. Questa indagine è chiamata  prevenzione secondaria o anche diagnosi precoce e mira appunto a individuare la malattia in una fase iniziale, quando è curabile con successo.

 

Le buone abitudini che aiutano

Altrettanto importante è quella che gli esperti chiamano prevenzione primaria e consiste nell’adozione di uno stile di vita che può effettivamente ridurre il rischio di ammalarsi. È importante non fumare e bere pochissimo alcol, al massimo, un paio di bicchieri di vino o birra alla settimana. È importante aumentare il consumo di cereali integrali, frutta fresca, ortaggi, pesce e olio di oliva, riducendo le carni rosse, i formaggi, le uova e i dolciumi. Questo serve non solo per fare scorta di vitamine e di altre sostanze antiossidanti, tutte presenti nella frutta e negli ortaggi,  che sono protettivi, ma anche per evitare di ingrassare: molte forme tumorali sono influenzate dall’eccesso di estrogeni, ormoni prodotti nel tessuto adiposo. È bene cercare di allattare al seno il proprio bambino: l’allattamento favorisce la corretta maturazione della ghiandola mammaria, combattendo la comparsa di trasformazioni neoplastiche. Fondamentale è poi l’esercizio fisico,  forse l’arma più importante di tutte: uno studio del Sunnybrook Health Sciences Centre, in Canada, pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal, ha dimostrato che 30 minuti al giorno di attività fisica moderata, per cinque giorni a settimana, oppure di 75 minuti settimanali se intensa riducono di molto il rischio. Non serve strafare: è sufficiente una passeggiata di mezz’ora, di buon passo, e qualche piano di scale al giorno: tutti i giorni, però.

 

Giorgia Andretti

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