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Papillomavirus e prevenzione

dicembre 10, 2007 12:00 pm

Al via il piano di vaccinazione per difendere le adolescenti dal rischio del cancro al collo dell’utero. E’ ormai ufficiale, anche l’Italia inizierà la campagna vaccinale per il Papillomavirus, il virus che favorisce la comparsa del cancro del collo dell’utero. Dal prossimo mese di gennaio 2008, quasi tutte le bambine nate nel 1997, riceveranno l’invito…

Al via il piano di vaccinazione per difendere le adolescenti dal rischio del cancro al collo dell’utero.

E’ ormai ufficiale, anche l’Italia inizierà la campagna vaccinale per il Papillomavirus, il virus che favorisce la comparsa del cancro del collo dell’utero. Dal prossimo mese di gennaio 2008, quasi tutte le bambine nate nel 1997, riceveranno l’invito del Ministro della Salute ad effettuare la vaccinazione per l’HPV, il primo vaccino efficace contro il “cancro del collo dell’utero”. Sono 13 le Regioni che hanno aderito al piano vaccinale. La vaccinazione verrà eseguita presso le strutture della ASL, già sede del Servizio vaccinazioni e verrà effettuata in totale gratuità. Il prodotto, una volta inoculato, difende le donne dal possibile contagio dell’infezione dal virus dell’HPV e dalla eventuale trasformazione in cancro del collo dell’utero.

Perché vaccinare le dodicenni?
I vaccini sono dei preparati utilizzati al solo scopo preventivo, anche il vaccino verso il Papillomavirus segue le stesse regole, quindi lo scopo della vaccinazione è quello del prevenire la possibile infezione e non di curare. Sappiamo che il vaccino è altamente efficace nelle donne che non hanno mai avuto nessun contatto con il virus, quindi in assenza di rapporti sessuali. L’efficacia del vaccino diminuisce se in qualche modo si è entrati in precedenza in contatto con uno o più varianti del virus dell’HPV. E’ da questa osservazione che è nata l’indicazione, da parte del nostro Ministro della Salute, di stabilire l’età ideale per iniziare la vaccinazione. In Germania ad esempio viene offerta la vaccinazione gratuita alle ragazze di età compresa tra 12 e 17 anni ed in Francia, sempre gratuitamente a partire dai 14 anni e per le ragazze di 15-23 anni che non hanno ancora incontrato il virus. Le ragazze e le donne che hanno già avuto rapporti sessuali potranno trarre un beneficio limitato dal vaccino anche se per tutte l’arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell’utero resta il Pap Test.

Modalità della vaccinazione
Come già detto sopra la vaccinazione è raccomandata e gratuita per le ragazzine che hanno compiti gli 11 anni. La modalità di somministrazione dipende dal tipo di vaccino effettuato. Se si somministra il vaccino quadrivalente – attivo verso i due virus dei condilomi e verso i due virus del cancro del collo dell’utero, tipi 16 e 18 – vengono effettuate tre iniezioni intramuscolari: la seconda a distanza di due mesi e la terza a sei mesi dalla prima.
Se ad essere somministrato è il vaccino bivalente, ovvero attivo soltanto verso i due virus del cancro del collo dell’utero, tipi 16 e 18, le iniezioni sono sempre tre ma con uno scheda diversa: la seconda dose andrà fatta un mese dopo la prima; la terza dose sei mesi dalla la prima.
La protezione è attiva per cinque anni, dovranno quindi essere effettuati dei richiami. Sappiamo inoltre che il vaccino è sicuro in quanto si usa solo il guscio vuoto del virus, il rischio di eventuali infezioni è quindi pari a zero. Le reazioni al dopo vaccino sono i classici sintomi post-vaccinali: febbre e irritazione nella zona dove è stata fatta l’iniezione, oppure mal di testa o dolori muscolari, i sintomi si dissolvono da soli in pochi giorni.

L’HPV visto da vicino
L’infezione da papillomavirus umano è la causa necessaria perché si sviluppi il cancro del collo dell’utero. Sono circa 100 i tipi di Papillomavirus (HPV), solo 30 sono i responsabili delle infezioni genitali e di questi una parte può predisporre alla formazione di verruche genitali (condilomi) ed una restante parte può essere causa della trasformazione in cancro dei genitali. I tipi di HPV che maggiormente attivano il cancro della cervice uterina sono: l’HPV 16 e l’HPV 18. L’HPV è un virus molto diffuso, il 75% della popolazione, lo incontra almeno una volta nella vita, normalmente una volta contratta l’infezione genitale, questa arriva a guarigione dopo le cure appropriate. In alcuni casi, donne che hanno contratto il virus sviluppano una lesione, in seguito, forse a causa del sistema immunitario, del fumo e o di altri fattori, anche a distanza di molti anni dal primo contatto, l’infezione primaria si trasforma in cancro del collo dell’utero. Il lungo tempo di latenza tra infezione da HPV ed insorgenza del tumore della cervice, fino anche a 40 anni, consente la prevenzione secondaria attraverso lo screening del pap-test. Il cancro della cervice è la forma tumorale più frequente nelle donne, seconda soltanto al cancro del seno. I dati statistici forniti dall’OMS ne mostrano l’invadenza: ogni anno vengono diagnosticati circa 500 mila nuovi casi nel mondo. In Italia, sono circa 3.500 ogni anno i nuovi casi e sono circa 1.700 le donne che per questo perdono la vita.

Le Regioni pilota del programma vaccinale
Le Regioni Basilicata e Valle d’Aosta hanno gia iniziato ad offrire la vaccinazione gratuitamente. Dal prossimo gennaio 2008 partiranno le Regioni Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. Seguirà la Regione Sardegna dal mese di febbraio, con l’ Emilia Romagna a marzo ed il Friuli Venezia Giulia a giugno. Per le altre Regioni non è ancora stabilito il programma di offerta vaccinale gratuito.
Essendo prevista nel piano di vaccinazioni facoltative, la vaccinazione contro il Papillomavirus può essere fatta anche dai soggetti non previsti dalla campagna gratuita: è possibile, infatti, richiedere la somministrazione al proprio medico di fiducia previo acquisto del vaccino.

In Rete
GuidaGenitori – Vaccinazioni
Informazioni sul Papillomavirus umano
La campagna del Ministero della Salute
Osservatorio nazionale screening

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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