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Contraccettivi, l’informazione è ancora insufficiente

settembre 20, 2016 9:29 am

Dalla adolescenza alla menopausa e anche dopo, sono ancora troppi i tabù che riguardano fertilità e contraccezione: i ginecologi fanno il punto.

Dalla menopausa vissuta come una malattia ai falsi miti sulla contraccezione per le giovanissime: la vita fertile delle donne scivola via tra rischi, dubbi non chiariti e incertezze che impediscono una serena vita sessuale e sociale. Sui temi della sessualità e della fertilità, infatti, le donne e le ragazze italiane sono ancora troppo disinformate. Lo hanno dichiarato di recente i rappresentanti di alcune società scientifiche che sottolineano la necessità di una maggiore informazione per tutelare la salute al femminile e promuovere la prevenzione. Secondo gli esperti, infatti, la corretta informazione è fondamentale per vivere una sessualità consapevole, dalla giovinezza al dopo menopausa.

I falsi miti della fertilità
Tra le ragazze ci sono ancora troppe convinzioni sbagliate, che rischiano di indurre in comportamenti pericolosi esponendo di fatto a gravidanze indesiderate o ad infezioni sessuali. Una di queste è che una lavanda intima effettuata con bevande tipo cola impedisca l’annidamento dell’ovulo dopo un rapporto. Altre ancora credono sia impossibile restare incinte al primo rapporto sessuale. Secondo le Società scientifiche, l’Italia è tra le ultime nazioni in Europa in fatto di contraccezione ormonale: solo il 16,2% delle italiane la utilizza, contro il 40% ed oltre delle altre nazioni. È un vuoto sanitario e culturale che rischia di penalizzare dal punto di vista della salute le nuove generazioni. Infatti, oltre al rischio di incorrere in una gravidanza indesiderata, senza una contraccezione sicura e una corretta informazione in materia sessuale si possono anche diffondere nuove malattie sessualmente trasmesse, che rischiano di compromettere la fertilità.

L’informazione deve partire dalla scuola
Questo vuoto va colmato in diversi modi. Sarebbe importante che in famiglia si superassero certi tabù, come la timidezza tra le generazioni. Le madri dovrebbero parlare della contraccezione con le figlie, eventualmente coinvolgendo figure con più appeal sulle ragazze, con le quali si ha più confidenza, come una zia giovane o una cugina più grande. In secondo luogo, si dovrebbe permettere alle ragazzine di scegliere liberamente il ginecologo, senza imporre il proprio per il quale si possono avere forme di timidezza. Infine, secondo gli esperti è essenziale promuovere l’educazione sessuale nelle scuole, partendo dallo stato attuale delle conoscenze: gli esperti a questo proposito hanno avviato un’indagine per verificare il livello di informazione tra i giovani sui temi della fertilità. I dati saranno consegnati al Ministero della Salute.

Sahalima Giovannini

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