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Il caldo umido favorisce lo sviluppo della cistite

luglio 5, 2016 9:30 am

Con il caldo e l’umidità eccessivi tipici dei mesi estivi facilitano lo sviluppo di una innocua ma fastidiosa infezione intima: si tratta della cistite, frequente soprattutto nelle bambine.

Non è raro che in estate, soprattutto il sesso femminile sia soggetto a un fastidioso e qualche volta doloroso disturbo intimo, anche se non serio: la cistite. E’ un’infezione delle vie urinarie, si manifesta con maggior frequenza proprio nei mesi più caldi a causa delle condizioni climatiche che accentuano ancor di più l’ambiente, per sua natura, caldo umido.

Urine torbide e minzione dolorosa
La cistite è un’infezione della vescica, dovuta alla presenza di batteri, soprattutto del tipo Escherichia coli, che dall’ambiente esterno entrano in contatto con la vulva. Da lì risalgono attraverso l’uretra, nella donna molto più corta rispetto all’uomo, fino alla vescica, l’organo nel quale si raccolgono le urine prodotte dai reni per l’eliminazione dei liquidi e dei residui del filtraggio del sangue nocivi per il corpo. I batteri provocano un’infezione locale e si manifesta con sintomi caratteristici: le urine sono torbide, con eventuali tracce di sangue e, soprattutto, emettono un intenso odore di pesce marcio. Inoltre, lo stimolo ad urinare è frequente e immediatamente prima della minzione, si avverte uno dolore intenso.

Perché soprattutto in estate
La cistite, soprattutto nelle donne giovani e nelle bambine, è più frequente nei mesi estivi perché in questo periodo si creano determinate condizioni che favoriscono la sua insorgenza. Il caldo, l’elevata umidità, l’abitudine a tenere indossato il costume bagnato, per avvertire refrigerio, provocano un cambiamento dell’ambiente vulvare più esterno, impoverendo la flora batterica locale a protezione dagli attacchi di batteri e di altri germi, sia esterni nocivi sia saprofiti. Quando si è sedute sulla sabbia umida, sul bordo della piscina o si è dentro l’acqua, molti microrganismi penetrano nelle zone intime della donna, che sono aperte verso l’esterno. Possono quindi risalire l’uretra e causare infezione alla vescica. L’estate è anche il periodo in cui si viaggia di più e questo comporta un cambiamento nelle abitudini di vita: ci si nutre in modo diverso, si sta molto fuori, si soggiorna in hotel e residence. Le abitudini intestinali possono quindi cambiare, si può soffrire di stipsi e questo favorisce il passaggio di batteri in vagina e da qui nell’uretra.

Serve la visita medica
L’esame che può fornire dati certi sulla salute dell’organismo a partire dalle urine, è l’esame chimico, fisico e microscopico delle urine. Si esegue prelevando un campione di urine al mattino venendo poi analizzato da apparecchiature sofisticate. Vengono presi in considerazione diversi parametri: il colore, l’aspetto, il peso specifico, l’acidità, la presenza di sostanze chimiche come i nitriti e le proteine oltre all’analisi al microscopio del sedimento. L’urina viene raccolta in casa e consegnata al centro analisi in un contenitore monouso acquistabile in farmacia. I risultati si ottengono, di solito, nel giro di un paio di giorni. A volte, però, è sufficiente la visita medica con la descrizione dei sintomi per fare diagnosi di cistite. La cura consiste nell’assunzione di farmaci antimicrobici per alcuni giorni. Per prevenire il disturbo è opportuno bere due litri di acqua al giorno, combattere la stitichezza e non rimanere a lungo con il costume bagnato indosso.

Giorgia Andretti

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