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Talco e neoplasie dell’ovaio, nessuna prova accertata

maggio 9, 2016 9:54 am

Per i ginecologi e gli esperti di neoplasie, non ci sono prove certe a dimostrazione della responsabilità del talco nello sviluppo di neoplasie, contrariamente alla sentenza milionaria americana.

72 milioni di dollari: questa è la cifra che deve sborsare una nota multinazionale produttrice di sapone, shampoo, bagnoschiuma e altre prodotti per l’igiene personale, alla famiglia di una donna statunitense che lo scorso autunno ha perso la vita per una neoplasia alle ovaie. La signora, di 63 anni, per tutta la vita aveva utilizzato il talco di questa azienda nella zona genitale. Colpita da neoplasia alcuni anni fa, era stata operata e curata ma la malattia era già molto diffusa e la donna ha perso la vita. I famigliari, convinti che il talco abbia causato la malattia, hanno denunciato l’azienda che sarà costretta a fornire un lauto rimborso.

Talco usato su certi contraccettivi
Sembra la sceneggiatura di un film americano in cui il colosso fa la parte del cattivo, ma in questo caso non sembra che la vittima sia davvero la povera signora o i suoi parenti, pur nel rispetto del loro grande dolore. Le vittime sono di tutte le fasce di età: persone adulte, bambini e anziani che per decenni hanno fatto e fanno uso del talco nell’igiene personale. Notizie del genere, che rimbalzano dalle pagine dei giornali e sul web, hanno infatti un unico effetto: indurre a pensare – mi verrà una neoplasia? Di conseguenza è bene fare chiarezza, con l’aiuto di esperti davvero autorevoli, perché è giusto che i consumatori siano al corrente di come stanno le cose. Secondo la sentenza, l’azienda è colpevole per non aver fornito adeguata informazione sul fatto che l’uso prolungato di talco nella zona intima, come nelle pieghe inguinali o sui contraccettivi a diaframma, come si faceva un tempo per mantenerli asciutti, aumenta il rischio di neoplasie ovariche. Si deve però tenere presente che quasi mai una sentenza si basa su prove scientifiche: in questo caso sembra aver prevalso il politicamente corretto. Non esistono infatti valide prove scientifiche che il talco sia tossico.

Nessuna prova scientifica sulla tossicità
Secondo gli esperti dell’Airc – Associazione per la Ricerca sul Cancro e della SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, non sono mai stati identificati o ipotizzati meccanismi biologici per cui i prodotti a base di talco possono causare tumore all’ovaio che, è bene precisarlo, è una neoplasia per fortuna piuttosto rara e legata quasi esclusivamente all’ereditarietà. Una donna, in altre parole, può essere portatrice di un gene che causa l’insorgenza della malattia. Inoltre, un ampio studio americano pubblicato nel 2000, che aveva reclutato 80.000 donne, non aveva rilevato alcuna correlazione tra uso del talco e neoplasia ovarica. Nel 2007 un confronto di nove ricerche osservazionali su donne che avevano usato il talco per conservare i diaframmi non ha appurato alcun legame tra il prodotto e la malattia. È vero che, fino agli anni Cinquanta, per la produzione di alcuni tipi di talco veniva utilizzato l’absesto, una sostanza in effetti tossica, ma questa è stata eliminata dalla produzione già da diversi decenni e, comunque, non è stata mai messa in relazione con la forma più diffusa del tumore ovarico, che ha una causa genetica e ambientale. Infine, l’International Agency for Research on Cancer – IARC – dell’Organizzazione mondiale della sanità di recente ha definito il talco non contaminato da asbesto e quindi non classificabile tra i carcinogenesi umani. Insomma, il talco si riconferma un prodotto sicuro.

Lina Rossi

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