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La fertilità delle donne è sempre più a rischio

marzo 16, 2016 9:15 am

Negli ultimi anni si è registrato un calo drastico della fertilità nelle donne. Gli esperti dell’Istituto dei Tumori di Aviano spiegano come conservare la possibilità di procreare.

La fertilità sia maschile sia femminile ha subito un drastico calo negli ultimi anni. La responsabilità è da imputarsi a vari fattori anche se il principale è quello sociale: sempre più spesso si concepisce il primo figlio dopo i trent’anni. È difficile che oggi, in Italia, una donna diventi mamma per la prima volta prima, anzi, molte raggiungono questo traguardo a trentacinque anni o anche più in là, quando l’orologio biologico inizia a rallentare la propria attività e le riserve ovariche faticano a restare in buona salute. Mai come al giorno d’oggi esiste un divario tra l’età biologica della donna, impostata su ritmi che sono ancora quelli di duemila anni fa e l’età sociale.

L’età ottimale per concepire è tra i venti e trenta anni
Una donna è al culmine delle capacità riproduttive a vent’anni, quando con ogni probabilità è ancora nel pieno degli studi. La carriera lavorativa difficilmente inizia prima dei trent’anni, proprio il tempo in cui la fertilità inizia a perdere i colpi. E il partner giusto? Non è detto che a questa età lo si abbia trovato e che si sia pronti in due per affrontare il viaggio nel meraviglioso universo della genitorialità. Tutti questi fattori psicologici e sociali fanno sì che il contesto perfetto per accogliere un bambino: casa, lavoro, compagno e due soldi da parte difficilmente arriva prima dei trentacinque anni se non addirittura a quaranta, quando la riserva ovarica è drasticamente in pericolo vitale e le probabilità di avere un bambino sono davvero ridotte. La fecondazione in vitro rappresenta una possibilità, ma è bene ricordare che anche con questo sistema le percentuali di insuccesso sono elevate se la donna ha superati i quaranta anni. Gli esempi di molte vip, con pancione a 50 anni o più, sono decisamente fuorvianti anche se troppo spesso sbandierati.

Individuare le cause e trattarle precocemente
L’Istituto Nazionale Tumori- CRO – di Aviano ha promosso un corso per operatori sanitari per promuovere la fertilità naturale con l’intento di rendere meno necessario il ricorso alla procreazione assistita. Gli esperti hanno individuato nell’età femminile tardiva in cui si inizia a provare a concepire la causa principale dell’infertilità. Teoricamente, le coppie che desiderano non dover ricorrere alla fecondazione in vitro, dovrebbero iniziare entro e non oltre i ventisette anni della donna, per avere una possibilità di almeno il 90% di riuscire ad avere due figli naturalmente. L’età limite è di trentadue anni se si desidera un figlio unico, ma se il desiderio è di avere più figli si dovrebbe iniziare a concepire non oltre i venticinque anni: davvero difficile con la situazione socioeconomica di oggi, si rischierebbe di avere un bambino e crescerlo a casa dei nonni! Eppure è questo il bioritmo che una donna dovrebbe, se non assecondare, almeno cercare di ascoltare.

Gli esperti di Aviano consigliano
Gli esperti forniscono alcuni consigli su cui varrebbe la pena di riflettere: si dovrebbe cercare di concepire in età più giovane possibile, non appena ci si sente pronti e non ci sono reali motivi per attendere oltre. È essenziale proteggersi dalle infezioni, senza sottovalutarne i sintomi e rivolgendosi a un esperto: vale per lei e anche per lui. Mestruazioni dolorose, dolori pelvici, aborti ricorrenti, fibromi o altri sintomi vanno segnalati al medico. Infine, si dovrebbero evitare droghe e alcolici, cercare di ridurre anche la caffeina e, se c’è peso in eccesso, è bene rivolgersi a un medico per dimagrire un po’: la fertilità trarrebbe beneficio da una vita salutare e priva di infezioni ricorrenti.

Sahalima Giovannini

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