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Facciamo la conoscenza con i contraccettivi più comuni

novembre 5, 2015 9:19 am

È importante conoscere e saper utilizzare i contraccettivi, evitano gravidanze non desiderate e possono impedire la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse.

I contraccettivi un tempo erano utili essenzialmente per evitare di incorrere in una gravidanza non pianificata. Oggi – quelli definiti di barriera – sono indispensabili per evitare di contrarre una malattia a trasmissione sessuale come la clamidia, i condilomi e altre ancora, fino alla temibile Aids. Ci sono poi i contraccettivi di tipo ormonale – la pillola – ed infine esistono i cosiddetti contraccettivi di emergenza: le pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, che andrebbero però utilizzate solo in caso di reale necessità e non in sostituzione degli anticoncezionali classici.

I contraccettivi di barriera
Questi contraccettivi riescono a impedire agli spermatozoi di fecondare la cellula uovo proprio perché creano una vera barriera all’incontro tra i due gameti. Il più antico e utilizzato tra questi metodi è il preservativo maschile, una sorta di cappuccio solitamente in lattice da srotolare sul pene in erezione prima del rapporto: raccoglie gli spermatozoi dopo l’eiaculazione. Al momento è l’unico sistema attivo verso la trasmissione delle malattie sessuali: per questo andrebbe indossato anche se si sta assumendo un contraccettivo ormonale per evitare la gravidanza, in modo particolare se si hanno rapporti promiscui o in caso di rapporti occasionali. Esiste anche il preservativo al femminile: una guaina sottile in poliuretano da inserire in vagina prima del rapporto. È però un metodo poco usato e pur essendo un sistema di barriera non protegge dalle malattie sessuali. Sempre per lei, ma più diffuso, è il diaframma, una sorta di cupola in gomma che va inserita in vagina prima del rapporto, meglio se in associazione a un gel spermicida per aumentarne la sicurezza. Nemmeno il diaframma protegge dalle malattie sessuali.

I contraccettivi ormonali
Più noti come – la pillola – i contraccettivi ormonali hanno varie formulazioni. Sono prodotti a base di estrogeni e progestinici sintetici e vanno ad interferire con l’assetto ormonale della donna, impedendo la maturazione dell’ovulo. Le pillole si assumono per 21 giorni consecutivi con una sospensione di sette giorni, sono sicure ma vanno comunque assunte solo dopo aver effettuato le analisi emato-chimiche di routine e sulla base della prescrizione del proprio ginecologo. Oggi esiste anche la cosiddetta mini-pillola che si assume continuativamente per 28-35 giorni. Blocca la maturazione dell’ovocita e l’ispessimento dell’endometrio che deve ospitare l’ovulo fecondato. I contraccettivi ormonali oltre che per bocca esistono anche in formulazione transdermica – il cerotto – rilascia la dose di ormoni necessari a rendere impossibile la fecondazione. Può essere annoverato tra questi sistemi anche lo IUD – dispositivo intrauterino – viene inserito nell’utero dal ginecologo e impedisce l’annidamento dell’ovulo fecondato, la sua autonomia certa è di due anni.

I contraccettivi di emergenza
Si chiamano così la – pillola del giorno dopo – e quella – dei cinque giorni dopo – perché coprono tutto il periodo a rischio del dopo rapporto non protetto e quindi impediscono la gravidanza. Queste pillole sono a base di sostanze ormonali in grado di interferire nell’incontro tra un ovocita e lo spermatozoo, impedendo oltretutto l’annidamento sulla parete uterina. Dal maggio 2015 non è più obbligatorio presentare la prescrizione medica per avere la pillola dei cinque giorni dopo, ma attenzione: non bisogna abusarne e va utilizzata solo e unicamente se si ha avuto un rapporto a rischio, non deve essere considerato come un contraccettivo di routine. Non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale e l’effetto dura solo per quell’occasione, quindi è bene ricorrere ad uno degli altri metodi anticoncezionali se vogliamo programmare la maternità nel rispetto della propria vita personale.

Lina Rossi

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