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I tiepidi raggi di sole primaverile possono bruciare la pelle dei bambini

aprile 28, 2014 9:30 am

Con i primi caldi arriva la voglia di passeggiare e crogiolarsi al sole al mare, in montagna o semplicemente al parco giochi. Facciamo attenzione alla pelle: è stata troppo tempo lontana dal sole, corre il rischio di scottarsi.

La primavera si preannuncia assolata e di fine settimana lunghi, da sfruttare all’aria aperta con tutta la famiglia. Il desiderio di un po’ di tintarella è forte, per cancellare dal viso e dal corpo il tipico pallore invernale. Esporre la pelle al sole fa bene, perché i raggi favoriscono la sintesi della vitamina D, una sostanze indispensabile per aiutare l’organismo ad assorbire il calcio e, quindi, a rafforzare le ossa. Anche in questi periodi in cui il sole non è caldissimo è possibile incorrere in eritemi e scottature. Queste ultime, soprattutto se accompagnate da vescicole, subite da piccoli e durante l’adolescenza, raddoppiano il rischio di melanoma in età adulta.

Attenzione ai primi raggi di sole
La possibilità di scottarsi esiste anche in questo periodo, quando il sole è già abbastanza intenso e la pelle, pallida dall’inverno, non ha alcuna difesa. A questo aspetto, purtroppo, non pensano molti genitori di bambini piccoli o addirittura di ragazzi che non aspettano altro che i primi caldi per un po’ di tintarella. È invece indispensabile essere prudenti soprattutto in questo periodo. L’avvertimento arriva dai dermatologi pediatri della Loyola University Health system che, in occasione dei primi weekend di sole, esortano i genitori a dare il buon esempio. Gli esperti invitano a proteggere i bambini dai primi raggi, evitando di lasciarli a torso nudo: la pelle dei più piccoli richiede maggiori cure perché è delicata, ha uno strato corneo molto sottile, è praticamente priva del film sebaceo a protezione dalle aggressioni esterne. All’inizio dell’esposizione, quando la pelle è molto pallida, a tutti i bambini almeno fino ai 3-4 anni deve essere applicata la protezione a schermo totale. La crema ha bisogno di tempo per agire: per questo motivo va applicata accuratamente al mattino, prima di uscire, in modo che abbia almeno 15 minuti di tempo per fissarsi sulla cute ed esplicare la sua azione protettiva. Inoltre, almeno nelle ore centrali della giornata, in cui si resta in spiaggia o nei campi per un pic-nic, è meglio indossare una maglietta bianca e un cappellino per schermare occhi e viso.

Applicare il solare anche sotto l’ombrellone
La crema va applicata anche se il bambino rimane sotto l’ombrellone. I raggi solari riflessi dalla sabbia, possono scottare la pelle. I solari migliori sono quelli a filtro di protezione completo, che garantiscono una protezione completa dalle radiazioni. Le radiazioni solari sono di tre tipi: UVA, UVB e infrarossi. I raggi UVB sono responsabili della comparsa di eritemi e scottature. Gli UVA determinano l’invecchiamento della pelle, favorendo la comparsa di rughe e macchie su viso e mani. I raggi infrarossi, a loro volta, hanno il potere di contribuire all’invecchiamento cutaneo: infatti trasmettono calore, incrementando la sudorazione e dilatando i vasi sanguigni. Questi solari inoltre sono foto-stabili: sono cioè formulati in modo tale da mantenere le proprie caratteristiche inalterate a lungo, durante l’esposizione al sole. Non bisogna dimenticare di applicare le crema su tutto il corpo del piccolo, anche sulle labbra, sulle mani e sui piedini, parti che spesso vengono dimenticate.

Lina Rossi

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