prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Il 63 per cento dei bambini sotto i 5 anni ha disturbi dermatologici

novembre 27, 2013 3:30 pm

La pelle dei bambini è fragile e da sempre è soggetta a lesioni di vario tipo. L’inquinamento mondiale contribuisce ad aumentare patologie varie prima tra tutte la dermatite atopica. È la denuncia dei pediatri.

Ne abbiamo parlato anche noi, dalle nostre pagine di Guidagenitori.it: è sempre più diffusa la dermatite atopica, un disturbo della pelle caratterizzato da estrema secchezza, arrossamento e prurito. Gli esperti stanno indagando sulle cause, anche per individuare nuove soluzioni cosmetiche e dermatologiche. E oggi una delle cause sembra essere stata individuata: l’inquinamento sembrerebbe il primo resposnabile. Lo hanno dichiarato i pediatri intervenuti alla 7° conferenza dell’International Network on Children’s Health, Environment and Safety – Inches, a Gerusalemme.

La responsabilità di polveri e metalli pesanti
L’emissione di metalli pesanti dalle marmitte catalitiche – come il palladio, ma anche l’acqua di rubinetto troppo ricca di calcare. Sono queste le cause primarie che hanno aumentato del 10%, negli ultimi dieci anni, il rischio di dermatite atopica tra i bambini più piccoli, tra i 2 e i 5 anni. Ad esserne colpiti sono soprattutto i piccoli che vivono nelle aree industrializzate e nelle grandi città,con grande traffico, alta concentrazione di inquinamento, fumo, escursioni climatiche, vento, pioggia e umidità. A contribuire al problema concorrono anche gli inquinanti indoor come polveri, acari, ma anche alimenti meno genuini e più ricchi di allergeni. Tutti questi fattori si sommano alla causa che predispone alla dermatite atopica, ossia la mutazione e perdita di funzionalità del gene per la Filaggrina – FLG. Questa componente è inscritta nel DNA, ma il 40% dei bambini portatori non manifesta la malattia: segno, anche questo, del fatto che oggi la malattia è sempre più dipendente da fattori correlati all’ambiente esterno, agli stili di vita ed ai cambiamenti dell’ambiente domestico realizzatisi nel corso degli ultimi 50 anni, che hanno aumentato la presenza e l’esposizione ad agenti inquinanti e allergizzanti, agli acari della polvere e agli allergeni alimentari.

Come è possibile affrontare il problema
Per cercare di alleviare i disturbi dei bambini, in primo luogo è necessario prevenire o lenire i maggiori disturbi della dermatite, rappresentati da prurito, eczemi, secchezza diffusa, perdita di compattezza e turgore, comedoni e punti neri, brufoli, soprattutto nelle zone a maggior rischio: mani, viso, gambe e ginocchia. È indispensabile l’uso costante di creme emollienti per contrastare la secchezza cutanea e ripristinare la barriera cutanea e, poiché la dermatite atopica è una malattia cronica, la pianificazione di un trattamento a lungo termine. Inoltre, è necessaria anche una igiene accurata: la cute deve essere detersa con detergenti specifici con o senza antisettici e un ph neutro – 6 o 7. Durante il bagno, che deve durare al massimo 5 minuti, vanno utilizzati oli specifici per impedire la disidratazione dell‘epidermide, seguiti dall’applicazione di emollienti locali. Se il bambino deve seguire anche una cura con i farmaci, i corticosteroidi topici sono il trattamento antinfiammatorio di prima scelta quando la cute è infiammata, purtroppo questo rimedio deve essere usato con molta parsimonia. In caso di lieve attività della malattia ne va applicata una piccola quantità 2-3 volte a settimana nella quantità max di 15 gr nei bambini.

Anche l’alimentazione ha la sua importanza
E’ inoltre fondamentale anche l’impostazione di una ‘dietoterapia’ specie d’inverno quando la pelle è privata dei benefici del sole e la dieta è più ricca di carboidrati e grassi. L’alimentazione in questa stagione deve prevedere un maggiore apporto di frutta e verdure per assumere vitamine e sali minerali, pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali, arricchita da molta acqua e da un limitato consumo di bevande zuccherate. Infine sarebbe importante istituire programmi educazionali utili a prevenzione e curare la dermatite topica allo scopo di consentire al bambino e alla sua famiglia di avere una vita quasi normale, evitando misure non necessarie e costrizioni inutili.

Sahalima Giovannini

- -


ARTICOLI CORRELATI