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Dermatite atopica e igiene eccessiva non fanno rima con la guarigione

novembre 6, 2013 6:12 pm

Se il bambino mostra i segni della dermatite atopica, è bene non eccedere con la detersione: è sufficiente la semplice acqua e a giorni alterni un detergente delicato per non disperdere la naturale idratazione della pelle.

La diagnosi di dermatite atopica è sempre più frequente, i fattori favorenti sono: l’ereditarietà, l’eccesso di igiene e la predisposizione alle allergie. Ad esserne affetto oggi è un bambino su dieci, contro una diffusione del 2 per cento di 60 anni fa. Questa forma di dermatite conosciuta anche come eczema atopico, è caratterizzata dalla comparsa di chiazze di pelle secca, arrossata e pruriginosa soprattutto a livello delle guance e della fronte, ma può riguardare anche altre parti del corpo. I medici oggi sono propensi a ritenere che questo disturbo sia dovuto a motivi genetici: un bambino erediterebbe dai genitori la predisposizione a soffrire di dermatite atopica. La dermatite è comunque dovuta a un problema di tipo allergico, cioè a un deficit del sistema immunitario. A scatenare la dermatite atopica sono allergeni di vario tipo, tra cui sostanze inalate, oppure alimenti ingeriti dal bambino a partire dalla prima poppata di latte in polvere o dallo svezzamento. Anche forti stress emotivi o fisici possono contribuire a rendere più serie le manifestazioni esterne della malattia.

L’importanza di una corretta igiene
Per la diagnosi della dermatite atopica è sufficiente la visita del pediatra o, in caso di dubbio, del dermatologo pediatrico. Si tratta di un disturbo sicuramente fastidioso, che però in molti casi sparisce in età adulta. È tuttavia importante adottare alcuni espedienti per alleviare la sensazione di prurito e di secchezza che è legata alla dermatite. Il primo principio da ricordare è che la pulizia eccessiva non è utile, anzi: impoverisce ancora di più il giù fragile equilibrio della pelle atopica. È una delle più recenti raccomandazioni dei dermatologi che si sono riuniti nell’ultimo congresso dell’European Academy of dermatology, tenutosi a Istanbul, in Turchia, lo scorso ottobre. In occasione dell’incontro sono state presentate le regole d’oro per la cura della pelle atopica di bimbi e lattanti. I consigli per alleviare il fastidio e regalare ai bambini più comfort nel quotidiano sono semplici e riguardano soprattutto la pulizia. I piccoli con eczema atopica vanno lavati con moderazione. Se allattati al seno è sufficiente un bagnetto a giorni alterni solo con acqua alla giusta temperatura. Per la pulizia delle zone critiche deve essere utilizzato un sapone a pH neutro, è comunque utili continuare ad usare prodotti neutri anche quando il bambino diventa più grandicello. La pulizia deve essere più scrupolosa solo sulle zone del corpo che si sporcano più facilmente, usando tracce di detergente e soprattutto risciacquando molto bene con solo acqua.

L’idratazione per ammorbidire la pelle
A termine della pulizia, la pelle atopica richiede una adeguata idratazione. Oggi sono disponibili nuovi preparati in creme o balsami a base di acqua termale antiprurito, oltre a pomate ricostruttive della barriera lipidica naturale a base di burro di karitè. Per lavare gli indumenti che entrano in contatto con la pelle del bambino è opportuno utilizzare detergenti delicati senza fosfati. I tessuti sintetici vanno evitati: non fanno respirare la pelle ed anche la lana non deve essere indossata a diretto contatto con la pelle. È anche importante prestare attenzione agli accessori come cinture, bretelle e cerniere fabbricate con materiali allergizzanti , il nickel ad esempio. In casa, i locali in cui soggiorna il bambino atopico devono essere aerati spesso per contrastare il ristagno della polvere. Mobili e complementi d’arredo devono essere in materiale di facile pulizia. Per l’igiene non si devono usare detergenti chimici irritanti, ma acqua e sapone da bucato. Infine, una volta avviato lo svezzamento, è necessaria una visita da uno specialista in allergologia. Spesso infatti la dermatite atopica è legata alle allergie al latte, alle uova, alle arachidi, al grano ed al pesce. Una vola individuato l’alimento allergizzante è bene impostare una dieta senza l’elemento individuato sostituendolo con uno non allergizzante ma dall’equivalente potere nutritivo.

Lina Rossi

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