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La dermatite da pannolino

ottobre 26, 2000 12:00 pm

La pelle del bambino è delicata, urine e feci sono irritanti: per evitare problemi bisogna cambiarli spesso. Nonostante sia uno dei problemi cutanei più comuni nei paesi sviluppati, la dermatite da pannolino è stata studiata con attenzione solamente negli ultimi anni. In linea generale, quando feci e urina sono entrambe presenti sulla pelle un enzima…

La pelle del bambino è delicata, urine e feci sono irritanti: per evitare problemi bisogna cambiarli spesso.

Nonostante sia uno dei problemi cutanei più comuni nei paesi sviluppati, la dermatite da pannolino è stata studiata con attenzione solamente negli ultimi anni. In linea generale, quando feci e urina sono entrambe presenti sulla pelle un enzima presente nelle feci (l’ureasi fecale) scinde l’urea (una sostanza presente nelle urine) presente, con formazione di ammoniaca e conseguente aumento del pH cutaneo. In questo ambiente alcalino (e non acido come spesso si pensa) l’attivazione delle lipasi e proteasi fecali (che sono altri enzimi presenti nelle feci), unita all’azione irritante di sostanze locali, danneggia ulteriormente una pelle già indebolita e provoca quindi la dermatite da pannolino.

Nei singoli casi la spiegazione della dermatite da pannolino può essere ancora più complessa, implicando numerose variabili di cui va tenuto conto: età del bambino, dieta, numero quotidiani di cambi, abitudini igieniche. Infatti, uno studio ha dimostrato che i bambini allattati al seno presentano in genere minore incidenza e gravità della dermatite da pannolino. I bambini dovrebbero essere cambiati prima e dopo il pasto. Quanto più piccolo è il bambino, tanto più frequenti sono le evacuazioni. Pertanto, il neonato dovrebbe essere cambiato teoricamente sino a 10-12 volte al giorno; tale frequenza può essere ridotta gradualmente, in parallelo con quella dei pasti, ma i cambi non dovrebbero mai essere meno di sei al giorno.
La dermatite da pannolino è, di solito, una semplice forma irritativa il cui trattamento richiede unicamente un’igiene appropriata e un unguento protettivo. Sebbene dalla zona interessata possano essere isolati microbi ciò non significa necessariamente che la loro presenza abbia un ruolo causale.

Per le forme di dermatite da pannolino dove la pelle è appena arrossata e le lesioni sono solamente irritative, si richiede una terapia solamente antiinfiammatoria e protettiva con paste all’ossido di zinco.
Nelle forme di dermatite da pannolino dove la pelle è molto rossa e costellata da piccoli puntini bianchi (piccole pustolette) le lesioni sono presumibilmente infette e quindi richiedono una terapia antisettica. E importante ricordare la possibile presenza di candida albicans nel 50% dei casi. Mentre è sempre utile evitare occlusione e frizione, ciò diventa addirittura indispensabile quando la dermatite sia dovuta principalmente allo sfregamento del pannolino sulla cute. Nelle forme localizzate vicino agli orifizi (ano, genitali) va contemporaneamente trattata la malattia di base come la diarrea o un’infezione delle vie urinarie.

I preparati per uso locale (topico) non devono essere caustici e quindi gli antisettici vanno applicati in soluzione acquosa. Durante la fase infiammatoria è indicato l’uso di soluzioni antisettiche o di soluzione fisiologica. I derivati imidazolici sono spesso utili per la loro azione antibatterica e antimicotica. Quando le lesioni cutanee incominciano a regredire, l’uso di unguenti topici risulta utile sia per la protezione cutanea sia per la prevenzione di danni ulteriori.
Detersione e trattamento devono essere eseguiti in maniera completa due volte al giorno, mattina e sera; inoltre, sono entrambi opportuni, in forma abbreviata, dopo ogni cambio di pannolino. L’area affetta dovrebbe essere lavata con un sapone liquido antibatterico e i recessi delle pliche cutanee vanno detersi con delicatezza. Per il bagno, si dovrebbe impiegare soluzione molto diluite di permanganato di potassio o di clorexidina. Gli antisettici in soluzione o in polvere aiutano a prevenire irritazioni dovute a traumi meccanici provocati inavvertitamente. Dopo avere asciugato la pelle, si può usare un antisettico in soluzione acquosa (es. la soluzione di Milian) o un imidazolico topico quando, come in presenza di un arrossamento delle pieghe, appare probabile un’infezione da candida albicans. Tuttavia, l’uso prolungato di imidazolici può provocare irritazione.

Durante il trattamento non vanno usati pannolini che occludano la zona interessata; sia la detersione sia il trattamento dovrebbero essere ripetuti ogniqualvolta il bambino si sporca. Durante tale periodo, e opportuno l’uso di pannolini di cotone, che non devono avvolgere strettamente il bambino e che, quando bagnati o sporchi, devono essere cambiati immediatamente oppure i pannolini da gettare di ultima generazione. Questi pannolini, caratterizzati da elevato potere assorbente e che contengono sostanze speciali che “catturano” l’acqua dell’urina, possono essere usati anche di una misura superiore a quella normale, per evitare lo sfregamento delle aree convesse ed offrire una maggiore capacità assorbente. Il trattamento dovrebbe essere proseguito fino all’avvenuta guarigione, che richiede di solito 8-15 giorni. Il trattamento preventivo, oltre che all’ovvio cambio frequente di pannolino, che, come abbiamo già detto deve essere di quelli “ultra-assorbenti”, si basa sull’impiego di un prodotto impermeabile come una pasta grassa (es. Pasta di Lassar) contribuisce a proteggere la pelle. L’introduzione di paste di questo tipo contenenti inibitori degli enzimi fecali ha apportato un ulteriore contributo alla soluzione di questo problema.

 

Prof. Carlo Gelmetti

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