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L’esposizione al sole senza filtri è necessaria per stimolare la vit. D

maggio 14, 2013 9:30 am

Ad essere attive sulla sintesi della vitamina D sono le radiazioni appartenenti allo spettro solare degli ultravioletti con lunghezza d’onda compresa tra i 290 ed i 315 nanometri ovvero gli ultravioletti del tipo B – UVB

Le onde elettromagnetiche solari provocano una serie di reazioni biochimiche nel corpo umano. Oltre alla regolazione del ritmo sonno-veglia, al mantenimento della temperatura corporea ed alla regolazione dei neurotrasmettitori del benessere psico-fisico, la reazione più importante riguarda il metabolismo del calcio e la fissazione della vitamina D.

Quando e dove sono presenti gli UVB
La quantità di esposizione alle radiazioni UVB dipende da molti fattori tra cui: la stagione, la latitudine, l’inquinamento atmosferico, il colorito della pelle, la quantità di cute esposta alle radiazioni dirette e l’utilizzo dei filtri solari. Per fare un esempio alla latitudine del 43° parallelo, la sintesi della vitamina D da parte delle radiazioni è efficace solo in primavera-estate, quando i raggi UVB raggiungono la superficie terrestre. In autunno inoltrato, nei mesi invernali e all’inizio della primavera, anche se il bambino viene esposto al sole, non è in grado di produrre la vitamina D e questo perché gli UVB sono fondamentali per sintetizzare la vitamina a partire dalla pro-vitamina D3. L’apporto è quindi garantito solo dalle riserve accumulate durante il periodo estivo. E’ anche vero però che una esposizione eccessiva durante l’estate oltre ad esporre al rischio di danni al derma, potrebbe non sortire gli effetti desiderati perché c’è un limite all’accumulo di vitamina D. Oltre il 90% del fabbisogno della vitamina D i bambini riescono a soddisfarlo solo dalla esposizione ai raggi del sole, diventa quindi necessario rivalutare la corretta esposizione al sole tra il rischio di cancro cutaneo, l’esposizione ed il tempo per incamerare abbastanza UVB per assicurarsi un adeguato livello di vitamina D.

Il parere degli studiosi della vitamina D
Il dott. Michael Holick, già dermatologo della Boston University Medical Center e principale autorità mondiale sulla vitamina D, sostiene l’importanza dell’esposizione al sole ed in una intervista ha rilasciato la sua tesi di seguito riportata. “Con l’aumento di vitamina D nella dieta, o tramite sensibile esposizione al sole, si può ridurre il rischio di cancro dal 30 al 50%. Abbiamo indotto il cancro al colon nei topi e controllati per 20 giorni. La crescita del tumore è stata significativamente ridotta semplicemente introducendo vitamina D nella dieta. Una riduzione del 40% della dimensione del tumore è stata ottenuta grazie all’apporto della vitamina D. E, l’occasionale esposizione al sole in effetti diminuisce il rischio di melanoma. In Finlandia, fin dagli anni 60, i bambini che ricevevano 2.000 IU di vitamina D al giorno hanno ridotto il rischio di avere il diabete di tipo 1 dell’80%. Ogni tessuto e ogni cellula del nostro corpo ha un recettore per la vitamina D. Ogni tessuto e ogni cellula del nostro corpo richiede vitamina D per un funzionamento adeguato.”
Alla domanda su quanto debba essere il valore necessario assoluto di vitamina D e di quanto sole è necessario prendere continua: “ C’è carenza di vitamina D quando non si raggiungono 400 IU al giorno e non vi è esposizione al sole. Gli esseri umani necessitano di 1.000 IU al giorno o di essere esposti al sole. L’irradiazione dovrebbe essere da cinque a dieci minuti su braccia e gambe, tre volte alla settimana nell’orario compreso tra le ore 10,00 e le ore 15,00 in primavera, estate e autunno, periodo in cui maggiormente gli UVB raggiungono la superficie terrestre.” Il dott. Holick continua ancora: “ Penso che i neonati, fino ai dodici mesi, necessitino di 400 IU al giorno. Il Canada ne raccomanda 400 IU ed in seguito, a partire da un anno, e per tutta la vita adulta, raccomanderei 1.000 IU giornaliere. A Boston, il 50% degli adolescenti ha una carenza di vitamina D. Il 70% delle mamme e l’80% dei loro neonati è stata riscontrata una carenza di vitamina D dalla nascita. Questi neonati non hanno riserve di vitamina D e neanche le mamme possono darne loro. Il rachitismo è solo la cima dell’iceberg della deficienza di vitamina D. Una carenza nell’infanzia di vitamina D, espone ad un rischio maggiore del 2,4 di sviluppare il diabete di tipo 1. Se si vive a una latitudine più a nord del 35° parallelo, si va incontro ad una probabilità doppia di contrarre la sclerosi multipla. Vivere ad altitudini maggiori vuol dire anche un rischio maggiore per la malattia Crohn, artrite reumatoide ed pressione arteriosa elevata”.

Ruolo della vitamina D nel metabolismo osseo e non solo
La vitamina D è direttamente chiamata in causa nel regolare il processo di mineralizzazione ossea. L’essere umano è in grado di sintetizzare la vitamina D3 a livello epidermico solo se esposto alla luce UBV e può introdurre con la dieta la pro-vitamina D3 e pro-vitamina D2 attraverso l’ingestione di alcuni cibi: salmone, sardine e olio di fegato di merluzzo. In pratica a livello epidermico e solo in seguito all’esposizione dei raggi UVB, si produce la pro-vitamina D3, una molecola instabile che viene trasformata in vitamina D tramite un processo di termoconversione. La vitamina D oltre a regolare la crescita cellulare svolge anche un’azione immunitaria. Potrebbe infatti prevenire l’instaurarsi di infezioni ricorrenti e lo sviluppo di alcune malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. La deficienza di vitamina D è stata inoltre associata a un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2, schizofrenia, depressione e malattie cardiovascolari.

BOX:
Per tempi di esposizione al sole l’uso di filtri con fattore di protezione solare 15 o superiore è raccomandato per prevenire gli effetti dannosi dell’esposizione cronica ed eccessiva. I filtri solari riducono drasticamente la produzione di vitamina D: un fattore di protezione – SPF 8 la riduce del 95%, un SPF 15 di più del 98%.
I filtri vano applicati solo dopo il tempo raccomandato per l’assorbimento degli UBV senza protezione.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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