prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Freddo e dermatite atopica

novembre 2, 2011 12:36 pm

In estate era quasi scomparsa, ma con l’autunno la dermatite atopica torna a rifiorire sulla pelle con il rossore, la secchezza ed il prurito. Ecco come tenerla sotto controllo. Nei mesi estivi, con il sole, le temperature miti e i bagni di mare i disturbi si erano alleviati. Adesso, con il fresco, i bambini che…

In estate era quasi scomparsa, ma con l’autunno la dermatite atopica torna a rifiorire sulla pelle con il rossore, la secchezza ed il prurito. Ecco come tenerla sotto controllo.

Nei mesi estivi, con il sole, le temperature miti e i bagni di mare i disturbi si erano alleviati. Adesso, con il fresco, i bambini che soffrono di dermatite atopica sono soggetti a una ricomparsa del disturbo. La pelle torna ad essere arida, arrossata ed è fonte di prurito. I bambini colpiti dal disturbo sono sempre più numerosi: fino a uno su dieci nel nostro paese, lo riferiscono le stime di società scientifiche. Per fortuna, la dermatite atopica tende ad attenuarsi con l’età, spesso fino a scomparire. Nel frattempo, è importante che i genitori conoscano i metodi migliori per alleviare il fastidio e il disagio di questo disturbo che torna a farsi sentire in autunno.

I sintomi della dermatite atopica
La dermatite atopica si manifesta con aree cutanee molto secche, arrossate e pruriginose soprattutto nella zone del capo, della fronte e delle guance. È causata da un’alterazione della funzione della barriera cutanea per modificazione del metabolismo dei lipidi epidermici, che non riescono a trattenere acqua all’interno dei tessuti. L’epidermide diventa quindi secca e ruvida, non protetta dalle sostanze esterne. Nell’insorgenza del problema è senz’altro coinvolta anche un’origine allergica. La persona con dermatite atopica è soggetta a una risposta esagerata del sistema di difesa dell’organismo verso gli allergeni ambientali, i quali riescono a penetrare più facilmente nel corpo e danno origine alle manifestazioni cutanee. Ci sono poi i fattori scatenanti tipici dello stile di vita occidentale: ambienti troppi secchi e riscaldati, indumenti pesanti e inquinamento atmosferico rendono più intenso il disturbo.

Le ripercussioni sul benessere del bambino
La dermatite atopica può rendere difficoltosa la vita quotidiana, limitando il rendimento e la concentrazione nello studio e nel gioco, impendendo il benessere di un bambino. È soprattutto il prurito a causare fastidio, perché spinge a grattarsi, soprattutto durante la notte, peggiorando ulteriormente le lesioni. Il buon riposo è quindi difficile e per questo, soprattutto i bambini piccoli, sono soggetti a frequenti risvegli. Di conseguenza, durante il giorno possono essere nervosi, stanchi e possono avere cali di rendimento. L’attività fisica stessa può subire una limitazione. Infatti il sudore prodotto dal corpo può irritare la cute e aumentare il senso di prurito. Per far stare meglio il bambino è importante seguire una serie di misure di tipo igienico – ambientali. La pelle va detersa con sostanze leggermente acide (pH 5.5) oppure oli che puliscono delicatamente la pelle. Dopo la pulizia, è bene applicare regolarmente creme emollienti e protettive. Agli indumenti sintetici o ruvidi, si devono preferire cotone, lino e seta a contatto con la pelle. Il bambino non va tenuto in ambienti eccessivamente secchi e surriscaldati e vanno evitati anche i bruschi passaggi di temperatura da un ambiente all’altro. Alcuni sport come il nuoto in acqua di mare e, in generale, quelli che non causano forte sudorazione, hanno un effetto benefico sul fisico in generale e quindi anche sulla dermatite.

Le cure con i trattamenti specifici
Il trattamento classico, seguito nei reparti di dermatologia pediatrica, prevede una breve fase iniziale con applicazioni di pomata a base di cortisone, localmente fino alla scomparsa delle lesioni, seguita dall’applicazione dello stesso farmaco 1-2 giorni alla settimana per tutto il tempo in cui, si presume, la malattia è attiva. Negli altri giorni si applicano prodotti emollienti per nutrire la pelle fragile e infiammata. Per la cura di questa malattia si può impiegare oggi anche un unguento, il tacrolimus, o una crema, il pimecrolimus, che fanno parte dei farmaci chiamati “immunomodulatori locali”. Il tacrolimus, come il pimecrolimus, esercita un effetto immunosoppressore, agendo sull’attività delle cellule immunitarie, riducendo l’infiammazione a livello cutaneo. Sono i primi di una nuova classe di immunomodulatori per uso locale che può essere applicato sulla pelle. Il tacrolimus e il pimecrolumus non dovrebbero essere considerati come una cura definitiva per la dermatite atopica, ma come trattamenti da utilizzare quando altri rimedi, di provata e sicura efficacia, non hanno permesso di ottenere buoni risultati. Sono entrambi farmaci ben tollerati che presentano pochi effetti collaterali. Possono comparire arrossamenti cutanei e prurito che però si alleviano con il miglioramento della dermatite stessa.

Le novità in fatto di cura e idratazione
Oggi, le case farmaceutiche mettono a disposizione nuovi prodotti per la pulizia, l’idratazione e anche per la cura della dermatite atopica. I prodotti di ultima generazione sono infatti sono studiati per agire sia sulle cause della dermatite atopica (mancanza di lipidi nel cemento intercellulare e sua disorganizzazione a causa della carenza di involucrine che conduce all’alterazione della barriera cutanea) sia sulle conseguenze (aumento della permeabilità cutanea e conseguente penetrazione di allergeni). In particolare, i prodotti a base di piroctone olamina e il gluconato di zinco svolgono un’azione inibitrice sui micro-organismi, mentre l’associazione di beta-sitosterolo e vitamina E, adatto alle fasi acute della malattia, esercitano un’azione antinfiammatoria. Per l’azione antirecidiva, gli esperti suggeriscono complessi specifici, come i frutto-oligosaccaridi e la vitamina PP. Questi nuovi complessi stimolano la sintesi delle cellule di difesa della pelle e contribuiscono ad eliminare i microrganismi cutanei patogeni.

 

Sahalima Giovannini

 

Ha collaborato:
Prof. Carlo Gelmetti

- -


ARTICOLI CORRELATI