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Un fastidio chiamato sudamina

luglio 14, 2010 12:23 pm

Il caldo eccessivo e la struttura più piccola dei pori nei bambini, causa un irritante “pieno” di bollicine su tutto il corpo. Qualcuno la chiama miliaria, il vero nome è sudamina. L’estate per i bambini è il periodo in assoluto più bello: sono liberi dalle regole, possono giocare con l’acqua, con la sabbia, con l’erba,…

Il caldo eccessivo e la struttura più piccola dei pori nei bambini, causa un irritante “pieno” di bollicine su tutto il corpo. Qualcuno la chiama miliaria, il vero nome è sudamina.

L’estate per i bambini è il periodo in assoluto più bello: sono liberi dalle regole, possono giocare con l’acqua, con la sabbia, con l’erba, possono camminare scalzi e finalmente liberarsi dei vestitini. Però, il caldo non porta solo libertà, ma anche qualche piccolo innocuo fastidio poiché attiva l’omeostasi interna al nostro corpo. All’interno del cervello esiste infatti una piccola area il cui compito è mantenere un equilibrio tra il calore interno al corpo ed il calore esterno. Se la temperatura esterna è eccessiva, il centro regolatore invia l’input della traspirazione, come valvola di fuoriuscita del calore interno eccessivo. Nei bambini piccoli i pori sudoriferi hanno dimensioni molto più ridotte e quindi la dispersione di calore non avviene regolarmente. Il sudore in eccesso può irritare i pori facendoli diventare rossi e con la formazione di essudato, si forma una piccola bollicina.

Una conseguenza della sudorazione
In estate è frequente vedere bimbi molto piccoli con la pelle cosparsa di minuscoli puntini rossi: a guardarli meglio, si tratta di vere e proprie vescichette che sporgono dalla superficie della pelle del piccolo e la rendono arrossata e ruvida al tatto. È la sudamina, una manifestazione del tutto innocua che colpisce i bambini piccoli durante l’estate. Il caldo eccessivo stimola una eccessiva produzione di sudore per mantenere il corpo a una temperatura costante. Il sudore è acido e irrita la pelle dei bimbi, più sottile e delicata. Le eruzioni cutanee compaiono soprattutto nelle zone in cui il sudore ristagna di più: il collo, le ascelle, la fronte, il pancino nella zona del pannolino. Non si tratta di un disturbo pericoloso per il piccolo, ma piuttosto fastidioso, perché provoca una sensazione di prurito. Alcune situazioni possono rendere il problema più evidente. Un esempio sono i prodotti solari, che sono indispensabili per difendere la pelle delicata da sole, ma che proprio per questo effetto protettivo possono creare una sorta di film sulla pelle del bambino, impedendo alla cute di traspirare e di far evaporare il sudore, che resta intrappolato nei pori della pelle, dando origine alle piccole vescichette arrossate.

L’importanza di un’igiene delicata
La sudamina può essere combattuta tenendo la pelle del piccolo pulita ma senza esagerazione. Lasciare il piccolo il più possibile senza vestiti e senza pannolino è la prima, semplice misura da adottare. In questa stagione è anche bene non eccedere con l’applicazione di talco, creme e altri prodotti che possono alterare il pH della pelle e favorire la comparsa della sudamina. I prodotti solari, importantissimi se il piccolo viene esposto anche solo per pochi minuti al sole, andrebbero scelti in una versione leggera e fluida, per non risultare eccessivamente coprenti e impedire alla pelle di respirare. Per eliminare i residui delle creme, il rimedio più semplice e gradito al piccolo è un bagnetto tiepido tutte le sere, sciogliendo nell’acqua un cucchiaio di bicarbonato di sodio, oppure di amido di riso acquistabile nelle farmacie. Queste sostanze naturali impediscono al sudore acido di irritare la pelle alleviando il fastidio e il prurito nel giro di pochi giorni, facendo sentire il piccolo fresco e pulito. Si deve avere cura di tamponare con un asciugamano morbido le parti maggiormente soggette al ristagno del sudore.

Ecco come capire se ha troppo caldo
La regolazione della temperatura interna è un lavoro non sempre ben riuscito da parte del corpo. Può allora comparire l’insofferenza al caldo. Possiamo accorgerci di questo se il bambino, di solito sereno, mostra dei repentini cambiamenti d’umore, inizia a piangere senza un apparente motivo e nemmeno il suo gioco preferito riesce a tranquillizzarlo. La notte potrebbe svegliarsi proprio come se avesse fatto un brutto sogno, ma il prenderlo in braccio non lo calma. Se lo si tocca sul collo o ai bordi del pannolino, ci si accorge che è bagnato. Un bimbo che ha caldo mangia a fatica e comunque dimostra di avere meno appetito. Il primo passo per mantenere fresco il piccolo è scegliere l’abbigliamento giusto: un body in cotone è più che sufficiente. Se proprio si desidera fargli indossare qualcosa, meglio optare per un paio di calzoncini in cotone, leggeri, che non costringano. I colori chiari sono da preferire, perché respingono il calore, al contrario di quelli scuri come il blu, che invece lo assorbono. Durante la notte è ammessa una leggera climatizzazione o una ventola a soffitto azionata al minimo, giusto quello che serve a regalare un senso di refrigerio.

 

Giorgia Andretti

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