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Il sole fa bene alle ossa ma può causare scottature

luglio 3, 2018 10:00 am

L’estate è un vero toccasana per il benessere delle ossa, i raggi del sole fissano la vitamina D, ma il sole fa bene anche alla psoriasi. La protezione solare è d’obbligo per evitare scottature

Il sole è prezioso con i suoi raggi non solo per la vita ma anche per i benefici verso alcune malattie della pelle, come la psoriasi e la dermatite atopica, infatti, vanno incontro a un visibile miglioramento con il caldo estivo. Inoltre, il sole favorisce la sintesi, nell’organismo, della vitamina D, una sostanza che contribuisce alla salute delle ossa fissandone nella struttura il calcio.

 

I benefici dei raggi solari

Senza la vitamina D il calcio, ingerito con l’alimentazione attraverso latte, formaggio e ortaggi verdi, non riesce ad essere adeguatamente fissato nelle ossa. La vitamina D è presente anche nei cibi ma in piccole quantità e il solo modo per procurarsi la quantità sufficiente di vitamina D è proprio stare un po’ al sole. Questo vale a tutte le età, ma in tre fasi in particolare. E’ necessario ai bambini, la fase di crescita più importante in cui il corpo ha bisogno di calcio e vitamina D per far crescere le ossa sane e robuste. Serve alle donne in gestazione per assicurare la corretta dose di minerali allo scheletro del feto che si sta formando ed è utile in menopausa. A questa età, a causa del calo degli estrogeni, le ossa perdono tessuto e può comparire osteoporosi. Anche gli anziani hanno bisogno di calcio perché con l’età le ossa si indeboliscono.

 

Sempre la crema solare

Il rovescio della medaglia di tutti questi effetti benefici del sole è rappresentato dal rischio di eritemi, scottature, invecchiamento cutaneo, tutte conseguenze dell’esposizione al sole senza adeguata protezione, che possono causare tumori della pelle. Il più famigerato è il melanoma ma esistono anche il basalioma e la cheratosi attinica. Le ustioni solari possono determinare la nascita di nei che possono dare luogo a forme tumorali della pelle come il melanoma o trasformare in melanomi anche i nei già esistenti. Questo rischio riguarda anche i bambini. Per questa ragione, la migliore difesa è rappresentata dalle protezioni solari da applicare dieci minuti prima di esporsi e rinnovate ogni due o tre ore, sempre dopo il bagno in mare o piscina. Per i bambini si deve scegliere una protezione alta: circa 40 e mai meno di 30. I soggetti allergici possono usare i filtri fisici a base di biossido di titanio, una sostanza anallergica.

 

Altri consigli per difendersi

È anche importante utilizzare dei mezzi meccanici per difendere la pelle, soprattutto quella dei bambini, nei primi giorni di esposizione e quando fa più caldo. Bene una t-shirt in cotone di colore bianco, un cappellino con visiera, occhiali da sole adatti ai più piccoli. Nelle ore più calde è bene ritirarsi in casa, stare sotto l’ombrellone non è sufficiente, e comunque i piccoli dovrebbero restare in spiaggia dalle 8 alle 11 del mattino e dopo le 17, quando i raggi arrivano obliqui sulla pelle e quindi sono meno intensi. Infine è utile consumare frutta e verdura, soprattutto di colore rosso, arancio e giallo: contengono tanti carotenoidi e antiossidanti che rendono la pelle più resistente e riparano i danni del sole. Qualsiasi alterazione cutanea va sempre mostrata al pediatra.

Lina Rossi

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