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La dermatite atopica torna con il freddo

settembre 29, 2017 10:00 am

Pelle secca, arrossata e prurito intenso: l’aria fresca dell’autunno risveglia all’improvviso la dermatite atopica nei bambini che ne soffrono. Conforto da creme emollienti e tessuti naturali

In estate era quasi un ricordo: il sole, le temperature alte, la pelle nuda accarezzata dalle onde del mare, i veri nemici della dermatite atopica l’avevano messa all’angolo grazie all’azione antinfiammatoria naturale. Adesso, con i primi giorni d’autunno la pelle torna a essere coperta dagli indumenti e i piccoli con dermatite atopica tornano a soffrire di prurito, arrossamento e desquamazioni. È il momento di riprendere le buone abitudini.

 

Dermatite atopica, di cosa si tratta

La dermatite atopica è una malattia della pelle immuno-mediata, è infatti coinvolta una reazione da parte del sistema di difesa dell’organismo. Il sistema inizia a produrre una quantità di cellule infiammatorie in risposta agli stimoli irritanti esterni, che vengono a contatto della pelle. Non si tratta di una forma di allergia, anche se in alcuni soggetti con dermatite atopica è presente una predisposizione a soffrire di allergie respiratorie e alimentari. La dermatite atopica si manifesta con chiazze di pelle secca e arrossata associata a intenso prurito. Nei bambini più piccoli si localizza soprattutto sulla zona di viso, fronte e sopracciglia e nelle pieghe della pelle come polsi e retro delle ginocchia. Nei più grandicelli ha una distribuzione più irregolare e senza una collocazione precisa: atopica significa proprio questo. Il prurito è così intenso che, spesso, impedisce al bambino di riposare bene durante la notte. Per questa ragione è opportuno affrontare il problema, con l’aiuto di un dermatologo pediatrico, ricordando che, spesso, con la crescita il disturbo scompare spesso spontaneamente. Il dermatologo nei casi gravi  e quando il cortisone non allevia i sintomi, può  utilizzare un inibitore delle cellule T, il tacrolimus o il pimecrolimus, attivi appunto sul sistema immunitario.

 

Creme emollienti e tessuti morbidi

L’esame obiettivo da parte dello specialista è sufficiente a fare la diagnosi del disturbo, anche per distinguerlo da altre manifestazioni cutanee come la psoriasi o la dermatite seborroica che richiedono un approccio diverso. Il trattamento si avvale dell’applicazione quotidiana di creme emollienti, prive di profumi e di agenti chimici, ma anche di prodotti a base di cortisone che vanno utilizzati esclusivamente dietro prescrizione e controllo medico. È anche importante l’igiene: non deve essere eccessiva per evitare di impoverire le già deboli difese della pelle. La cute va detersa con la sola acqua tiepida, mentre le parti più soggette a sudorazione e a cattivi odori come i genitali, i piedi, le ascelle vanno lavate con un prodotto specifico, poco schiumoso e rispettoso del film idrolipidico. A contatto con la pelle non vanno utilizzati tessuti ruvidi e quindi irritanti, come la lana o il sintetico: va sempre frapposto uno strato di cotone o di lino. Le unghie delle mani vanno tenute corte e sempre ben pulite per evitare infezioni secondarie dovute a grattamento. Sì allo sport, ma attenzione al nuoto in piscina: il cloro è irritante e può peggiorare il problema. Se il nuoto è necessario per lo sviluppo neuromuscolare del bambino è bene fargli subito una doccia con acqua tiepida – non calda – senza saponi e applicare immediatamente uno strato di crema altamente idratante.

 

Giorgia Andretti

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