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Filtri o creme solari, impariamo ad usarle bene

luglio 17, 2017 10:00 am

Dalla scadenza all’impermeabilità, al tipo giusto per i bambini e le pelli delicate: abbiamo ancora troppo poca consapevolezza sui filtri o creme solari. Scopriamo tanti falsi miti

Le creme solari vanno applicate subito prima di esporsi al sole. I filtri sono tutti uguali. Una buona crema  solare dura anche l’anno successivo. Quanta poca consapevolezza esiste ancora oggi riguardo al corretto uso dei solari: prodotti importantissimi, soprattutto al giorno d’oggi con il melanoma sempre più diffuso. Secondo un portale americano, sono almeno dieci le false convinzioni ancora diffuse sui solari. Ecco le più diffuse: è bene sfatarle per un impiego davvero intelligente.

 

  1. La protezione solare non serve se è nuvoloso o se si sta sotto l’ombrellone: non è vero, perché i raggi UV passano anche attraverso le nuvole e rimbalzano sulla sabbia arrivando anche se si è all’ombra. Quindi è bene applicare i solari anche se il tempo non è bellissimo e anche se non si ha intenzione di stare al sole. Il discorso vale soprattutto per i più piccoli.
  2. Usare i solari non permette alla pelle di sintetizzare la vitamina D: questa sostanza è essenziale per le ossa e per altre funzioni del corpo ed è vero che la fonte migliore è rappresentata dal sole. Anche i solari a protezione elevata, come 30-40, permettono il passaggio di quel tanto che basta di raggi solari per far produrre alla pelle la vitamina D, l’unica barriera può essere costituita dallo schermo totale, ossia 50+.
  3. I filtri sono tutti uguali: i filtri solari sono molti diversi tra loro non solo per quanto riguarda l’intensità del filtro, basti pensare che si va da 2 a 50, ma anche per la tipologia del filtro stesso è diversa. Ci sono i filtri fisici a base di ossido di zinco o titanio che bloccano i raggi in modo più efficace rispetto a quelli chimici come l’avobenzone. Per i bambini sono quindi più adatti i filtri fisici.
  4. Chi ha la pelle scura non ha bisogno di protezione. No, i solari ci vogliono sempre. Chi ha la pelle scura e i capelli castano o neri forse rischia meno il melanoma ma nessuno è al sicuro, soprattutto se ci si scotta da bambini. Sì quindi ai solari anche se si è di fototipo più mediterraneo.
  5. Prima di andare al mare, qualche seduta di lampada irrobustisce la pelle. Le lampade solari utilizzano elevate concentrazioni di UVA per scurire rapidamente la pelle, ma proteggono poco dalle scottature causate dagli UVB. Inoltre esse stesse favoriscono l’invecchiamento della pelle e sono vietatissime a bambini a ragazzi minorenni.
  6. I prodotti solari non fanno abbronzare. Non è così: i solari proteggono ma lasciano passare parte dei raggi UV, in quantità maggiori quanto più il fattore di protezione è basso. Un solare con fattore 10 scherma meno di uno 30. Se non ci si vuole abbronzare, si può usare una protezione 50 oppure indossare un ampio cappello e una T shirt.
  7. I solari possono contenere sostanze chimiche dannose. Una sostanza contenuta nei filtri chimici è stata accusata di provocare danni alla pelle, ma non è così. Applicando questi solari tutti i giorni, più volte, non ci si procurano danni e la pelle è protetta dai pericoli ben maggiori dei raggi.
  8. Basta un’applicazione al giorno. No, perché i bagni in mare o in piscina, le docce, il contato con la sabbia e l’asciugamano tolgono lo strato di crema. È quindi importante rinnovare più volte l’applicazione nel corso della giornata.
  9. Il solare va messo quando si è in spiaggia al sole. No: è importante mettere il solare qualche minuto prima di esporsi al sole, per dare modo ai filtri di agire con calma. Quindi prima di uscire di casa, oppure se si è già in spiaggia è bene restare qualche minuto all’ombra.
  10. La protezione solare non scade mai: come ogni prodotto, gli ingredienti che costituiscono il solare possono rovinarsi nel tempo e lasciare la pelle non protetta. Il discorso vale soprattutto se il solare è aperto dall’anno prima, se è stato esposto al calore e se nella confezione è penetrata la sabbia. Ci vuole comunque cautela anche con i solari rimasti chiusi.

 

Giorgia Andretti

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