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Dermatite atopica in crescita

giugno 5, 2006 12:00 pm

Il fenomeno si registra in tutti i Paesi occidentali: bimbi a rischio soprattutto nei primi cinque anni di vita. In crescita tra i bambini la dermatite atopica. Rossore, secchezza cutanea, prurito intenso e vesciche affliggono ormai un milione di piccoli italiani dai primi mesi di vita a 14 anni. In meno di dieci anni, il…

Il fenomeno si registra in tutti i Paesi occidentali: bimbi a rischio soprattutto nei primi cinque anni di vita.

In crescita tra i bambini la dermatite atopica. Rossore, secchezza cutanea, prurito intenso e vesciche affliggono ormai un milione di piccoli italiani dai primi mesi di vita a 14 anni. In meno di dieci anni, il numero dei bambini di 6-7 anni con dermatite atopica è cresciuto fino al 6,2%, e anche tra i ragazzi più grandi (13-14 anni), le diagnosi sono aumentate (circa il 2%).

Rischio più alto nei primi cinque anni
L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dal dottor Alessandro Fiocchi, direttore della Divisione di Pediatria presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, secondo il quale il fenomeno è “legato soprattutto al mutato stile di vita”. “La crescita – aggiunge Fiocchi – riguarda tutti i Paesi occidentali, e come le malattie a carattere allergico la dermatite colpisce soprattutto i bambini che vivono in famiglie poco numerose, in particolare i primogeniti, e quelli che abitano in città”. La dermatite in Italia colpisce il 7% dei bambini. Nel 65% dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, nel 90% entro i cinque anni. Tra i 6 e i 7 anni ne soffre il 14%, mentre tra i 13 e i 14 anni la percentuale scende all’11%. Ma anche gli adolescenti sono costretti a fare i conti con questo problema: superata la pubertà, solo nella metà dei casi si osserva un miglioramento spontaneo.

Conseguenze psicologiche per i più grandi
Come riconoscere un piccolo con dermatite atopica? Il bambino presenta alterazioni cutanee evidenti, manifesta una forte tendenza a grattarsi, è irrequieto, ha difficoltà a dormire, e crescendo spesso è vittima di rinite e asma, oltre a numerose allergie alimentari. Non si tratta solo di un problema fisico: la dermatite può creare problemi psicologici ai giovanissimi malati. In particolare negli adolescenti, alle prese con le ansie e le insicurezze di un’età di transizione, l’impatto della dermatite atopica può essere traumatico, specie quando la malattia si manifesta nelle aree del corpo più visibili, come il viso e il collo. Secondo “Isolate”, uno studio su larga scala condotto in 8 Paesi, le manifestazioni della dermatite atopica intaccano l’autostima degli adolescenti che ne soffrono, causando episodi depressivi (52%), difficoltà di concentrazione (37%) e disturbi del sonno (76%) che si riflettono negativamente anche sulle loro prestazioni scolastiche. Tanto che il 39% degli adolescenti subisce derisioni o umiliazioni a causa della malattia.

Anche in Italia una nuova terapia
Per la terapia della dermatite atopica è da poco disponibile anche in Italia il pimecrolimus, un trattamento che offre un’alternativa ai corticosteroidi, non privi di inconvenienti. “Per ben 50 anni – sostiene Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica presso l’Università di Verona – i corticosteroidi topici hanno costituito la terapia di riferimento per la dermatite atopica, ma il loro impiego a lungo termine è stato associato a una vasta gamma di pericolosi effetti collaterali’” Dall’assottigliamento della pelle alla comparsa di macchie cutanee, che possono indurre i pazienti a sospendere la terapia, limitandone l’efficacia. Secondo i dati presentati all’inizio di maggio a Filadelphia, al congresso della Society for Investigative Dermatology (Sid), il pemecrolimus è in grado di ridurre la dermatite atopica nelle aree dove è maggiormente visibile, cioè sul viso e collo. “Il medicinale – conclude Girolomoni – è un’opzione terapeutica sicura ed efficace”.

 

Matteo De Matteis

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