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Lampade solari vietate ai minori, rischio basalioma

aprile 11, 2016 10:17 am

Le lampade solari sono vietate ai minorenni, eppure sono in molti ad esporsi sia alle docce solari sia alle lampade facciali. Il rischio di sviluppare malattie tumorali è reale.

Le lampade solari sono vietate ai ragazzi di età inferiore ai 18 anni per legge fin dal 2011, lo prevede una norma specifica. Eppure, ben 7 giovanissimi su dieci riescono ad aggirare il divieto e a sottoporsi a sedute intensive di raggi UV artificiali, possono causare seri problemi alla pelle anche a distanza di molti anni. Il rischio è di ritrovarsi, in età adulta, con forme cancerose della pelle, di cui il melanoma è solo il più tristemente famoso e questo solo per il gusto di avere la pelle color bronzo.

Troppi ragazzi non osservano la legge
A mettere ancora una volta in guardia dai rischi delle lampade artificiali è l’Istituto Oncologico Romagnolo, attraverso un progetto chiamato Save the Skin, pubblicato su Medicine. Nonostante il divieto di sottoporre la pelle allo stress delle lampade solari, in vigore da cinque anni, sono troppo i ragazzini che, noncuranti dei rischi, si sottopongono regolarmente a docce solari presso centri estetici o lampade per il viso. Sotto i 18 anni la pelle è particolarmente delicata e i raggi UV possono causare dei danni molto seri al DNA: gli eritemi e le scottature che, dopo un paio di giorni, si traducono in una bella sfumatura color bronzo, nel corso degli anni costituiscono un danno cellulare vero e proprio. In età adulta, possono comparire invecchiamento precoce dell’epidermide, macchie scure, rughe e, soprattutto, alcune forme cancerogene della pelle. Il melanoma, molto invasivo e spesso causato da un neo degenerato è aumentato in modo esponenziale da quando è venuta di moda la tintarella naturale o artificiale. Sembra però che le lampade UV siano ancora più aggressive del sole: secondo gli esperti dell’Istituto, venti minuti di lampada equivalgono a 200-300 minuti di sole naturale a picco nel mese di agosto.

Nessun controllo nelle sale solari
La ricerca ha coinvolto 3098 studenti di età compresa tra i 13 e i 20 anni. Di questi, 229 sono stati coinvolti in un progetto di educazione sulla prevenzione del tumore alla pelle. I dati che sono emersi dall’indagine sono preoccupanti. Ben sette minorenni su cento continuano a frequentare centri estetici per abbronzarsi. Nessuno dice loro che corrono rischi serissimi per la salute: non i genitori, evidentemente ignari del problema, visto che nel 33% dei casi i ragazzini si recano al centro abbronzatura con il consenso di mamma e papà. Non gli operatori del centro, per i quali non sono previste sanzioni di reato, che dovrebbero invece verificare l’età dei clienti anche pretendendo l’esibizione di un documento di identità. Scarsa prevenzione e poca attenzione, secondo gli esperti, ci sono anche da parte delle Asl sulle attività commerciali. È anche emerso che le ragazze frequentano questi centri di abbronzatura in misura più che doppia rispetto ai coetanei maschi. Un altro aspetto preoccupante è che sono proprio coloro che hanno il fototipo chiaro, quindi sono più a rischio di tumori della pelle, a essere gli assidui frequentatori delle lampade UV. È quindi necessaria una maggiore attenzione da parte delle istituzioni sui centri: devono rifiutare una lampada a un minorenne anche a costo di perdere un cliente. E’ necessaria anche più cultura, da diffondere tra le famiglie, per creare una maggiore consapevolezza: dire no alle lampade è un modo per tutelare la salute dei propri figli.

Giorgia Andretti

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