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Acne giovanile, una vera malattia

novembre 23, 2015 9:25 am

L’acne è una vera malattia della pelle, ma solo otto genitori su cento portano il figlio dal dermatologo perché sia curata nel modo giusto.

L’acne può creare seri problemi ai ragazzi, in un periodo in cui sono già così insicuri, soprattutto in relazione all’aspetto fisico. Eppure, solo otto genitori su cento portano il figlio a una visita dermatologica, perché il problema sia affrontato nel modo corretto. Per il resto, sono soprattutto le ragazze a scegliere di andare dal ginecologo per curare il problema con la pillola contraccettiva, ma in molti casi gli ormoni non c’entrano ed è solo una questione dermatologica. In altri casi ci si cura da soli, applicando rimedi fai da te che in molti casi sono inefficaci, come applicare gocce di limone o pulire la pelle con il bicarbonato. Queste informazioni emergono da – Acne e Giovani – una survey condotta per capire come, nel nostro paese, adulti e giovanissimi affrontano l’acne e per consapevolizzare sul fatto che l’acne è una vera e propria malattia, da affrontare con il medico in modo che non abbia ripercussioni sul benessere, soprattutto psicologico.

Una malattia multifattoriale
L’acne è una malattia dovuta all’interazione di fattori diversi. Alla base c’è una ipersecrezione eccessiva di sebo da parte delle ghiandole situate alla base dei peli del viso presenti anche nella donna, anche se molto più sottili e invisibili. Il sebo è una sostanza oleosa che ha la funzione di formare un sottile strato protettivo attorno alla pelle. Quando viene prodotto in quantità eccessiva, si accumula attorno al fusto del pelo, creando una sorta di tappo che ne ostruisce lo sbocco. A questo processo concorre anche l’azione di microrganismi presenti nel follicolo pilifero, come il Propionibacterium acnes. Nel caso delle ragazze, l’assunzione di progestinici per ragioni anticoncezionali o di cura possono favorire un aumento della produzione degli androgeni e, quindi, del sebo. Lo stress, l’uso di prodotti per la pulizia troppo aggressivi, il tormentarsi la pelle con le dita sporche contribuiscono ad aumentare il problema.

L’importanza dell’igiene corretta
La cura per l’acne va suggerita dal dermatologo e continuata fino a quando è necessario, ma le manovre corrette di pulizia sono importanti per non irritare la pelle e per favorire un miglioramento. Per lavare il viso si può usare un sapone delicato, poco schiumogeno e ad azione lievemente essicatoria, come per esempio il sapone allo zolfo. I movimenti di pulizia devono essere leggeri e delicati, per non diffondere l’infiammazione alla pelle del viso, favorendo la nascita di altri brufoli. Sulla pelle pulita si può applicare una crema specifica, per esempio a base di acido azelaico, che ha un’azione comedolitica e regolatrice del sebo, senza essiccare eccessivamente la pelle. L’acido azelaico inoltre non è foto sensibilizzante, quindi può essere utilizzato durante il periodo estivo. Ci si può esporre al sole, ma con prudenza, dopo aver sospeso i trattamenti antiacne. Il sole non deve essere preso in eccesso perché dà l’impressione di asciugare la pelle migliorando il problema, ma in realtà ha un effetto infiammante.

Per le cure vere ci vuole il dermatologo
Per le ragazze, può essere utile assumere un trattamento a base di ormoni che associano un progestinico antagonista dell’ormone maschile responsabile con un estrogeno per uso esterno. I disturbi acneici non provocati da squilibri ormonali traggono benefici dalle cure a base di antibiotici per via orale e dai trattamenti locali. Una cura antibiotica associata a farmaci a base di benzoil perossido, per esempio, dà ottimi risultati, poiché si rivela antibatterica e comedolitica. Se anche questa cura si rivela scarsamente utile, può essere utile assumere l’isotretinoina per bocca, per cicli di almeno 4 mesi. Questo farmaco è indicato nei casi più seri di acne, quella cistica o conglobata che si presenta con noduli e cisti sottocutanei. Tuttavia, l’isotretinoina può provocare malformazioni fetali se assunto in gravidanza. Per questo motivo, il suo utilizzo nelle donne in età fertile deve essere rigorosamente associato una terapia anticoncezionale compatibile e sicura, per tutto il periodo della cura e per almeno un mese dopo la sua sospensione. La cura deve sempre essere decisa, caso per caso, dal dermatologo.

Melissa Gullotta

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