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Dermatite atopica: tre bimbi su dieci hanno i sintomi

ottobre 7, 2015 9:12 am

La dermatite atopica è un problema in continua crescita nei paesi sviluppati e riguarda già il 30 per cento dei bambini di età compresa tra uno e sette anni.

Arrivano nuovi dati sulla dermatite atopica, un disturbo della pelle ancora in parte da indagare. È infatti collegato con la secchezza costituzionale della cute, è stato collegato alle manifestazioni di tipo allergico ed è stata riscontrata anche una base autoimmune ed è sempre più diffuso. Se dieci anni fa ne erano soggetti quindici bambini su cento, oggi almeno un terzo dei piccoli ne soffre. Fortunatamente esistono molteplici cure e anche corrette regole comportamentali per contrastare tale problema.

Di cosa si tratta
La dermatite atopica, detta anche eczema atopico o costituzionale, è una malattia della pelle, acuta o cronica, causa prurito, colpisce soprattutto i bambini e può essere associata ad altre malattie allergiche, in particolare all’asma o alla rinocongiuntivite allergica. Nelle forme acute compaiono chiazze arrossate poco definite, con o senza desquamazione, spesso accompagnate da gonfiore e vescicole. Le forme croniche, invece, sono caratterizzate da un ispessimento della cute con lesioni legate al continuo grattamento e sfregamento, talvolta associate a fissurazioni dolorose, in particolare alle mani. Nella prima infanzia si osservano principalmente forme acute con localizzazione delle lesioni su cuoio capelluto, fronte, guance e mento e in alcune zone del corpo come i polsi e le ginocchia.

Perché compare
Molti studi oggi lasciano pensare che questa malattia sia per lo più dovuta a cause genetiche, ovvero sia presente un certo grado di familiarità: infatti è dimostrato che il rischio di ammalarsi di dermatite atopica è direttamente proporzionale al numero di consanguinei diretti affetti. Inoltre, è ormai noto che la dermatite atopica sia caratterizzata da un deficit del sistema immunitario. Possiamo dire che, nel soggetto atopico, la pelle non svolge correttamente la sua funzione protettiva, per cui sostanze estranee, come allergeni e irritanti, superano più facilmente la barriera cutanea, peggiorando le manifestazioni. A scatenare la dermatite atopica contribuiscono anche le cosiddette cause allergiche, cioè determinate reazioni dell’organismo nei confronti di uno svariato numero di allergeni tra cui alimenti, inalanti e sostanze con cui veniamo a contatto. La malattia può inoltre, aggravarsi per un’azione irritativa diretta da parte di diverse sostanze, tra cui gli stessi prodotti usati per la detersione cutanea.

Prima la visita, poi le cure
La diagnosi di dermatite atopica va effettuata dal dermatologo. Il trattamento si basa su tre aspetti in associazione: la detersione, la terapia farmacologica e la riduzione dell’esposizione agli allergeni. Le cure devono essere personalizzate sin dall’inizio, tenendo conto di diversi fattori come grado della malattia, localizzazione, intensità del prurito, grado di secchezza cutanea, età. Ogni 2-8 settimane, in relazione all’andamento del disturbo, ci si deve sottoporre a visite che stabiliscano e modifichino di volta in volta la cura di mantenimento, per stabilizzare la guarigione o per ridurre al minimo i sintomi. È sempre necessario evitare danni cutanei come l’assottigliamento della pelle dovuto ad un uso eccessivo e prolungato di creme, pomate o lozioni contenenti cortisonici. È, perciò, importante l’equilibrio fra cure generali e cure locali, alternando in quest’ultimo caso preparati più efficaci – farmaci – con altri più blandi – idratanti e emollienti – soprattutto nei periodi in cui prevale la secchezza della pelle. La detersione è essenziale: è preferibile fare la doccia al bagno, usando l’acqua non troppo calda e detergenti oleosi specifici, privi di profumi e di agenti chimici.

Giorgia Andretti

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