prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

L’acaro della scabbia in estate contagia di più, la pelle è più esposta

maggio 29, 2015 9:11 am

Il nome scabbia deriva dal latino: scabere, ossia grattarsi, perché questo disturbo causa un prurito cutaneo molto intenso. Altri segni sono la comparsa di piccole strie arrossate in rilievo spesso accompagnati da vescicole.

La scabbia può presentarsi tutto l’anno, ma nei mesi estivi si è più a rischio di contrarla perché gli indumenti leggeri facilitano i contatti tra la propria pelle o quella dei proprio bambino e quella di altre persone infette. Per questo, se le norme igieniche per difendersi sono importanti sempre, in estate è essenziale prestare particolarmente attenzione alle superfici con le quali si viene in contatto, per evitare di essere attaccati dal Sarcoptes, l’antipatico acaro responsabile della scabbia.

Un acaro scava nella pelle
Il responsabile è proprio questo piccolissimo insetto, il Sarcoptes, appartenente alla famiglia degli artropodi, animaletti a otto zampe, della quale fanno parte i ragni. L’acaro scava, al di sotto della pelle, piccole gallerie i cosiddetti cunicoli, all’interno dei quali le femmine depositano le uova. Queste si dischiudono nel giro di tre o quattro giorni e scavano a propria volta altri cunicoli, per poter raggiungere la superficie cutanea. Durante questa operazione, gli acari producono sostanze cheratolitiche, in grado cioè di favorire l’eliminazione delle cellule cutanee. Queste sostanze, unitamente alle feci prodotte sempre dagli acari, favoriscono la comparsa di una reazione infiammatoria che dà luogo alla formazione di piccoli noduli tra le dita, sui gomiti e sulle ginocchia, sotto i glutei, attorno all’ombelico e ai capezzoli e sotto le ascelle, causando intenso prurito. Nel bambino piccoli possono essere colpiti anche i palmi delle mani e le piante dei piedi, oltre che il cuoio capelluto. L’atto stesso del grattarsi aumenta l’infezione locale e può favorire inoltre la comparsa di sovra infezioni, dovuta alla presenza di batteri e altri germi che si trovano sulla pelle o sotto le unghie.

Visita dal dermatologo e farmaci
Il rischio di contrarre la scabbia è presente un po’ tutto l’anno, a causa dei flussi migratori che fa incontrare popolazioni diverse, ma anche per l’abitudine a viaggiare e quindi a entrare in contatto con sedili, letti, tessuti non perfettamente igienizzati, proprio per il contatto con altre persone sulla cui pelle sono presenti gli acari. Se quindi si nota sulla pelle la presenza dei puntini rossi e si ha il prurito, è bene rivolgersi subito a un dermatologo, in grado di effettuare una diagnosi alla vista e grazie ai sintomi descritti. Per uccidere l’acaro, è necessario applicare su tutto il corpo preparati a base di permetrina, crotamidone o benzoato di benzile. Nell’attesa che il prodotto agisca e uccida l’acaro, per eliminare il prurito si può assumere per bocca qualche farmaco ad azione antistaminica, oppure applicare localmente una pomata contro il prurito. E’ opportuno però che il prodotto sia indicato dal medico, o dal pediatra nel caso dei bambini. È poi indispensabile pensare alla prevenzione, sottoponendo la biancheria di tutti i famigliari della persona affetta a lavaggi ad altissime temperature, in grado di uccidere l’acaro. Gli oggetti che non si possono lavare a sessanta gradi vanno cosparsi degli stessi prodotti utilizzati per la pelle, inseriti in un sacchetto ben chiuso e lasciati per 24 ore, dopodiché vanno spazzolati o risciacquati con acqua fredda. Anche l’azione del sole è importante: cuscini, lenzuola, oggetti a rischio per gli acari vanno esposti per ore alla luce solare, ricordando che qualche giorno lontano dalla pelle umana uccide gli acari.

Lina Rossi

- -



Advertising