Se a pungere è l’insetto
23 giugno 2010 in Allergologia
I pungiglioni di api, vespe e bombi non sono soltanto dolorosi ma espongono al rischio di reazioni allergiche i soggetti predisposti. Saperlo aiuta a evitare danni.
Quando arriva la bella stagione, i piccoli possono finalmente giocare all’aperto, in mezzo alla natura. Può quindi succedere che, qualche volta, siano punti da un insetto, dalle zanzare o dalle più pericolose vespe. Ecco che cosa si deve fare per non essere punti e, se questo si verifica, come ci si deve comportare.
Nessun rischio da zanzare e tafani
Le punture delle zanzare e dei tafani sono fastidiose e, nel secondo caso, anche piuttosto dolorose. A parte il fastidio, non espongono ad alcun rischio. La piccola quantità di veleno emessa da questi due insetti non è responsabile di reazioni allergiche, ma solo di intenso prurito. Le zanzare attaccano in genere dopo il tramonto e sono attratte dalle fonti di luce delle stanze e dei lampioni all’aperto. Quando fa molto caldo, è possibile essere punti anche nelle ore diurne, soprattutto se ci trova vicini a corsi d’acqua stagnanti, dove le zanzare tigre si riproducono. Le punture si localizzano soprattutto sulle parti del corpo non coperte dai vestiti, in modo particolare sulle gambe. In corrispondenza della zona della puntura la pelle presenta un pomfo, cioè una chiazza in rilievo di colore rosso, che causa prurito. Nel giro di due giorni il fastidio si attenua. I tafani sono insetti di colore tra il marrone e il grigio simili alle mosche, con una forma più allungata. Come le zanzare, per vivere devono succhiare il sangue da animali come i cavalli o i bovini. Attaccano però anche l’uomo soprattutto nelle zone di campagna, in prossimità di stalle o allevamenti di bestiame. I tafani attaccano soprattutto di giorno e sono più aggressivi quando il clima è caldo. La puntura dei tafani e più dolorosa ma non pericolosa perché la sostanza irritante che viene rilasciata non causa forme di allergia. La pelle mostra una zona arrossata e irritata, pruriginosa e dolorosa. Può comparire pus. Per le punture dei tafani e anche per quelle delle zanzare, se il prurito e il dolore sono intensi, dietro consiglio del pediatra o del farmacista si può applicare un poco di crema al cortisone. Una volta al giorno e in caso di punture multiple con prurito intenso e diffuso si può assumere un antistaminico per bocca.
Attenzione agli imenotteri
Sotto questo nome scientifico si raggruppano le api, le vespe, i bombi e i calabroni. Questi insetti sono diffusi un po’ ovunque e sono attivi specialmente in estate. Quando fa molto caldo diventano più aggressivi, quindi è importante che i bambini imparino a non infastidirli. Inoltre è bene tenersi lontani da cataste di legna, ruderi, cestini dei rifiuti, raccolte di acqua: soprattutto i calabroni e le vespe tendono a radunarsi in questi luoghi per fare il nido, nutrirsi e bere. Le punture di questi insetti sono tutt’altro che piacevoli, soprattutto per un bambino. Il dolore può essere tenuto sotto controllo applicando un po’ di ghiaccio ed eventualmente un po’ di pomata al cortisone. Il problema più serio è costituito dal cosiddetto shock anafilattico, una reazione che può avere diversi gradi di intensità e che è causata proprio dall’allergia al veleno. Nei casi più lievi possono comparire orticaria e gonfiore anche intenso, ma se un bambino è particolarmente sensibile si può verificare senso di calore al capo, quindi con orticaria, gonfiore diffuso, starnuti, tosse secca, senso di soffocamento, svenimento. In questo caso è necessario portare il bambino al Pronto Soccorso. Se l’allergia al veleno è accertata, è opportuno portare sempre con sé lo speciale autoiniettore contenente adrenalina pre-dosata. Si preme sulla pelle per dieci secondi e rilascia la quantità necessaria di adrenalina per contrastare gli effetti della reazione immunitaria al veleno. Chi è particolarmente a rischio può sottoporsi alla “desensibilizzazione”, il cosiddetto vaccino contro l’allergia al veleno dell’insetto specifico. Questa pratica consiste nell’inoculare in modo crescente partendo da dosi ridotte di veleno di imenotteri, per sviluppare una progressiva perdita di sensibilità a questa sostanza e quindi ridurre il rischio di shock.
Ci vuole un po’ di prevenzione
Contro le zanzare è sempre utile cospargere la pelle più volte al giorno con un prodotto repellente a base di sostanze naturali. In farmacia ne esistono versioni adatte anche per i bimbi di pochi mesi. Applicare zanzariere alle finestre ed evitare i ristagni di acqua nei sottovasi è un sistema per limitare il rischio che questi insetti entrino nelle stanze. Per evitare l’incontro con le ben più dolorose punture di vespe, api e altri imenotteri, è importante insegnare ai più piccoli a non avvicinarsi a luoghi dove si potrebbero annidare vespe e calabroni, per esempio tronchi abbattuti, cespugli, pozze d’acqua stagnate. Se ci si reca in una casa in campagna o in montagna disabitata dall’anno precedente e si scova un nido, non si deve prendere l’iniziativa di abbatterlo: meglio rivolgersi a personale specializzato. I repellenti per ambienti possono essere utili anche per evitare che api, vespe e calabroni si avvicinino agli ambienti domestici. È opportuno evitare gli insetticidi chimici, che possono causare lacrimazione agli occhi e irritazione alle vie respiratorie. Se capita di utilizzarli, è importante aerare la stanza per almeno mezz’ora, possibilmente creando una corrente d’aria. Nella stanza dei più piccoli possono invece essere lasciati accesi, anche tutta la notte, piccoli apparecchi elettrici che emanano ultrasuoni, onde sonore non fastidiose per l’orecchio umano ma intollerabili per gli insetti. Vanno bene anche i classici “zampironi” oppure le candele alle essenze naturali come la citronella e il geranio. Per chi vive in zone dove ci sono molti insetti sono utili apparecchiature di recente introduzione sul mercato, che una volta azionate emettono un flusso continuo di anidride carbonica, innocua anche per i bambini ma che attira gli insetti e li elimina.
Giorgia Andretti
Ha collaborato:
Dott. Giuseppe Baviera
Medico chirurgo,Pediatra di famiglia, specialista in Allergologia































