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Adozioni e affidi a coppie gay, cambio di rotta anche nel nostro paese

settembre 26, 2014 10:01 am

Siamo ancora lontani dal progressismo di molti paesi oltralpe ma… qualcosa è cambiato, lo scorso agosto, è stata resa pubblica la prima sentenza di adozione ad una coppia gay. Ciò che conta è il benessere del minore.

La notizia risale alla fine di agosto: una coppia omosessuale femminile di Roma ha visto riconoscere la genitorialità adottiva alla compagna della madre biologica della bambina, come seconda genitrice. Un fatto storico, che le coppie gay vivono come una vittoria e come un avvicinamento alla realtà di Belgio, Olanda, Danimarca, dove da oltre trent’anni gli omosessuali possono sposarsi e crescere dei figli: figli preziosi e amatissimi, ai quali non manca nulla, con mentalità più aperta alle minoranze, alle differenze ed ai deboli. La bambina, adesso, in caso di decesso della madre naturale non sarà strappata alla famiglia ma resterà con l’altra mamma o impedita la frequentazione in caso di separazione. Prima, avrebbe potuto finire in un istituto o in una casa famiglia, perché la compagna della madre, di fatto, legalmente non era nessuno per lei.

Un figlio, un’esigenza biologica
Una realtà non facile da accettare da parte di molti ambienti, perfino da quelli più aperti, secondo i quali i bambini hanno diritto a una madre e a un padre, per poter contare su due figure essenziali e complementari, fatto essenziale per una crescita corretta. Sulla questione della genitorialità degli omosessuali, si scontrano due fronti contrapposti. Da una parte le coppie gay, che prima di tutto sono persone: persone che desiderano amare ed essere amate, condurre una vita normale e serena e che, come tutti, desiderano fortemente avere un figlio, per perpetrare una parte di sé e per rispondere all’esigenza biologica di riprodursi. Di più: le coppie omosessuali affermano, tra le mille difficoltà, di amare i figli più di quanto non avvenga in una relazione tradizionale, proprio perché la storia tra due gay è forgiata tra sofferenze e pregiudizi e quindi è più forte e consapevole. Per questo, la decisione di avere un figlio è più meditata, più intensa e la dose di certezza e stabilità è maggiore.

Un papà e una mamma per ogni bambino?
La capacità genitoriale non è misurabile attraverso l’orientamento sessuale, è un dato di fatto, ma secondo altri, un figlio non è un diritto che si può pretendere a tutti i costi, soprattutto se la coppia è gay. Sicuramente un figlio adottato da una coppia gay potrebbe non avere una vita facile a causa dei pregiudizi che regnano ancora incontrastati. Infatti per la maggior parte delle persone a matrice cattolica come è ancora la realtà italiana, i figli debbono crescere da un uomo ed una donna, non importa se l’uomo può o meno essere violento o se la donna sia o meno di sani principi morali, l’importante è che il figlio abbia un padre ed una madre. Noi pensiamo che un figlio è la persona alla quale si deve garantire il meglio e se il meglio arriva da due persone mature e responsabili ma gay, ben vengano. Proviamo invece a cambiare la cultura del genere dei genitori, evitiamo di far sentire discriminati i figli di una coppia gay, non facciamoli sentire diversi: i figli sono semplicemente dei figli senza nessuna distinzione,

Maggiore apertura verso adozione e affido
Adozione e soprattutto l’affido: è di pochi giorni fa la notizia di un ragazzino già adolescente, affidato dai servizi sociali a una coppia gay maschile in Sicilia. Una coppia ritenuta idonea, vagliata dal punto di vista morale ed educativo come una coppia eterosessuale che però, forse, avrebbe accettato con maggiore diffidenza l’accoglienza di una ragazzo già grandicello e difficile. In questo caso, l’alternativa sarebbe stata una casa famiglia e poi una volta compiuta la maggiore età, il nulla. Invece per il giovane M. entrare in una casa con due papà ha significato avere una stanza dove studiare, avere qualcuno che ti aspetta e ti prepara la cena, che ti aiuta nei compiti, che ti dà una stabilità mai avuta nella famiglia tradizionale con una mamma e un papà. Per molti, e per fortuna, questa soluzione è decisamente la migliore rispetto all’abbandono in istituto o alla situazione di degrado. Per M. è stato decisamente un bene essere affidato alla coppia palermitana, perché ha trovato qualcosa di essenziale nella vita: l’amore filiale e, su questo, noi siamo perfettamente d’accordo.

Giorgia Andretti

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