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È l’ignoranza a non far utilizzare il profilattico ai nostri figli

febbraio 28, 2014 9:30 am

È proprio così: i ragazzi hanno una scarsa conoscenza in tema di malattie sessualmente trasmesse. Questo risultato si evince dalla campagna di prevenzione andrologica voluta dalla SIA in campo nazionale.

Saranno dei geni tecnologici e nativi digitali … ma, sono totalmente disinformati quando si parla di salute sessuale e del corretto uso del profilattico. Le tematiche mediche sono importanti, soprattutto quando sono in rapporto alla sessualità, sembra invece, che gli adolescenti siano davvero a digiuno in questa materia. Lo raccontano gli esperti della Società Italiana di Andrologia, dopo aver esaminato i dati raccolti dalla campagna on-line – l’andrologo risponde.

Profilattico, non solo per evitare le gravidanze
È preoccupante soprattutto la scarsa conoscenza che i ragazzi hanno del preservativo, che resta ancora oggi l’unico strumento in grado di prevenire le malattie sessuali come la sifilide, la clamidiasi, l’Aids e la diffusione dello Human Papilloma Virus responsabile di forme tumorali al collo dell’utero nelle donne, ma anche ai genitali maschili. Dalla campagna on line emerge che sull’uso del profilattico i ragazzi così detti 2.0 alias i ragazzi degli anni Duemila, sono disinformati come lo erano quelli di 20 anni fa. Il profilattico oggi viene utilizzato quasi esclusivamente, 93% dei casi, per evitare la gravidanza, solo nel 7% dei casi si indossa per evitare le malattie sessualmente trasmissibili. Questa conoscenza errata aumenta enormemente la possibilità di trasmissione delle malattie, perché quando una coppia si crede al sicuro perché la donna non è in periodo fertile, evita di utilizzare il condom. Così facendo, però, non si evita la diffusione dei batteri e dei virus che possono causare le malattie.

Uomini più interessati all’aspetto sessuale
Gli uomini che hanno partecipato alla ricerca attraverso il sito prevenzioneandrologica.it, hanno mostrato interesse solo e unicamente a problemi sessuali come eiaculazione precoce – 130.000 contatti, disfunzione erettile – 30.000 contatti, pene curvo – 22.000 e fimosi – 10.000 contatti. Ad in interessare sono quindi in modo prioritario gli aspetti legati al benessere sessuale o alla performance piuttosto che alla salute. Un altro aspetto poco confortante è il fatto che i giovanissimi latitano. Attraverso il sito sono stati realizzati 193.000 contatti, 200.000 sulla pagina facebook dedicata. Il 54% delle domande sono state poste dagli uomini ed il 46% dalle donne. La fascia di età maggiormente presente è quella tra i 18 ed i 35 anni. Il dottor Giorgio Franco, presidente SIA, ha dichiarato che dopo oltre 10 anni di campagne per la prevenzione, gli andrologi si sono resi conto che solo il 2% aveva un’età sotto i 20 anni. Da qui è nata l’idea di approdare sul web con una campagna mediatica e con la possibilità di interagire con gli andrologi italiani.

Perché i ragazzi non usano oggi il preservativo
Oltre a una obiettiva antipatia nell’utilizzarlo c’è anche tanta disinformazione. I giovani, credono di non saperlo usare bene o che, addirittura, inibisca la sensibilità. Altra convinzione o alibi è che il condom non è davvero efficace, perché si può rompere durante l’uso e quindi potenzialmente rischioso. In realtà è difficile che il condom si rompa, ma i giovani si avvalgono di questa credenza per fare a meno di usarlo. Altre scuse si riferiscono alla presunta, scarsa naturalezza che segue all’uso del dispositivo: per non indossarlo ci si nasconde dietro al fatto di dover interrompere le effusioni per indossarlo, oppure che debba essere sfilato subito, interferendo con la magia del dopo. Entrano però in gioco anche altre dinamiche, come il fatto di dare scarsa importanza all’acquisto, o peggio ancora la vergogna che provano molti, sia nell’acquistarlo, perché si teme di essere mal giudicati, sia nell’indossarlo. È proprio il contrario, cari ragazzi: essere visti mentre di acquista una confezione di profilattici fa solo pensare a giovani maturi e intelligenti. È di questo che dobbiamo convincere i nostri figli.

Giorgia Andretti

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