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Gli adolescenti sono più sereni e concentrati se possono dormire di più

gennaio 20, 2014 10:03 am

Una ricerca americana ha dimostrato che andare a scuola un po’ più tardi rende gli adolescenti più felici, rilassati e meno dipendenti dalla caffeina. Considerato che l’ingresso non si può ritardare, invitiamoli ad andare a letto prima.

Il sogno di tutti gli studenti, dormire più a lungo al mattino, non è poi un’idea tanto assurda: è stata avallata da un gruppo di ricercatori americani del Bradley Hasbro Children’s Research Center. Secondo questi esperti, ritardare di poco l’orario di ingresso a scuola al mattino può giovare alla salute degli adolescenti: l’umore migliora, si hanno più energie per affrontare gli impegni di studio e sport e si diminuisce il consumo di caffè e degli energy drink che danno l’impressione di essere più svegli e attivi.

I ragazzi dormono troppo poco
La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics, ha volute studiare gli effetti sulla quotidianità nei ragazzi ai quali veniva data la possibilità di dormire un po’ di più. Secondo la dottoressa Julie Boergers, autrice della ricerca, è comune per gli adolescenti non dormire a sufficienza. I giovani vanno a letto sempre più tardi, spesso dopo le 11 di sera e dovendosi alzare presto è difficile che raggiungano le otto ore che, alla loro età, sono appena sufficienti per riposare il corpo e la mente, recuperando energie, fissando le nozioni e affrontare adeguatamente la giornata. Dormire poco infatti esercita potenziali effetti negativi sulla salute psicofisica, sulla sicurezza e sull’apprendimento e dover andare a scuola troppo presto al mattino rende più seria la situazione.

E’ sufficiente mezz’ora di sonno in più
Gli studiosi hanno preso come modello di riferimento un gruppo di studenti di una scuola privata, che ha accettato di permettere agli studenti di entrare alle 8 e 25 del mattino anziché alle otto. È stato osservato che la mezz’ora in più veniva sfruttata dagli studenti per dormire, facendo loro raggiungere in molti casi le otto ore di sonno per notte raccomandate. Inoltre, i ragazzi erano più attivi durante giorno, il loro rendimento migliorava, erano più spesso di buonumore e consumavano meno caffeina. Quando in primavera l’orario è stato riportato indietro, si è verificato un peggioramento della condizione generale degli studenti, si sono, infatti, mostrati meno reattivi e di umore peggiore sui banchi di scuola. Secondo gli esperti sarebbe opportuno allineare l’orario scolastico con quello dei ritmi circadiani, ossia con i bioritmi che regolano sonno, veglia e attenzione della maggior parte degli studenti e con il loro reale bisogno di dormire. In questo modo si avrebbero ragazzi più felici, attivi e non dipendenti dalla caffeina.

Ecco che cosa si può fare in famiglia
La ricerca Usa non è l’unica ad auspicare che i ragazzi vadano a scuola un po’ più tardi per essere più svegli e attivi la mattina, soprattutto nelle ore invernali, quando l’assenza di luce non riesce a stimolare gli ormoni che aumentano la soglia dell’attenzione e la sensazione di essere ben svegli. Addirittura, qualche tempo fa un preside inglese aveva proposto di far entrare a scuola i ragazzi addirittura alle 11 di mattina, forte dei risultati confortanti di una precedente ricerca, condotta su 200 ragazzini britannici. Senza arrivare a questi eccessi, che stravolgerebbero le abitudini della famiglia e i bioritmi naturali, è vero che una notte di sonno regolare alle spalle aiuta quanto alzarsi più tardi, perché si raggiunge l’effetto di dormire di più: almeno otto ore per notte dopo i 14 anni, anche nove o dieci per i ragazzini più giovani. È quindi bene cercare di reimpostare le abitudini dei figli, fin da piccoli, mandandoli a letto entro le dieci fino alle scuole medie e mai dopo le undici alle superiori. Cena entro le 20, liquida e leggera, ricca più di carboidrati e fibre che di proteine, in modo che sia digeribile e rilassante. Colazione con calma, assieme alla famiglia, per creare un momento di socializzazione che ricarica in vista della giornata. E chissà che, un giorno, non cambi anche l’orario scolastico a favore dei ragazzi…

Giorgia Andretti

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