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A dodici anni i ragazzini dovrebbero sottoporsi alla visita andrologica

novembre 22, 2013 9:55 am

L’infertilità nei giovani è in aumento e troppo spesso è legata ad una diagnosi tardiva, i problemi evidenziati potrebbero essere curati per tempo. Ecco perché sono importanti le visite andrologiche nell’adolescente.

Le ragazze si recano dal ginecologo con una certa regolarità, scegliendo lo specialista che ha già in cura la mamma, oppure facendosi consigliare da un’amica, o ancora affidandosi a qualche ginecologa donna del consultorio. Così facendo, individuano per tempo disturbi a cui trovare le soluzioni. Diversa è la situazione per i coetanei: i ragazzi, infatti, non sanno neanche cosa sia l’andrologo, l’equivalente maschile del ginecologo, per loro è uno sconosciuto, non solo nell’adolescenza ma anche nell’età adulta.

Dall’andrologo già a dodici anni
È importante cercare di modificare la mentalità fin da giovani, facendo capire ai ragazzi l’importanza di prendere confidenza con l’andrologo o con l’urologo, e di questo si è parlato anche al convegno: Amico andrologo. Nel corso del convegno sono stati presentati i dati che parlano della salute intima dei diciottenni italiani: è risultato che uno su tre ha un disturbo che potrebbe incidere sulla capacità di procreare. È quindi importante che i genitori prendano l’iniziativa, accompagnando i ragazzi dall’andrologo già a dodici-quattordici anni. Un certo imbarazzo nel farsi visitare in una zona così delicata è comprensibile: per questo è importante stabilire il giusto approccio. Il papà deve dare il buon esempio, mostrando di non avere problemi o pudori per questo tipo di visita. La mamma, nei confronti della quale l’adolescente maschio nutre già un certo imbarazzo, può senz’altro restare in sala d’attesa durante la visita, rimandando a dopo la discussione. Inoltre deve essere il ragazzo a scegliere se farsi visitare da un medico maschio, come accade nella maggior parte dei casi), oppure da una donna. Frequentando l’andrologo con una certa regolarità, ogni due anni, si possono imparare manovre importanti come l’autopalpazione dei testicoli, ma anche apprendere nozioni importanti sul comportamento sessuale. Sono ancora troppi i ragazzi che ignorano le regole basilari per evitare di essere contagiati da malattie sessualmente trasmissibili. Tutte malattie che possono tradursi anche in sterilità.

I comportamenti sbagliati e l’infertilità
La primaria fonte di conoscenza, a proposito di regole sull’attività sessuale, i ragazzi la traggono da siti internet non certificati, diffondendo di fatto notizie scorrette. L’intervento dello specialista è invece essenziale, in primo luogo per diagnosticare i disturbi della sfera intima, che sono molto più frequenti di quanto si possa pensare. Il 14% dei 18enni, infatti, soffre di ipotrofia testicolare bilaterale e il 27% ha il varicocele, il 19% di questi in forma grave. Frequenti sono anche i problemi di eiaculazione precoce. E l’infertilità può essere dovuta anche a cause non legate a malattie, ma a comportamenti sbagliati, soprattutto nell’alto consumo di fumo, alcol e droghe. Beve infatti l’80% dei diciottenni italiani, il 56% fuma in modo occasionale, il 30% più di dieci sigarette al giorno, il 50% ha provato droghe. E così un terzo dei giovani ha alterazioni genitali, il 14% ha misure testicolari inferiori alla norma, correlate con una minore salute riproduttiva. Il 60,3% dei diciottenni ha avuto rapporti sessuali occasionali, spesso senza alcuna protezione. Tutte queste cause portano a un aumento dell’infertilità, che oggi può essere classificata come una malattia sociale perché coinvolge la salute riproduttiva e sessuale delle giovani generazioni e il futuro del Paese. Gli esperti stimano che negli ultimi anni vi sia stato, nei giovani maschi, un 20% in meno di fertilità. I costi sociali e sanitari sono altissimi perché lunghe, dolorose e molto onerose sono le cure per la cura della fertilità. Per questo è essenziale investire nella prevenzione a partire dalla adolescenza: e questo non può avvenire senza la collaborazione dei genitori, dei pediatri e dei medici di medicina dell’Adolescenza – SIMA.

Dott.ssaRosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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