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Facciamo la conoscenza con la circoncisione, pratica diffusa anche in Italia

luglio 20, 2012 12:06 pm

Immigrazione vuol dire anche introduzione di usanze diverse per cultura e religione. La circoncisione fino a qualche anno fa era soltanto un intervento per correggere la fimosi, oggi è un intervento a carattere religioso.

La circoncisione è un intervento chirurgico carico di significati simbolici e religiosi e sicuramente il più citato nella tradizione letteraria. Fu circonciso a pochi giorni di vita Gesù Cristo perché era ebreo, tradizione iniziata anni prima con Mosè e che continua ancora oggi, nel modernissimo e spesso laico stato di Israele. Sono circoncisi i bimbi musulmani, le leggi coraniche determinano i comportamenti dei fedeli. Anche negli Stati Uniti molti bambini subiscono questo intervento, per motivi sostanzialmente igienici. Nel nostro paese, l’intervento viene eseguito solo quando è presente un problema di fimosi completa, ovvero di totale chiusura del prepuzio, la “punta” che ricopre il pene. La fimosi impedisce di urinare agevolmente, predispone a infezioni e, in età adulta, rende difficoltosa l’attività sessuale.

La circoncisione presso gli Ebrei
Secondo la tradizione biblica, il Brit milà, o “patto della circoncisione”, fu un comando dato da Dio ad Abramo, come simbolo di legame perenne tra la Casa d’Israele e Dio stesso: un legame che resta impresso nella carne di ogni Ebreo. Il concetto su cui si basa la circoncisione ha un valore altamente simbolico: anche chi non possiede nulla, neppure un indumento, ha impresso nella propria carne il segnale di Dio, al quale tutti gli Ebrei hanno diritto. La procedura, secondo la cultura ebraica, deve essere eseguita all’ottavo giorno dalla nascita durante le ore diurne. Esistono due spiegazioni per la scelta dell’organo sessuale come sede di questo patto simbolico: una sostiene che Dio, nella Genesi, aveva comandato ad Abramo di essere integro e il prepuzio è l’unica parte del corpo maschile che può essere asportata senza causare alcuna mutilazione. Solo dopo la circoncisione, insomma, un uomo può considerarsi integro. Secondo un’altra tradizione, invece, la milà viene effettuata per diminuire il desiderio sessuale e, quindi, per mantenere l’uomo più vicino a Dio.

Una tradizione che appartiene anche all’Islam
La circoncisione è diffusa nel mondo mediorientale: presso la cultura musulmana fa parte delle fede stessa, perché insegnata da Maometto nel Corano. Anche secondo questa tradizione l’origine della circoncisione risale ad Abramo, figura presente sia nella tradizione Ebraica sia in quella araba. Abramo si auto circoncise all’età di 80 anni ed estese la consuetudine a questo gesto alla sua famiglia. Da allora, ogni maschio musulmano viene circonciso. Un altro presupposto che spiega la circoncisione è il fatto che ogni musulmano, quando prega, deve essere puro. Per questo motivo prima della preghiera vengono effettuati una serie di lavaggi rituali: le abluzioni. Nel prepuzio possono però restare tracce di sporco: eliminare il prepuzio chirurgicamente è un modo per eliminare anche il rischio di non essere del tutto puri. Anche negli Usa la circoncisione può essere praticata per fini igienici, ma oggi questo scopo è considerato non più valido perché una corretta igiene intima, effettuata ritraendo il prepuzio, è più che sufficiente per prevenire disturbi e infiammazioni.

La circoncisione nella nostra cultura
Presso le popolazioni occidentali la circoncisione non viene praticata né per ragioni religiose né per motivi igienici. Infatti, è possibile effettuare una corretta pulizia nel solco che divide il glande dal prepuzio a garanzia della salute del pene e, inoltre, l’eliminazione del prepuzio potrebbe esporre il glande ad irritazioni varie dal momento che non ha più la giusta copertura. L’intervento chirurgico potrebbe rendere poi difficoltosa l’erezione, perché attorno al corpo del pene viene a formarsi del tessuto cicatriziale impedendo la distensione completa dei corpi cavernosi. Per questo motivo oggi, quando un bambino ha un problema di fimosi, si preferisce ricorrere a un intervento di frenulo plastica, ovvero, nell’apertura chirurgia del prepuzio, senza la sua rimozione. E proprio di fimosi parla l’ultima ricerca pubblicata sul Canadian Medical Association Journal, che ha evidenziato che i bambini non circoncisi risultano maggiormente associabili a un aumentato rischio di infezione delle vie urinarie. Lo sostiene l’autrice dello studio, Sasha Dubrovsky dell’Ospedale dei Bambini di Montreal del McGill University Health Center.

Sahalima Giovannini

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