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I vizi dell’adolescenza possono lasciare cicatrici indelebili

marzo 8, 2012 11:44 am

Sesso ed alcool vengono troppo spesso abusati dagli adolescenti senza considerarne i rischi. A rivelarlo sono le 180mila adolescenti ricorse alla pillola del giorno dopo e la pratica del binge drinking sempre più diffusa.

Fino all’altro ieri erano poco più che bambini, giocavano con le bambole o con i pokemon. Oggi i nostri figli sono adolescenti, più inquieti che mai, sfogano i normali turbamenti ormonali di un’età problematica in ambiti decisamente a rischio. Fanno sesso non per infatuazione e quindi per finalizzare uno scambio affettivo ma, la sessualità viene esercitata alla stregua di un puro atto meccanico, senza pensare alle possibili conseguenze sulla salute ma soprattutto sul rischio di gravidanze non desiderate. A completare i rischi a cui si espongono i nostri adolescenti interviene l’alcool. I ragazzi bevono di tutto, anche in questo caso mettendo seriamente a rischio la propria incolumità, come testimoniano tanti fatti di cronaca. Una domanda viene spontanea, ma i genitori? Non è così facile capire cosa fanno i nostri ragazzi, sono abili nel gestire i comportamenti che non vogliono farci vedere. Purtroppo loro non hanno gli strumenti per capire ed alla fine si ritrovano imbrigliati in situazioni più grandi di loro e privi di ogni difesa. Il comportamento border degli adolescenti di oggi è comunque oggetto di studio e di discussione degli esperti, prima di tutto del Ministero della Salute che sta portando avanti campagne di informative per cercare di capire il perché di certi comportamenti per proporre modelli di riferimento e di aiuto per i genitori.

Troppe pillole del giorno dopo per le ragazze
Lo dicono i numeri: solo nel 2011, sono state quasi 180 mila le adolescenti italiane che hanno fatto ricorso alla pillola del giorno dopo, con un incremento del 4 per cento rispetto agli anni precedenti. La pillola del giorno dopo è utile e auspicabile solo se viene utilizzata per la funzione di vera e propria emergenza, per esempio se si è rotto il profilattico ed il timore di una gravidanza è reale. Il fatto che sia stata utilizzata da così tante ragazze significa invece che sono in molte ad avere un concetto sbagliato della pillola, ovvero che si possa assumere come contraccezione tardiva. Evidentemente loro non sanno che questa pillola è un farmaco ad elevato contenuto ormonale e come può essere utilizzata solo una tantum. Ma soprattutto ciò che non sanno è che non protegge dalle malattie sessuali. Tra le ragazze è ancora troppo scarsa la consapevolezza dell’importanza di una corretta strategia contraccettiva, che mette al riparo non solo dal rischio di gravidanze indesiderate, ma soprattutto dal rischio dalle malattie a trasmissione sessuale. L’Hiv è solo l’infezione più pericolosa, ma le più frequenti sono l’infezione da Clamidia, da Condilomi, da Herpes, da Gonorrea e dalla Sifilide fino a qualche anno fa rara e tornata ora di attualità. Sono proprio le malattie sessuali il rischio maggiore al quale non esiste rimedio se non la prevenzione: una vita sessuale più consapevole e sempre attenta all’uso del profilattico. Un dispositivo che, evidentemente, i ragazzi di oggi continuano a non usare.

Giovani ignari dei rischi che si corrono
Il problema dei nostri figli è proprio questo: sono molto incompetenti in materia sessuale. Secondo un’indagine condotta dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIGO, oltre la metà dei ragazzi italiani è convinta che la doppia protezione, pillola più preservativo sia inutile, o addirittura un ostacolo al rapporto. Il 71% crede nel fatto di conoscere bene il proprio partner e che questo li metta al riparo dalle malattie sessuali: un paradosso, se si pensa che quasi un terzo dei ragazzi di 17 anni ha già avuto dai due ai sei partner. E tutti questi compagni di sesso ben conosciuti sono stati, a loro volta, con altrettanti partner: ciascuno è quindi un potenziale portatore di malattie a trasmissione sessuale. Il rischio di diffondere le malattie e di contrarle a propria volta, è insomma molto elevato. Il prezzo da pagare per questa ignoranza è troppo alto: si va dalle infezioni intime ricorrenti al dolore cronico, alla sterilità e fino alle conseguenze gravissime dell’Aids. È quindi importante che noi genitori siamo sempre più vigili cercando anche di conoscere, con discrezione, la vita sessuale dei ragazzi, con la consapevolezza del voler vedere la realtà e non pensando che al proprio ragazzo, alla propria “bambina” certe cose non possano succedere.

I rischi continuano con le abbuffate di alcol
Altro tasto dolente, altra faccia della medaglia di tanti ragazzi: l’alcol. Tra i giovani, il consumo è alto ma non solo, si sta diffondendo sempre di più l’abitudine di bere alcolici in grande quantità, in breve tempo e fuori pasto. Il ‘binge drinking’ è la nuova moda che espone al rischio di shock fino al coma etilico. È sempre il Ministero della Salute a parlarne, è stata presentata l’ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol. Il documento parla di come sia cambiato il rapporto con gli alcolici nel nostro paese: si è passati dal consumo quotidiano e moderato, mediterraneo, incentrato soprattutto sul vino, al modello nord-europeo, articolato in maxi-bevute di superalcolici, spesso fuori pasto, quando l’alcol esplica il suo effetti più nocivo e purtroppo sempre più da parte di giovanissimi e di ragazze adoleslcenti. Il Ministro della Salute, On.le Renato Balduzzi, si è detto preoccupato di questa evoluzione in negativo, ribadendo l’importanza del ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol. Secondo il Ministro è importante rafforzare gli interventi di prevenzione, fronteggiando le pressioni sociali al bere in contesti significativi come i luoghi del divertimento, della socializzazione, dello sport e la scuola stessa. E noi aggiungiamo: contenendo i consumi in casa. Secondo altri dati, infatti, i figli di genitori che non bevono, oppure che bevono moderatamente corrono un rischio inferiore di incorrere nella trappola del binge drinking.

Giorgia Andretti

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