prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

C’era una volta…l’adolescenza

giugno 4, 2010 12:40 pm

Gli anni tra l’infanzia e la giovinezza una volta erano più facili rispetto a oggi. Merito di un modello di famiglia oggi superato, ma che vale la pena ricordare.

Il periodo di vita che va dai 10 ai 18 anni si accompagna ad una fase di accrescimento tumultuoso che comporta una vera e propria trasformazione di stato. È il momento infatti in cui si verifica il difficile passaggio dalla condizione di “bambino” a quella di “adulto”. I problemi che caratterizzano questo periodo di transizione sono numerosi e, pur rientrando in genere nella normalità, spesso creano nell’adolescente uno stato di ansia e di timore. Il giovane, infatti, impressionato dalle improvvise e rapide trasformazioni del proprio corpo e delle proprie funzioni ed imbarazzato dai nuovi stimoli e dalle nuove pulsioni che ne derivano, finisce per andare incontro ad una vera e propria “crisi di identità”. Il che, in altri termini, significa semplicemente che il giovane non sa più esattamente né chi è né come deve comportarsi.

Una volta c’era il sostegno della famiglia
Grande importanza riveste l’atteggiamento della famiglia, che deve riuscire a comprendere ed a tranquillizzare il ragazzo sostenendolo nelle sue molte insicurezze per “traghettarlo” con fermezza e serenità dall’infanzia al difficile mondo degli adulti. In tempi passati ma non remotissimi, questo passaggio avveniva in modo relativamente semplice, per diversi motivi. La famiglia era ancora relativamente stabile e di tipo patriarcale. Il divorzio non esisteva e le separazioni tra coniugi erano rare. Le mamme trascorrevano la maggior parte del tempo a casa e raramente svolgevano attività di lavoro al di fuori della propria abitazione. Erano quindi in grado di occuparsi della prole a tempo pieno. La figura paterna era di solito piuttosto autoritaria e costituiva per i figli un valido punto di riferimento al quale si doveva un profondo rispetto. Tutto questo si rifletteva, in seguito anche sui rapporti con le altre figure autoritarie della Società, come insegnanti, sacerdoti, tutori dell’ordine. I rapporti con i coetanei dello stesso sesso erano facili e privi di particolare antagonismo, mentre quelli con il sesso opposto erano relativamente semplici ed, in genere, privi di forti contenuti sessuali. Le femmine, poi, consideravano ancora la verginità un bene prezioso da conservare e temevano, più delle malattie sessuali (di cui del resto nessuno parlava mai, o quasi), le gravidanze al di fuori del matrimonio. Una volta sposate, le ragazze si disponevano di buon grado ad avere e ad allevare i figli, che privilegiavano ed amavano sopra ogni cosa.

Un passaggio più lento, ma più soft
La vita sociale era scarsa e si svolgeva, di solito, nell’ambito della famiglia allargata ai numerosi parenti ed a qualche amico. Gli stimoli esterni erano pochi e giungevano attutiti e sfumati dalle pareti domestiche. Poche famiglie acquistavano regolarmente giornali e riviste. I programmi radiofonici e le trasmissioni televisive vedevano spesso riunita l’intera famiglia e le notizie che giungevano nelle case erano largamente filtrate e censurate d’autorità. In queste condizioni, il passaggio dall’infanzia alla pubertà e, poi, all’adolescenza ed alla giovinezza avvenivano, nella maggior parte dei casi, in modo sereno, in un ambiente protetto, privo di stimoli violenti e di esperienze traumatiche. È questa una descrizione, un po’ nostalgica e forse anacronistica, di un tempo passato, più semplice ed ingenuo di quello di oggi, ma forse molto utile. Dal confronto con i tempi attuali possono emergere più chiaramente i motivi che rendono oggi così difficile, se non pericoloso, il periodo di trasformazione da bambino ad adulto. Con questo non significa che le mamme debbano nuovamente chiudersi si in casa e che i padri tornino ad essere severi e autoritari, distanti da i figli. Perché se la società si è evoluta è anche grazie alla maggiore libertà della donna, alla vicinanza dei papà ai bambini, alla velocità dei mezzi di informazione. Tuttavia, nel caos totale che attraversano troppi adolescenti oggi, recuperare un po’ del buon tempo antico, può essere utile. Parliamo di tempo per stare con i figli, di valori semplici, della buona autorevolezza paterna che non esclude oggi un rapporto complice e affettuoso.

 

Sahalima Giovannini

 

Ha collaborato:
Prof. Piero Vignetti

- -


ARTICOLI CORRELATI