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Contraccettivi gratis per under 26 e donne disoccupate

novembre 7, 2018 10:00 am

In alcune regioni i giovanissimi e le donne disoccupate possono usufruire dei contraccettivi gratuitamente. Vediamo quali sono le regioni virtuose e come vanno richiesti

Dopo l’Emilia-Romagna, anche il Piemonte e la Lombardia hanno approvato una legge che permette di avere gratis gli anticoncezionali: pillole contraccettive, anelli vaginali con ormoni, spirali ma anche preservativi. La motivazione del provvedimento è che molte famiglie sono in difficoltà e, considerato il prezzo dei contraccettivi non proprio a buon mercato, dai 15 ai 20 euro circa a confezione, è importante che le persone non siano messe nelle condizioni di dover scegliere se pensare alla propria salute sessuale o acquistare beni di prima necessità per sé e la famiglia.

 

In Emilia Romagna e in Piemonte

Il sito dei Consultori Familiari dell’Emilia Romagna afferma che possono accedere al servizio donne e uomini con meno di 26 anni e donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni con esenzione di disoccupazione o lavoratrici colpite dalla crisi, nei 24 mesi successivi a una interruzione volontaria di gravidanza e nei 12 mesi successivi al parto. In Piemonte è opportuno richiedere informazioni al proprio medico oppure al consultorio e in questo caso ne hanno diritto le donne di età inferiore ai 26 anni e le donne disoccupate nei 12 mesi successivi al parto e nei 24 mesi successivi all’interruzione di gravidanza per le quali viene garantito l’accesso libero e diretto senza ticket nei Consultori sanitari. Sul sito del Ministero della Salute, si può trovare una lista completa di tutte le strutture presenti sul suolo italiano.

 

In Lombardia

In Lombardia è disponibile la contraccezione gratuita per ragazzi e ragazze fino a 24 anni nei consultori pubblici e privati accreditati dalla regione. L’obiettivo è sostenere la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto tra i giovani e promuovere il concetto di procreazione responsabile. I firmatari della legge sono convinti che sia necessario impegnarsi per evitare le conseguenze di una malattia come l’Hiv, ma anche per rendere i giovani più consapevoli delle proprie scelte, che non devono essere legate alla condizione economica. Negli ultimi anni infatti si è abbassata la percezione della pericolosità dell’Aids e questo può causare un ritorno dei casi di infezioni e anche di gravidanze indesiderate. Sostenere la contraccezione e l’accessibilità al consultorio significa anche intervenire sulla fascia delle giovanissime dove le interruzioni di gravidanza faticano ancora a diminuire.

 

Il problema dell’aborto clandestino

Ogni anni sono 4mila i nuovi casi d’infezione di Hiv che si registrano in Italia secondo l’Istituto Superiore di Sanità e i giovani che la contraggono sono in lieve aumento. Anche per i casi di aborto sembrano in calo, ma in troppe zone ancora non esiste accesso alla pillola RU486, che può essere assunta solo in ospedale entro la settima settimana di gravidanza. Questo vale soprattutto in Lombardia, dove molti ginecologi sono obiettori di coscienza e sono sempre più diffusi i consultori di ispirazione confessionale, dove vengono promossi solo i metodi naturali. E’ ovvio che i dati relativi all’aborto clandestino non è dato saperli.

 

Lina Rossi

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