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Per il 90% degli adolescenti fumare cannabis è normale

ottobre 25, 2018 10:00 am

Nove adolescenti su dieci ritengono normale consumare cannabis e fumare spinelli, anche in casa. Molti lo fanno anche prima di entrare in classe o appena usciti da scuola

 

Consumare cannabis e fumare spinelli è normale per i ragazzi, proprio come fumare una sigaretta. La pensa così il 90% dei ragazzi. Lo ha scoperto una ricerca su 2.671 ragazzi delle scuole superiori, licei e istituti professionali, basandosi sulle esperienze di amici e compagni di scuola. L’indagine, svolta dalla Asl Roma 2, insieme alla Cooperativa Parsec, ha intervistato i ragazzi di 14 istituti del centro storico e della periferia di Roma per capire anche se il territorio di riferimento incida sulla percezione del rischio del consumo. Il quadro emerso ha rilevato un rischio di un uso regolare più intenso tra gli amici degli studenti degli Istituti professionali rispetto a quelli dei Licei, ma non c’erano sostanziali differenze tra le diverse aree geografiche della periferia e del centro storico di Roma.

 

Le malattie mentali sono in aumento tra gli spinellisti

La conseguenza della facilità di accesso al consumo di cannabis è l’aumento, nei giovani di età compresa tra i 10 e 19 anni, delle psicopatologie provocate da abuso di alcol e sostanze stupefacenti, secondo l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Psicopatologia – SOPSI. L’assunzione di droghe oltre all’effetto di benessere immediato, provoca gravi danni alle cellule nervose e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche che solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone, come schizofrenia e depressione Le sostanze appartenenti alla cannabis compromettono il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Inoltre, come evidenzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS, nella fascia d’età considerata la prima causa di malattia e disabilità è la depressione, a cui seguono gli incidenti stradali.

 

Altre forme di dipendenza oltre cannabis e alcool

Negli ultimi anni, tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi che certificano questa una vera e propria piaga sociale. Da una ricerca sull’abuso di sostanze: alcol, caffè ed energy drink, condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani e di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking,  l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana. Un ulteriore studio si sofferma sugli effetti dell’uso di cannabis e la loro relazione con sintomi psicotici. Lo studio rileva come, dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati. Dalla ricerca è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. Fondamentale, dunque, il ruolo della prevenzione primaria e secondaria sugli effetti dell’uso di cannabis tra quanti sono a rischio per disturbi psicotici.

 

Lina Rossi 

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