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Adolescenza, tutti i rischi dei traumi fisici

luglio 2, 2018 10:00 am

Momenti di difficoltà, bullismo e lutti vissuti in adolescenza possono rallentare lo sviluppo del cervello. Al contrario, invece, se sono vissuti nell’infanzia il cervello cresce più in fretta

Si è sempre pensato che i traumi psichici peggiori siano quelli che si vivono da bambini. Non è così. Il momento più delicato della vita si conferma, ancora una volta, l’adolescenza. A confermarlo è lo studio pubblicato su Scientific Report, rivista del gruppo Nature. Una malattia, episodi di bullismo o di abusi, una sconfitta a scuola modifica la struttura del cervello dei bimbi e ragazzi in modo diverso

 

Gli effetti diversi sul cervello

Gli effetti sulla mente umana sono diversi a seconda dell’età in cui questi traumi si verificano. Se avvengono da piccoli, il risultato è che fanno maturare più in fretta il cervello. Al contrario, se avvengono durante l’adolescenza, rallentano il normale sviluppo neuro-cognitivo. I ricercatori della Radboud Universiteit di Nijmegen, in Olanda, hanno monitorato per venti anni 37 ragazzi liberi da qualsivoglia disordine psichiatrico o malattie neurologiche. I ricercatori hanno raccolto informazioni sul loro rapporto con i genitori, sulle relazioni con i compagni di classe e con gli amici ed eventuali malattie avute. Sono state effettuate indagini con la risonanza magnetica per osservare come episodi stressanti portassero cambiamenti dell’amigdala e dell’ippocampo, regione del cervello che influenza memoria, sfera emotiva e comportamento. Sono stati studiati due periodi della vita dei partecipanti, da 0 e 5 anni di vita e tra 14 e 17 anni.

 

Gli adolescenti sono più sensibili

Si è scoperto che gli eventi traumatici avvenuti durante l’infanzia sono associati a un’accelerazione nella maturazione dell’ippocampo e della corteccia pre-frontale, cosa comprensibile dal punto di vista evolutivo perché un cervello più sviluppato può far meglio fronte a situazioni stressanti. Non si capisce perché i traumi che avvengono da adolescenti siano collegati a un ritardo nella crescita di queste aree del cervello. È certo comunque che la maturazione cerebrale tra la metà e la tarda adolescenza è particolarmente sensibile agli eventi personali e sociali avversi. E’ bene non sottovalutare mai gli eventi traumatici, sia di tipo fisico, sia di tipo psicologico, che si verificano durante l’infanzia: altrettanta importanza va però attribuita a quelli che compaiono durante l’adolescenza perché è evidente che in questa età il sistema nervoso è più suscettibile. Di conseguenza è opportuno parlare con il medico specialista per affrontare il periodo adolescenziale nel modo più giusto. Sarebbe un peccato subire gli effetti di un trauma sottovalutato sostenuto solo dalla convinzione che passi da solo possa incidere sulla crescita equilibrata di un ragazzo.

Giorgia Andretti

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