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I pediatri in prima linea per combattere il fumo

luglio 5, 2017 1:00 pm

Il 12% per adolescenti fuma: indurli a smettere è difficile, alcune società scientifiche di pediatri si sono riunite per aiutare i ragazzi e le famiglie per combattere il vizio del fumo

In molti paesi il numero dei fumatori sta diminuendo  e anche in Italia diversi adulti sono riusciti a dire addio alla sigaretta, grazie alla legge che vieta di fumare nei locali pubblici. Peccato che, al contrario, i giovanissimi stiano seguendo tutt’altra tendenza: sono infatti sempre più numerosi i ragazzini che accendono la prima bionda in un’età davvero precoce, a dodici-tredici anni e qualcuno anche prima. I ragazzi, infatti, subiscono più degli adulti il fascino perverso del fumo: li fa sentire grandi, in un periodo in cui davvero mordono il freno per sembrare tali e conferisce un’aria matura e un po’ misteriosa. Del resto, le gravissime malattie legate alla sigaretta sembrano un pericolo assai remoto, in un periodo in cui si ha tutta la vita davanti.

 

Non è solo una moda

Spesso non si tratta solo di un desiderio di seguire la moda, ci sono anche  le  false convinzioni  intorno al fumo come il dimagrimento.  Di frequente i ragazzini subiscono un’influenza anche per via dell’ambiente in cui vivono: infatti un bambino su cinque  vive in casa con genitori che fumano e questo sicuramente condiziona le loro scelte, perché oltre ad essere esposti al fumo passivo hanno a portata di mano le sigarette e si abituano a considerare normale l’averne una tra le labbra. E poi ci sono i ragazzini che si comportano esattamente all’opposto… ossia pur di contraddire i genitori che li pregano di smettere di fumare iniziano apposta a farlo, per rivendicare la libertà di scelta. La situazione è insomma molto complessa e una soluzione sembra non esistere. Per fortuna alcune società scientifiche   si sono alleate per migliorare la preparazione dei medici che devono convincere non solo  i giovani, ma anche i genitori a dire addio per sempre alle sigarette.

 

Il fumo passivo stimola il funo

In primo luogo è essenziale far capire ai genitori di bambini con malattie respiratorie che il fumo passivo peggiora  la loro situazione. Inoltre, è doveroso convincere, con la strategia giusta, gli adolescenti a buttare via il pacchetto di sigarette prima che sia troppo tardi. Si tratta di due interventi di prevenzione correlati, visto che nel nostro paese un bambino su cinque cresce in una casa in cui è consentito fumare e questo aumenta il rischio di acquisire dipendenza da grandi e di sviluppare precocemente una malattia fumo correlata. Il pediatra svolge un ruolo educativo importante. Per questo motivo, per fornire una corretta preparazione ai professionisti, la Federazione Italiana Medici Pediatri – FIMP, la Società di Malattie Respiratorie Infantili – SIMRI e l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri  – AIPO,  varano il progetto educazionale – Il pediatra come facilitatore di smoking cessation. Dopo il primo corso che si è svolto a Salerno, le attività formative si sposteranno a Roma, Torino e Firenze. Obiettivo dei corsi, condotti con modalità interattiva, è fornire strumenti adeguati ad affinare le competenze del pediatra per stimolare, orientare e gestire il problema del tabagismo nei genitori, fin dalla gravidanza e nei più giovani. L’obiettivo è porre le basi di una rete che metta in relazione gli interventi di primo livello messi in atto dal pediatra con quelli di secondo livello effettuati nei centri antifumo pneumologici: infatti il fumo, sia attivo sia passivo, è uno dei principali fattori di rischio per le malattie respiratorie infantili come l’asma.

 

Sahalima Giovannini

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