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Autolesionismo e bullismo, teenager sotto scacco

giugno 6, 2017 10:00 am

Che l’adolescenza fosse un periodo difficile era risaputo ma, mai come oggi, lo scenario si è arricchito di complicazioni: alla web pornografia e al bullismo si aggiunge l’autolesionismo

Sempre più l’informazione si occupa del Blue Whale, una sorta di sfida non accertata al di fuori della Russia, ovvero, è stata una condizione lanciata e gestita da uno studente russo di psicologia attraverso il social russo VKontakte arrestato la scorsa settimana, tale Budeikin. La sua idea era quella di liberarsi degli adolescenti  deboli  istigandoli al suicidio attraverso un gioco /sfida  che facendo  leva sull’insicurezza li spingeva all’autolesionismo e suicidio. Sfide simili  trovano purtroppo terreno fertile nei giovani di oggi, sempre più fragili e potenziali vittime. È quanto emerge da un’indagine della Società Italiana di Pediatria, presentata in occasione del Congresso Nazionale in corso a Napoli. Secondo Alberto Villani, presidente della SIP, le difficoltà emotive e comportamenti a rischio emergono sempre più precocemente nei pre-adolesenti

 

Le difficoltà dei ragazzi di oggi

Gli esperti di infanzia e adolescenza hanno condotto una ricerca in collaborazione con gli uffici scolastici regionali che hanno invitato gli alunni a rispondere ad un questionario informatizzato. In circa due mesi, hanno risposto oltre 10 mila ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti da tutta Italia. Oltre la metà degli intervistati dichiara di essere stato almeno una volta così male da non riuscire a trovare sollievo: lo ha dichiarato circa l’80% del campione. Il 15% del campione si è inflitto lesioni intenzionalmente spesso per trovare un sollievo o per puro piacere. Circa un ragazzo su due ha sentito il bisogno di avere un sostegno psicologico, ma l’84,2% non si è rivolto ad alcun servizio di aiuto e solo il 4,8% ha utilizzato quello della scuola. Gli amici restano un punto fermo nei momenti di difficoltà: solo il 4% dei ragazzi non riceve mai il loro aiuto, circa il 70% lo riceve spesso o sempre. Più bassa la percentuale 46% di coloro che si rivolgono  ai genitori quando hanno una preoccupazione. Leggere quali sono i segnali psichici da non sottovalutare sarà sicuramente utile ai genitori affinché possano trovare il corretto aiuto per i propri figli.

 

Un terzo è vittima del bullismo e dipendenze varie

Altro punto dolente e purtroppo molto diffuso: il bullismo,  lo ha subito uno su tre in silenzio, ma altrettanti lo hanno praticato. Il 12% del campione è stato vittima di cyberbullismo e al 33% è capitato di subire atti di bullismo – il 20% raramente, l’8,4% qualche volta, il 3,3% spesso e il 2,1% sempre. L’aspetto preoccupante è il fatto che le vittime tacciano: il 68% non ne ha parlato con nessuno. E altrettanto ampia, circa il 33%, è la percentuale di coloro che dichiarano di aver preso parte a episodi di bullismo verso i compagni e le compagne. Per quanto riguarda le dipendenze, il 37% fuma sigarette abitualmente o occasionalmente, circa il 40 dichiara di essere arrivato a star male in seguito all’uso di bevande alcoliche. Per la sessualità, il 62,3% non ha ricevuto educazione sessuale da parte degli adulti, uno su tre (tra coloro che hanno già avuto rapporti non usa mai contraccettivi, più della metà ha visualizzato materiale pornografico in rete e circa il 15% ammette di aver ricevuto proposte sessuali da parte di adulti attraverso siti e app. In tema di abitudini come l’uso dello smartphone, l’età media del primo apparecchio è tra 10 e 12 anni, ma l’1,4% lo ha avuto anche a 5 anni e il 26% tra 6 e 10. La maggioranza dei ragazzini intervistati utilizza i social per parlare con gli altri quando si sente solo. Poco rassicurante, infine, è anche la questione dell’alimentazione, dello stile di vita e della forma fisica: il 28% del campione pensa di essere in sovrappeso, ma solo l’11,7% lo è davvero secondo le valutazioni del pediatra. Quasi la metà non pratica alcuno sport e 1 su 3 – il 33,3% ha abbandonato un’attività sportiva.

Giorgia Andretti

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