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Adolescenti sempre connessi, anche quando dormono

ottobre 19, 2016 2:46 pm

Un cordone ombelicale invisibile lega gli adolescenti allo smarthpone, non riescono a separarsene neanche quando dormono, fortunatamente il sonno profondo alza le barriere.

Lo smartphone è diventato il super-io inconscio dei ragazzi: essere connessi con il mondo intero è diventato un modo di essere che sta condizionando completamente la vita. Durante il girono viene controllato ripetutamente e quasi tutti lo portano anche sotto le lenzuola arrivando a controllarlo anche dieci volte per notte. Lo prova uno studio inglese condotto su teen agers, il 45% dei quali lo controlla anche a letto, almeno dieci volte per notte.

Smartphone mon amour
È quanto emerge da una ricerca condotta su quasi tremila ragazzi tra gli undici e i diciotto anni, da Digital Awareness UK. Di questi giovanissimi, quasi tutti, il 94%, lo fanno per controllare i social media: uno su dieci dichiara di sentirsi stressato se perde qualche notifica e se non lo controlla prima di dormire. Il 75% usa il cellulare di notte per ascoltare musica, il 57% per guardare film. Quello che è più grave è che in troppi casi i genitori non sono al corrente di questo uso notturno, che può dare accesso anche a contenuti non adatti all’età dei ragazzini. Questo comportamento ha un impatto negativo sulla salute e il rendimento scolastico, dato che i ragazzi arrivano a scuola già stanchi e faticano a concentrarsi. Il 68% dei ragazzi ammette che il controllo notturno del telefono influisce sul rendimento e un quarto si sente stanco durante il giorno a causa delle interruzioni del sonno. Di fatto il solo spazio libero dalla connessione con i social è durante il sonno profondo , quello in cui neuroni intervengo per dare uno stop completo da tutto ciò che proviene dall’esterno al nostro corpo.

I danni da troppo cellulare
Il sonno interrotto in età adolescenziale non permette la adeguata rigenerazione notturna dei neuroni, che avviene durante le fasi di sonno profondo: fasi che non possono verificarsi se ogni ora-ora e mezza. Dormire in modo interrotto significa non far riposare il cervello, non fissare i dati appresi durante il giorno, perdere in creatività e in capacità di socializzazione. Si rischia anche di ammalarsi di più, visto che dormire poco impedisce al sistema immunitario di creare nuove cellule di difesa. Ancora: dormire poco fa ingrassare e questo potrebbe aggiungere una spiegazione di tanti adolescenti obesi perché si altera l’equilibrio ormonale che regola la sensazione di appetito e sazietà. Di giorno quindi si avverte più fame e il desiderio di mangiare si orienta particolarmente su cibi grassi e calorici. E’ necessaria una disintossicazione dal digitale, mettendo il cellulare via e lontano dalla camera da letto già un’ora e mezzo prima che faccia buio, disattivando le notifiche o mettendo il cellulare in modalità aereo, e prendere una pausa dal cellulare. Esistono anche delle app che mostrano quanto tempo si trascorre al cellulare consentendo anche di restringerne l’uso. Vanno chiamati in causa tutti i genitori con figli inferiori sedici anni, che hanno il dovere morale di vegliare sul comportamento dei figli e che hanno tutto il diritto di farsi consegnare il cellulare spento e di riporlo in un luogo sicuro: una rivincita dell’autorità genitoriale, a tutto vantaggio del benessere dei figli.

Giorgia Andretti

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