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Dopo lo sviluppo adolescenziale attenzione alle calorie

settembre 23, 2016 3:04 pm

Attenzione alla quantità di cibo ingerito dall’adolescenza in poi: la maggior parte della crescita è completata e quindi è bene ridurre l’apporto calorico, il rischio è guadagnare peso.

Mangiano come i bambini piccoli, per questa ragione non riescono a perdere peso: è la spiegazione che un gruppo di studiosi inglesi ha fornito per giustificare il fatto che molti ragazzi tra i quattordici ed i diciotto anni sono sovrappeso. Questo si verifica perché a questa età il fabbisogno calorico giornaliero diminuisce rispetto al periodo dell’evoluzione che si conclude a circa dieci anni. È quindi necessario rivedere le abitudini alimentari.

Meno calorie quando si è più grandi
Dopo i dieci anni occorrono circa 500 calorie in meno al giorno. In pubertà infatti, contrariamente a quello che si crede, i giovani sono soggetti a una rapida e inaspettata diminuzione del numero di calorie che bruciano a riposo. Lo afferma uno studio pubblicato sul The International Journal of Obesity. Tra il 2000 e il 2012, il gruppo di ricerca della University of Exeter Medical School, ha analizzato i dati relativi a quasi 350 bambini del Regno Unito. Per ciascuno, ogni sei mesi, tra i cinque e i sedici anni, sono stati misurati: salute metabolica, misure corporee e attività fisica svolta. Si è scoperto che il consumo calorico aumenta dai cinque anni in poi ma, registra un improvviso calo con l’arrivo della pubertà, al punto che i quindicenni utilizzano da 400 a 500 calorie in meno a riposo al giorno rispetto a quando avevano dieci anni. A questo si somma il fatto che esercitano meno attività fisica rispetto all’infanzia. Cosa particolarmente sorprendente in quanto si tratta di un periodo di rapida crescita, e la crescita in genere fa consumare molte calorie.

Perché serve mangiare meno
Secondo gli autori della ricerca è possibile che nel corso dei secoli la specie umana si sia evoluta per nutrire il corpo soprattutto durante l’infanzia, quando le sfide della natura erano più difficili e più elevata la mortalità. Oggi, quando il cibo a disposizione è più abbondante e il corpo deve sostenere meno fatica fisica, il rischio è l’aumento del peso. Un aumento che preoccupa le autorità sanitarie, infatti, considerano obesità e problemi collegati, tra le più gravi sfide a livello mondiale. È quindi opportuno che si cerchi di ridurre l’apporto calorico quotidiano, mettendo in atto piccoli cambiamenti che possono essere significativi. A colazione, per esempio, il classico latte intero andrebbe sostituito con il tipo parzialmente scremato se non totalmente scremato se si è già sovrappeso. A seguire, sì a tre fette biscottate integrali e miele oppure a una fetta di dolce casalingo. Gli spuntini dovrebbero essere costituiti da yogurt o frutta fresca o verdura a pezzetti, ben lavata. A pranzo si dovrebbe privilegiare il piatto unico a base di carboidrati e vegetali e per cena proteine e vegetali. Nulla vieta mangiare per una sera una pizza, ma deve essere una tantum e non la regola. Il sushi, purché di qualità, è più leggero e meno calorico ovviamente nelle giuste quantità. Per chi non ha tempo da dedicare alla costruzione di un menù settimanale, i consigli di zia Vittoria facilitano il lavoro con i menù elaborati dai nutrizionisti e le ricette per portare in tavola piatti gustosi ed equilibrati per tutta la famiglia.

Lina Rossi

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