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Mi piace o like, può simulare l’effetto di una droga

giugno 29, 2016 9:24 am

Un like su un social network attiva la stessa area cerebrale al pari di un cibo delizioso, una droga o addirittura il sesso: il pericolo di questo atteggiamento è perdere il senso del limite.

Inebrianti come fare sesso o assumere stupefacenti: sono gli effetti dei – like – cioè il – mi piace – che gli adolescenti vedono nei social network come Facebook, Instagram, Youtube e altro. L’approvazione da parte dei coetanei è come una sorta di droga che dà dipendenza, che esalta e di cui non si riesce a fare a meno. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che qualcosa di così innocuo potesse avere tali effetti, eppure è proprio così. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori della University of California di Los Angeles, decisi a scoprire cosa spinge i ragazzi all’uso compulsivo dei social media. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Psychological Science.

Inebriarsi per un mi piace
Gli esperti hanno prodotto un social di condivisione di foto simile a quello di Instagram, quindi hanno arruolato 32 ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni e hanno detto loro che sarebbero stati iscritti a un nuovo social network dove gli amici avrebbero potuto approvare un’immagine o un video, cliccando” su un’icona a forma di cuore. I ragazzi dovevano scattare foto e osservarne altre 150 di tema vario. I giovani potevano vedere quanti like erano stati dati a ciascuna foto. Nel frattempo, gli scienziati analizzavano la loro attività cerebrale con la risonanza magnetica funzionale. Se una foto riceveva tanti consensi si attivavano le regioni del cervello coinvolte con il senso di appagamento, la cognizione sociale, l’imitazione e l’attenzione, la stessa area cerebrale coinvolta nella sensazione di piacere e attivato da pensieri di sesso, denaro e cibi appetitosi. Se l’approvazione era attribuita alle immagini scattate da loro stessi l’effetto era anche più elevato. I ragazzi erano più portati a dare un – mi piace – a un’immagine già apprezzata da altri anche se si trattava di una foto di argomento poco interessante o banale, mentre per altre immagini meno votate ma oggettivamente più notevoli mostravano meno interesse e quindi non mettevano il – mi piace. In effetti le immagini non erano votate dai coetanei ma dagli scienziati stessi, che pilotavano i voti proprio per vedere le reazioni dei ragazzi.

Quale rischio per le immagini votate
Gli esperti hanno concluso che i ragazzi hanno un comportamento molto influenzabile da quello che pensavano fosse l’opinione dei coetanei ed è normale che gli adolescenti siano conformisti per sentirsi parte di un gruppo. La conformità è infatti parte dell’adolescenza ed è il modo in cui i ragazzini imparano le regole di comunicazione e il modo per sviluppare relazioni. Gli esperti si augurano che i – like – possano in un futuro servire come spunto sociale, per orientare i ragazzi verso qualcosa si socialmente accettabile. Prima di allora, però, ci possono essere dei rischi in agguato. Il primo è quello, già sperimentato in molte occasioni, dell’importanza data al successo e, in particolare, alla propria immagine. Attraverso l’accumulo dei like, infatti, un ragazzo va in cerca di approvazione per immagini o frasi che ritiene particolarmente belle o di effetto, con l’obiettivo di raggiungere la popolarità trai coetanei. Un rischio concreto è anche per le ragazze, che pur di avere l’approvazione per quello che, alla loro età è considerato uno dei valori più importanti, cioè l’aspetto fisico, sono disponibili a spingersi oltre i limiti del buon senso e del buon gusto. In questo modo all’apparenza viene data davvero troppa importanza e meno ne viene data ad altri valori come la cultura, l’intelligenza, la presenza di spirito, valori davvero difficili da comunicare attraverso una foto o una frase.

Sahalima Giovannini

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