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Gay o non gay? Chi è mio figlio?

giugno 20, 2016 3:05 pm

Il desiderio sessuale si avvia con l’adolescenza, iniziano le prime fantasie e di conseguenza i segnali agli organi genitali. A volte l’interesse può ricadere sul corpo dello stesso sesso.

L’identità di genere inizia con la maturazione del sistema nervoso periferico, quando si acquisisce il controllo degli sfinteri. È in quel momento che il bambino apprende i segnali della contrazione sfinterica degli organi sessuali. È però con l’adolescenza e con la maturazione del sistema neuro-endocrino che si completa l’identità di genere e, di conseguenza, vengono indirizzate le proprie attenzioni sessuali.

Parlare di sessualità ai ragazzini
E’ importante avere con i propri figli, quando sono ancora ragazzini, una buona comunicazione sulla sessualità. Alcuni genitori preferirebbero che fosse la scuola a provvedere all’educazione sessuale. Sicuramente anche la scuola deve parlare di questo argomento, ma è essenziale che mamma e papà lo facciano per primi: il vantaggio si vedrà nel periodo dell’adolescenza. Non abbiate timore, quindi, di parlare con i bambini di sesso, perché l’educazione sessuale dovrebbe rientrare nelle normali comunicazioni in famiglia. L’ideale è stimolare domande nei ragazzi e rispondere alle loro richieste. Ovviamente vanno fornite solo le informazioni di cui si è sicuri che i bambini siano in grado di capire per poi passare a risposte più dettagliate seguendo la loro capacità di comprendere. E’ normale sentirsi a disagio quando deve parlare di sessualità ai bambini, ma ci si deve ricordare che, fornendo una comunicazione comprensibile e aperta, aumentano le probabilità che i ragazzini siano in grado di capire i valori e fare scelte appropriate in fatto di sessualità.

Mamma, penso di essere gay
Molti adolescenti ad un certo punto della vita si pongono la domanda: sono gay o eterosessuale? E’ questo un passaggio normale dell’evoluzione adolescenziale. I ragazzini, per trovare la risposta a questa domanda strettamente personale, hanno bisogno di sapere che ne possono parlare con le persone di cui si fidano ciecamente. Ecco perché è importante che l’educazione sessuale venga portata avanti dai genitori, per far si che gli adolescenti si possano fidare e chiedere aiuto nel momento in cui si presenta il dilemma di genere. I ragazzini già nella fase pre-adolescenziale iniziano ad avere le prime cotte amorose e se queste dovessero essere indirizzate a un individuo dello stesso sesso, il primo timore è con chi parlarne per non essere deriso e finire alla mercé del bullo del momento. Purtroppo, il timore è spesso realtà crudele e l’unica reazione possibile per il ragazzino in questa fase è il ritiro sociale.

Che cosa fare se nostro figlio è gay
Tutti i figli vanno amati incondizionatamente indipendentemente se omosessuali o eterosessuali. Aiutare il proprio figlio o figlia a capire verso quale genere sta iniziando a fantasticare e dirigere l’attrazione sessuale è importante. Gli adolescenti hanno bisogno di una guida sicura ed amorevole e che li aiuti a prendere decisioni adeguate circa il loro comportamento sessuale. È possibile esserlo solo se ci si è posti come la fonte di informazione primaria. Allora sì che si diventa il consigliere privilegiato anche nelle scelte sessuali dei propri figli. Inoltre, questo atteggiamento di comprensione genitoriale eviterà di farli cadere nella trappola del ricatto e dei soprusi da parte dei coetanei più smaliziati. Non possiamo dimenticare: gli adolescenti che si identificano come gay, lesbiche o transgender vanno incontro ad un rischio maggiore di depressione e tentativi di suicidio. Oltre al ritiro sociale, i gay possono andare incontro a disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia nervosa. Queste problematiche sono la diretta conseguenza della discriminazione di genere, degli abusi e delle violenze cui sono esposti. Il problema potrebbe essere ancora più grave per i ragazzi se, sopraffatti, nascondono il loro orientamento sessuale. L’unico modo per spezzare il ciclo della violenza cui sono esposti i gay è accettarli e sostenerli nel loro modo naturale di essere. Non dobbiamo lasciare spazio alla paura dell’omofobia o lo stigma associato con l’omosessualità: i figli prima di tutto sono il frutto del nostro amore e come tale vanno curati, amati e protetti.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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