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Salute sessuale: gli uomini sono poco informati

giugno 6, 2016 3:00 pm

Dal 13 al 17 giugno torna SAM – Salute Al Maschile – iniziativa della Fondazione Veronesi e degli urologi per rendere maggiormente consapevoli i giovani maschi sulla salute intima.

Le ragazze vanno dal ginecologo subito dopo la prima mestruazione. Molti uomini, invece, a sessant’anni non hanno mai visto un urologo o un andrologo e rendono appuntamento solo quando arrivano i problemi di prostata. È una realtà un po’ desolante, quella della cultura sessuale al maschile: c’è ancora troppo poca consapevolezza, in un periodo in cui stanno tornando le malattie sessuale e l’infertilità è sempre più frequente. Per questa ragione vale la pena di approfittare delle visite messe a disposizione dal 13 al 17 giugno in centri sparsi su tutto il territorio nazionale, si possono prenotare telefonando al numero verde 800 598395 attivo i giorni feriali dalle 9 alle 18.

Prima visita gratuita dall’urologo
Parte infatti la seconda edizione di SAM – Salute Al Maschile – il primo progetto della Fondazione Umberto Veronesi dedicato interamente al benessere degli uomini e condotto insieme ad AURO – Associazione Urologi italiani – e SIURO – Società Italiana di Urologia Oncologica. L’obiettivo è trasmettere ai maschi italiani una nuova consapevolezza sull’importanza della prevenzione. Le visite, infatti, saranno gratuite per chi non si è mai rivolto allo specialista e negli ambulatori saranno inoltre distribuiti tre opuscoli appositamente realizzati per le varie fasce d’età: under 25, tra i 25 e i 55 anni e gli over 55. Secondo gli esperti che stanno portando avanti l’iniziativa, gli uomini sono ancora troppo poco attenti alla propria salute, come emerge da un sondaggio online promosso per SAM lo scorso ottobre su 35.200 italiani. Il 43% non sa che le malattie sessualmente trasmissibili si possono prevenire. Solo il 16% usa regolarmente il preservativo durante i rapporti. Il 31%, di fronte al timore di avere una MST, preferisce parlarne con un amico piuttosto che con il medico e il 48% crede che l’epatite B sia causata dall’alimentazione scorretta ed infine, per il 31% , ’AIDS è una malattia definitivamente sconfitta.

Malattie diffuse e poco note
Dall’adolescenza in poi, gli uomini dovrebbero imparare a evitare stili di vita nocivi per la vita sessuale e riproduttiva , alimentazione non equilibrata, sovrappeso, fumo, abuso di alcolici, uso di sostanze dopanti e a eseguire l’autopalpazione per tenere sotto controllo la salute degli organi genitali. Oggi si registra un aumento preoccupante delle patologie maschili della sfera riproduttiva. Il varicocele, per esempio, riguarda un ragazzo su quattro dai 15 ai 25 anni di età, alle sempre più frequenti malattie sessualmente trasmissibili. La prostatite interessa circa un maschio su quattro sopra i 65 anni e l’ipertrofia prostatica benigna, l’aumento di volume della ghiandola che può verificarsi in tutti gli uomini, già a partire dai 35 anni, può dare problemi con l’avanzare dell’età. I tumori dell’apparato riproduttivo maschile sono molto sensibili allo stile di vita, ma una significativa percentuale di uomini ritiene che cambiare le proprie abitudini non prevenga le neoplasie. Nel 2015 in Italia sono stati stimati oltre 35.000 casi di tumore della prostata, 2.300 al testicolo soprattutto tra gli under 40 e 21.100 uomini hanno ricevuto la diagnosi di carcinoma della vescica. Per questo si rendono indispensabili controlli annuali, già a partire dai 40 anni. Anche la vaccinazione contro il Papilloma Virus Umano – HPV – rappresenta un fondamentale strumento di prevenzione perché anche gli uomini sono a rischio. E’ stato calcolato che un maschio ha una probabilità 5 volte superiore rispetto alla donna di infettarsi e spesso non è consapevole di essere portatore del virus. Ma il 35% degli italiani è convinto che l’HPV non provochi problemi di salute e per il 38% attacca solo l’organismo femminile. È insomma indispensabile aumentare il livello di consapevolezza.

Giorgia Andretti

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