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Come riconoscere i primi segni della neoplasia del testicolo

maggio 11, 2016 9:23 am

Anche i ragazzi, come le ragazze, devono controllare le parti intime attraverso l’autopalpazione: pratica utile per rilevare i primi segni di forme cancerogene del testicolo.

L’approccio alla salute tra maschi e femmine è decisamente diverso: le donne sono mediamente più attente alla prevenzione e a scorgere eventuali sintomi che possono fa preoccupare. Basti pensare all’autopalpazione del seno, che insieme alle tecniche di diagnosi precoce permettono di scoprire malattie in stadi iniziali e, quindi, facilmente curabili. I maschi dovrebbero adottare le stesse misure, effettuando il controllo dei propri testicoli fin dall’epoca della pubertà. In questo modo, infatti, è possibile individuare noduli, dolori e alterazioni strutturali che possono far pensare a una serie di patologie, delle quali la più seria è sicuramente la neoplasia del testicolo.

L’importanza dell’autopalpazione
La neoplasia più frequente tra i giovani uomini è quella del testicolo, il grande problema è che inizialmente non ci sono sintomi. Colpisce di solito tra i 25 e i 40 anni e rappresenta l’1% del totale delle neoplasie dell’uomo e quasi il 10% delle forme neoplasiche urogenitali maschili. Gli esperti di Urologia e Andrologia presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma – Fondazione Gemelli, in un congresso a Roma, hanno dichiarato che si sta registrando un aumento dei casi: oltre 2mila ogni anno. Fortunatamente oltre 9 casi su 10 si giovano delle cure specifiche raggiungendo, nel follow-up a 10 anni, una sopravvivenza pari al 98%. Per rendere consapevoli i coetanei sull’importanza del controllo, è intervenuto anche il calciatore Francesco Acerbi, difensore del Sassuolo e della Nazionale, tra i candidati per i prossimi Europei, che in un video, realizzato proprio per il congresso, ha parlato anche della sua esperienza personale, assicurando che questa malattia, scoperta e curata in tempo, può essere vinta. In genere, qualsiasi anomalia o alterazione della consistenza e della forma del testicolo, come la presenza di noduli, un aumento di volume, tumefazione o senso di pesantezza, deve rendere necessaria una visita di controllo. Il principale fattore di rischio delle neoplasie al testicolo è dato dal criptorchidismo, anche se è stato risolto chirurgicamente.

Come si effettua l’autopalpazione del testicolo
Per svolgere correttamente l’autoesame è bene sdraiarsi e, con entrambe le mani, palpare prima la parte inferiore di ogni singolo testicolo e poi il resto. Bisogna ripetere l’autopalpazione stando in posizione eretta. Se si riscontra qualcosa di anomalo ci si deve rivolgere a un andrologo oppure a un urologo. Dopo un esame obiettivo in cui lo specialista effettua una palpazione del testicolo sospetto e, allo stesso modo, anche dell’altro, si può ricorrere ad un’ecografia del contenuto delle sacche scrotali. E’ utile anche un esame del sangue con dosaggio dei marcatori tumorali. Si devono effettuare anche radiografie polmonari e una TAC toracica, addominale e pelvica per scoprire la presenza di eventuali ripetizioni di tessuto neoplasico. La diagnosi precoce è fondamentale perché permette, in un’alta percentuale di casi, di guarire completamente, per questo è importante svolgere frequentemente un autoesame dei testicoli. E’ necessaria l’orchiectomia, ovvero l’asportazione del testicolo, incidendo sopra la piega inguinale, con inserimento di una protesi nello scroto. Successivamente, a seconda del tipo di malattia, si procede con una cura a base di radioterapia o chemioterapia. Prima dell’operazione si può prelevare lo sperma, in vista di un’eventuale procreazione assistita.

Giorgia Andretti

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