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La malattia del bacio, o mononucleosi, colpisce i più giovani

aprile 1, 2016 3:30 pm

È nota come malattia del bacio, ma non sono solo le effusioni affettive a diffondere il contagio: la mononucleosi è anche legata allo scambio di posate, bicchieri e altri oggetti personali.

Un lieve rialzo febbrile, debolezza, malessere. Sembrerebbe una normale forma influenzale, se non fosse per i linfonodi del collo e della nuca che sono molto gonfi. Si tratta probabilmente della mononucleosi, una malattia infettiva di tipo virale, molto diffusa soprattutto tra i più giovani per le modalità di trasmissione. L’agente infettivo infatti si propaga attraverso lo scambio di saliva, quindi con i baci, ma anche scambiandosi bicchieri, posate, utilizzando oggetti molto personali in comune, purtroppo anche sigarette: ed è facile che tra i più giovani non si presti la dovuta attenzione.

Un virus che viaggia con la saliva
La mononucleosi infettiva è conosciuta anche come febbre ghiandolare di Pfeiffer, dal nome del suo scopritore e adenite acuta infettiva. È causata dal virus di Epstein-Barr – HHV-4 – lo stesso che causa altri disturbi più seri che, però, non sono correlati al fatto di aver contratto la mononucleosi. La malattia colpisce soprattutto i ragazzi dai 15 anni in su: proprio il periodo dei primi innamoramenti. Colpisce l’età in cui si fa una maggiore vita in comune, con i coetanei, tra locali e feste dove non di rado avviene lo scambio di posate, bicchieri e altri oggetti che, come il bacio, presuppongono uno scambio di saliva che veicola il virus. Deve essere però uno scambio diretto, ossia ci deve essere un contatto: non basta semplicemente inspirare le goccioline di saliva espulse con tosse o starnuti da parte del malato. Per questi motivi i bambini piccoli non sono un bersaglio della mononucleosi.

Sintomi vaghi, non sempre presenti
In molti casi, il paziente non si accorge nemmeno di aver contratto la malattia, infatti, spesso decorre in modo asintomatico. In altri casi i disturbi sono generici e molto sfumati: stanchezza, febbre non troppo alta, mal di gola, rossore in viso e ittero, cioè colorazione giallastra della pelle e delle mucose. Il sintomo tipico della mononucleosi è il gonfiore dei linfonodi, le ghiandole che si trovano soprattutto nella regione del collo e della nuca, ma anche dell’inguine. I sintomi si avvertono soprattutto quando una persona ha un sistema immunitario un po’ debilitato, come può succedere anche nei ragazzini reduci per esempio dalle malattie del periodo invernale oppure stanchi per gli impegni scolastici e sportivi. La malattia non dà praticamente luogo a complicanze e una volta guarita la persona è immune, anche se il virus può restare latente nell’organismo e dare luogo a recidive.

Come affrontare la malattia
Per una diagnosi corretta della malattia è sufficiente la visita dal medico, la palpazione dei linfonodi ingrossati ed il racconto dei sintomi sono le basi della diagnosi. La cura consiste nel cercare di osservare qualche giorno di riposo, per alleviare il senso di stanchezza e per attendere di essere meno contagiosi, al fine di evitare di diffondere il contagio tra gli amici. La febbre, se oltre 38°, può essere tenuta sotto controllo con un po’ di paracetamolo, mentre il mal di gola trova sollievo con liquidi caldi come latte, tè, tisane con un cucchiaio di miele oppure con uno spray da banco per la gola. È importante la prevenzione, cercando se possibile, anche da ragazzi, evitare lo scambio di oggetti strettamente personali.

Lina Rossi

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