prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Mode killer tra adolescenti: ora si gioca con il fuoco

giugno 5, 2015 10:04 am

L’adolescenza e trasgressione, una equazione scontata. Bevono alcol, si danno fuoco o assumono farmaci solo per dimostrare di essere invincibili

Darsi fuoco senza un motivo, per gioco, cospargendosi di liquido infiammabile e gettandosi nel più breve tempo possibile in una doccia o sotto un getto d’acqua per impedire alle fiamme di danneggiare in modo irrimediabile la pelle. È il – fire challenge – una pericolosissima pratica in voga tra adolescenti sviluppatasi negli Usa e che ha avuto grande diffusione tramite il web perché i video vengono postati su Youtube e Facebook. Secondo quando riporta il Daily Mail, un ragazzino sarebbe morto gia’ lo scorso anno e una famiglia ha raccontato che i propri figli solo per fortuna non hanno subito gravi danni. Dopo che la stampa lo ha segnalato qualche giorno fa, su Facebook i video non ci sono più ma molti sono ancora visibili su Youtube. Al – fire challenge – si somma, sempre dagli Usa ma che sta destando preoccupazione anche nella vicina Francia negli ultimi giorni con un allarme lanciato dall’Ordine dei farmacisti, il – purple drank – consiste in un mix da sballo di sciroppo per la tosse, antistaminici e bevande gassate, limonate o spesso alcol, pericoloso per la salute soprattutto per l’effetto della codeina, che può provocare oltre alla dipendenza, allucinazioni, euforia e altri disturbi molto gravi.

Gli eccessi al posto dei veri amici
Cosa spinge i ragazzi a superare i limiti, seguendo comportamenti che possono mettere a rischio la stessa vita? Difficile dirlo. È certo che nella natura umana è insito il concetto di voler superare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, in una sorta di rito di iniziazione che sembra ricordare quello di molti popoli tribali: dimostra di essere un vero uomo non avendo paura di rischiare la vita. A questo si somma la volontà di ribellarsi agli schemi, il senso di insoddisfazione, la perenne ricerca dell’emozione che caratterizza l’adolescenza. È certo però che il senso del limite è spostato un po’ troppo in là, mettendo a rischio la salute e la vita stessa. Secondo gli esperti, quello che appare più preoccupante è la mancanza di scambi e relazioni vere, sostituite dall’isolamento e da pseudo-relazioni. Questo accade perché, in ogni epoca, per gli adolescenti il confronto con i coetanei è importantissimo, addirittura maggiore di quello che si ha con la famiglia. Per questo, in mancanza di relazioni amichevoli reali, si cerca sul web consenso e compagnia in modo compulsivo, cercando di attirare l’attenzione con gesta eccessive. Non va trascurato il dato preoccupante che consiste nel ferirsi fisicamente, quasi come se i giovanissimi non fossero capaci di provare emozioni e quindi, tagliandosi o procurandosi ustioni, cercassero una sorta di conferma del fatto di esistere. È il dolore, insomma, che fa sentire vivi.

Genitori, attenzione e qualche divieto
Scoprire nei propri figli la ricerca di emozioni estreme, assurde oltre che pericolose, può essere un vero shock per i genitori, abituati a considerarli ancora bambini. La gestione di una situazione simile non è facile, perché si deve raggiungere quel perfetto equilibrio tra autorevolezza e senso del limite, permissività e rassicurazione, che i più giovani cercano disperatamente. Per questo, se si ha il dubbio o la certezza che i propri ragazzi siano in una situazione di rischio, è opportuno chiedere il consiglio e il supporto di uno psicoterapeuta dell’adolescenza, per essere sicuri di affrontare la questione nel modo giusto. A casa occorre tatto e delicatezza, ma anche fermezza con i propri figli: sempre aperti al dialogo e a dare affetto, i genitori hanno il dovere di spingere, nel limite del possibile, i figli ad avere una vita sociale reale oltre agli incontri sui social network, a confrontarsi con vere performance sportive o intellettuali che fanno sentire vivi perché costano fatica e paura. Sì quindi ai corsi sportivi o ad un’attività alternativa allo studio, che sia chitarra, pittura, canto: sono tutti modi per conoscere gente nuova e rinsaldare le amicizie classiche. E la sera, soprattutto la notte, no a smartphone e PC acceso: è essenziale fin dalla preadolescenza abituare i figli a non usare questi dispositivi di notte.

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI